Genocidio culturale

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Genocidio culturale è la distruzione deliberata dell'eredità culturale di una popolazione o di una nazione per ragioni politiche, militari, religiose, ideologiche, etniche o razziali.

La legge internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1933, Raphael Lemkin propose una componente culturale del genocidio, che egli chiamò "vandalismo".[1]

Comunque, i responsabili della convenzione del 1948 sui genocidi lasciò cadere il concetto dalle loro considerazioni.[2] La definizione legale di genocidio è lasciata non specificata circa l'esatta natura in cui il genocidio è fatto, se è la distruzione di un gruppo razziale, religiosso, etnico o nazionale.[3]

L'articolo 7 di una bozza del 1994 della dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene usa l'espressione "genocidio culturale" ma non definisce che cosa significhi.[4] L'articolo completo è questo:

"Le persone indigene hanno il diritto collettivo e individuale a non essere soggetti a etnocidio e genocidio culturale, inclusa la prevenzione di la riparazione per:
(a) Ogni azione che ha lo scopo o l'effetto di privarli della loro integrità come persone distinte, o dei loro valori culturali o identità etniche;
(b) Ogni azione che ha lo scopo o l'effetto di espropriarli delle loro terre, territori o risorse;
(c) Ogni forma di trasferimento della popolazione che ha lo scopo o l'effetto di violare o minare i loro diritti;
(d) Ogni forma di assimilazione o integrazione con altre culture o stili di vita imposti loro con misure legislative, amministrative o altre;
(e) Ogni forma di propaganda diretta contro di loro."

È da notare che questa dichiarazione è apparsa solo in una bozza. La dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene è stata adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la sua 62 esima sessione presso il palazzo di vetro dell'ONU a New York il 13 settembre 2007, ma parla solo di "genocidio", non di "genocidio culturale", sebbene l'articolo non sia cambiato.

Accanto al suo valore legale, il termine ha acquisito un valore retorico come un'espressione che è usata per protestare contro la distruzione ddell'eredità culturale. È anche usato male come tormentone per condannare qualsiasi distruzione la persona disapprovi.

Esempi di utilizzo del termine[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2007, un membro del Parlamento canadese criticò la distruzione di documenti che definivano il trattamento dei membri delle Prime nazioni come "genocidio culturale" da parte del Ministro degli Affari Indiani.[6]
  • La distruzione di Khachkar a Nakhchivan da parte dell'Azerbaijan di migliaia di pietre tombali armene medievali presso il cimitero di Julfa, e la seguente negazione dell'Azerbaijan che il sito archeologico fosse mai esistito, è stato ampiamente scritto come un esempio di genocidio culturale.[7][8]
  • Quando il ministro dei beni culturali della Turchia riaprì la chiesa di Aghtamar come un museo, i critici contestaarono l'utilizzo del suo nome trasformato in turco, vedendo in questo una negazione dell'eredità armena della regione e come una sorta di "genocidio culturale".[9]
  • Alcuni studiosi hanno discusso se "genocidio culturale" descriva correttamente la soppressione della lingua, delle tradizioni e della storia coreani da parte del Giappone durante l'occupazione dal 1910 al 1945.[10]
  • Alcune persone di destra hanno applicato il termine "genocidio culturale" a quello che loro vedono come il decadimento della civiltà occidentale a causa delle politiche liberali sull'immigrazione, della diversità e del multiculturalismo.[11][12]
  • Nel 1989, Robert Badinter, un avvocato francese di grande fama, partecipò ad un famoso programma televisivo francese, Apostrophes, dedicato ai diritti umani, con il Dalaï Lama Tenzin Gyatso. Parlando della scomparsa della cultura tibetana nel Tibet, Robert Badinter utilizzò il termine "genocidio culturale".[13] Più tardi, e per la prima volta nel 1993, il Dalaï Lama usò la stessa espressione di genocidio culturale per descrivere la distruzione della cultura tibetana.[14] Più recentemente, durante i fermenti del Tibet del 2008, il Dalai Lama accusò la Cina di praticare il genocidio culturale contro il popolo del Tibet.[15]
  • Secondo Rebiya Kadeer, presidente dell'Associazione Americana degli Uiguri, "In nome della cosiddetta educazione bilingue, le autorità cinesi hanno cominciato ad imporre la lingua cinese e sostituire la lingua uigura. Hanno cominciato gradualmente a cancellare la lingua, la scrittura, la letteratura e lo stile di vita degli Uiguri. Noi consideriamo questo una sorta di genocidio culturale, un sistema per eradicare gradualmente la popolazione uigura.". In aggiunta, è riconosciuto che il governo cinese ha costretto ad abortire delle donne uigure e ne ha portare una cifra stimata in 60 000 nelle fabbriche del continente cinese.[16]
  • Le pulizie etniche perpetrate contro i Kashmiri Pandit dai militari musulmani nella campaagna per la secessione del Kashmir dall'unione indiana. Dall'inizio delle violenze nel 1989, il 90% dei Kashmiri Pandit nella valle sono stati costretti a partire. Gli esiliati vivono adesso come rifugiati presso Nuova Delhi.
  • La politica di Pol Pot e dei Khmer Rossi in Cambogia fu particolarmente violenta nei confronti della società e della struttura sociale cambogiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raphael Lemkin, Acts Constituting a General (Transnational) Danger Considered as Offences Against the Law of Nations (J. Fussell trans., 2000) (1933); Raphael Lemkin, Axis Rule in Occupied Europe, p. 91 (1944).
  2. ^ See Prosecutor v. Krstic, Case No. IT-98-33-T (Int'l Crim. Trib. Yugo. Trial Chamber 2001), at para. 576.
  3. ^ Convention on Prevention and Punishment of Genocide, art. 2, Dec. 9, 1948, 78 U.N.T.S. 277.
  4. ^ Draft United Nations declaration on the rights of indigenous peoples drafted by The Sub-Commission on Prevention of Discrimination and Protection of Minorities Recalling resolutions 1985/22 of 29 August 1985, 1991/30 of 29 August 1991, 1992/33 of 27 August 1992, 1993/46 of 26 August 1993, presented to the Commission on Human Rights and the Economic and Social Council at 36th meeting 26 August 1994 and adopted without a vote.
  5. ^ William Schabas, Genocide in international law: the crimes of crimes, Cambridge University Press, 2000, ISBN 0521787904, Google Print, p.179
  6. ^ Jorge Barrera , ‘Genocide’ target of fed coverup: MP, Edmonton Sun, April 25, 2007.
  7. ^ History Today, November 2007, "Sacred Stones Silenced in Azerbaijan"
  8. ^ Switzerland-Armenia Parliamentary Group, "The Destruction of Jugha", Bern, 2006.
  9. ^ Cengiz Çandar, The So-Called ‘Akdamar museum’, Turkish Daily News, March 30, 2007.
  10. ^ CGS 1st Workshop: “Cultural Genocide” and the Japanese Occupation of Korea
  11. ^ The Era of Defamation and Multi-Cultural Genocide The British National Party claims "multi-cultural genocide" in progress against Britain.
  12. ^ John Tyndall Arrested Former Ku-Klux Klan leader David Duke claims cultural genocide against Whites
  13. ^ Les droits de l'homme Apostrophes, A2 - 21/04/1989 - 01h25m56s, Web site of the INA
  14. ^ 10th March Archive
  15. ^ BBC NEWS | World | Asia-Pacific | 'Eighty killed' in Tibetan unrest
  16. ^ Beyond Guantanamo: China's Uyghur Muslim Minority - YouTube
  17. ^ Korean Buddhists rally against 'pro-Christian bias'
  18. ^ http://www.polity.co.uk/global/pdf/GTReader2eTomlinson.pdf

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]