Genesio di Roma

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Genesio di Roma
San Genesio con maschera e fonte battesimale (Chiesa di sant'Egidio, Braunschweig)
San Genesio con maschera e fonte battesimale (Chiesa di sant'Egidio, Braunschweig)
Morte Roma 303
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 741
Ricorrenza 25 agosto
Attributi maschera, palma, spada e fonte battesimale
Patrono di attori, invocato contro l'epilessia

Genesio di Roma è stato un attore, martire e santo romano.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Di lui possediamo un'agiografia che risale al VI secolo, la Passio S. Genesii. Genesio, mimo e comico di corte a Roma durante l'impero di Diocleziano venne invitato una volta assieme ai compagni, dallo stesso imperatore, a imitare in forma burlesca il battesimo cristiano. Egli finse pertanto l'uomo in fin di vita che chiede il battesimo sul letto di morte. Ma quando l'acqua battesimale toccò la fronte di Genesio ebbe una visione per cui si convertì realmente al cristianesimo e accolse il battesimo, iniziato come una farsa, come il suo vero battesimo. Venne catturato dalle guardie e portato di fronte all'imperatore e accusato di appartenere ad una religione illecita, sempre per farsa. Ma qui, narra l'agiografia, Genesio fece pubblico atto di fede cristiana, accusandosi davanti a Diocleziano.

Diocleziano, quando comprese che la farsa era finita, fece flagellare Genesio e lo consegnò al prefetto Plauziano che gli fece rompere le costole e decapitare. Durante le pene del martirio Genesio andava ripetendo: “Non vi è altro Dio all'infuori di quello che io ebbi la fortuna di conoscere. Io non adoro né servo altro che a lui: a lui solo starò sempre unito, dovessi anche soffrire mille morti”.[1]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il suo corpo venne inumato lungo la Via Tiburtina. Le sue reliquie si trovano in parte a San Giovanni della Pigna, in parte nella Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano e parte nella cappella di San Lorenzo nella Basilica di Santa Sabina. La sua leggenda ebbe larga diffusione nel V secolo e il suo culto si diffuse in tutta Europa, ma venne canonizzato solo nel 741 da Gregorio III.

A lui fu dedicata nell'VIII secolo la celebre Abbazia di Saint-Génis-des-Fontaines in Francia. Il suo culto in Italia oltre che a Roma è diffuso anche in Alto Adige dove troviamo diverse chiese dedicate a lui come la parrocchia di San Genesio Atesino e di La Valle. Spesso però il suo culto è stato confuso con quello di altri santi con lo stesso nome, soprattutto con san Genesio di Arles a causa anche del coincidere delle date di memoria.

È tuttavia davvero possibile che la figura del mimo Genesio sia uno sviluppo del culto riservato allo stenografo di Arles.[2] Secondo un'altra ipotesi, la storia di Genesio di Roma potrebbe derivare da quella del martirio di Gelasio di Hierapolis. Nel XVII secolo, lo storico e sacerdote francese Louis-Sébastien Le Nain de Tillemont ha invece difeso l'affidabilità degli Atti che hanno tramandato la vicenda dell'attore romano.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ San Genesio di Roma, www.santiebeati.it. URL consultato il 25/09/2013.
  2. ^ San Genesio di Arles, www.santiebeati.it. URL consultato il 25/09/2013.
  3. ^ Genesius (of Rome), Catholic Encyclopedia. URL consultato il 25/09/2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]