Gendarmeria Pontificia
| Carabinieri Pontifici Gendarmeria Pontificia |
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Chepì della Gendarmeria Pontificia (1970 circa)
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1816 - 1971 |
| Nazione | |
| Tipo | Gendarmeria e polizia militare |
| Compiti | pubblica sicurezza ordine pubblico polizia di frontiera polizia giudiziaria scorta al Papa |
| Comando | Piazza del Popolo, Roma |
| Battaglie/guerre | Questione romana |
| Parte di | |
| Comandanti | |
| Colonnelli Comandanti | Giovanni Clemente Busi Arcangelo De Mandato |
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La Gendarmeria Pontificia è stato un corpo di gendarmeria fondato nel 1816, con la denominazione di Carabinieri Pontifici, in seguito all'esigenza di unificare i corpi di polizia dello Stato Pontificio, appena ripristinato nel suo territorio dal Congresso di Vienna. Il corpo militare, dopo vari cambi di denominazione, fu disciolto nel 1971 e trasformato in un corpo militarmente organizzato, l'attuale Corpo della Gendarmeria.
Indice |
[modifica] Il Corpo dei Carabinieri Pontifici
Dislocato in tutte le province dello Stato Pontificio con numerose caserme, il Corpo dei Carabinieri ebbe a disposizione alcune caserme nella città di Roma, tra cui quella ubicata in Piazza del Popolo, fatta edificare da Pio VII come sede del comando e delle dogane. La caserma, che vide l'acquartieramento dei Carabinieri Reali all'atto del loro ingresso a Roma, è oggi intitolata al luogotenente Giacomo Acqua e occupata dall'Arma dei Carabinieri.
Tale Corpo, voluto dal Governatore di Roma Tiberio Pacca, si ispirava ai corpi di carabinieri presenti in tutti gli eserciti moderni (XVIII e XIX secolo), così denominati perché armati appunto di carabina[1]; le funzioni di polizia loro attribuite si ispiravano invece alla Gendarmeria napoleonica, che era stata istituita in tutti gli stati assoggettati alla Francia, ad essa legati o comunque da essa influenzati. Dopo il Congresso di Vienna infatti si registra la sopravvivenza delle Gendarmerie e del loro modello organizzativo in molti paesi (tra cui Austria, Grecia, Bulgaria e Romania), talora proprio con la denominazione di Carabinieri.
In seguito ai fatti della Repubblica Romana, il Corpo dei Carabinieri venne disciolto e sostituito per decreto di Pio IX da un reggimento di Veliti Pontifici, a cui vennero demandate le stesse funzioni dei Carabinieri e che venne strutturato in 14 compagnie, che prendevano il nome dalle province in cui prestavano servizio. Sempre con decreto di Pio IX, il 12 luglio 1851 il corpo assunse la nuova denominazione di Gendarmeria Pontificia.
[modifica] Dopo l'Unità d'Italia
Dopo i fatti del 1870, con l'annessione dei territori pontifici al Regno d'Italia, la Gendarmeria Pontificia e gli altri Corpi Armati Pontifici, ridotti ad un effettivo di cento militari, continuarono a svolgere i propri compiti all'interno delle mura vaticane, non occupate dalle milizie italiane.
Molti gendarmi pontifici vennero assorbiti nel nuovo ufficio, mentre altri confluirono nel Corpo dei Carabinieri Reali di Vittorio Emanuele II, cui di fatto era affidata l'estensione della nuova autorità di governo unitario e la nazionalizzazione vera e propria dei territori degli Stati pre-unitari man mano che venivano inglobati nel nascente Regno d'Italia.
In seguito alla firma dei Patti Lateranensi del 1929, e alla costituzione del nuovo Stato, la Gendarmeria Pontificia registrò un incremento di personale e fu posta alle dipendenze del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
In una lettera del 14 settembre 1970 destinata al cardinale Jean-Marie Villot[2], il Papa Paolo VI esprimeva l'intenzione di voler sciogliere tutti i corpi armati pontifici, ad eccezione della Guardia Svizzera; tale lettera venne tramutata in legge nel dicembre dello stesso anno, con effetti dal 20 gennaio successivo[3]. Nel febbraio 1971 la disciolta gendarmeria venne ufficialmente sostituita nelle funzioni da una nuova entità denominata Ufficio Centrale di Vigilanza, che sarebbe poi diventato l'attuale Corpo della Gendarmeria.
[modifica] Compiti
I carabinieri pontifici avevano compiti di polizia, ed in particolare curavano il mantenimento dell'ordine pubblico, l'esecuzione delle leggi ed assicuravano una vigilanza continua e repressiva sia del brigantaggio che dell'attivita' insurrezionali, nell'interno dello Stato [4] nonché vigilavano sull’incolumità del Pontefice
[modifica] Organizzazione
All'atto della costituzione nel territorio dello Stato, i Carabinieri erano strutturati su due Reggimenti, per 2.280 uomini complessivi, a loro volta organizzati con comandi superiori, tre squadroni ciascuno su due compagnie a loro volta su tenenze e brigate, cui erano addetti un brigadiere comandante e tre o quattro carabinieri.
Essi venivano chiamati comunemente sia gendarmi che carabinieri.
Di un certo interesse alcuni dei requisiti richiesti per entrare a far parte del corpo: gli aspiranti gendarmi dovevano essere celibi o vedovi senza prole; saper leggere e scrivere sufficientemente[5]; età non inferiore ai 21 anni né superiore ai 40; per i militari a cavallo era richiesta una statura superiore che per quelli a piedi; godere di buona salute ed essere di robusta costituzione fisica; essere di specchiata moralità. Tutti questi requisiti andavano provati dai candidati previa esibizione di certificazioni.
Mostre di uniformi, distintivi e bandiere del corpo sono custodite nei Musei vaticani-Palazzo del Laterano, Museo nazionale di Castel S. Angelo e nel Museo di storia del Risorgimento di Piazza Venezia.
[modifica] Note
- ^ I carabinieri potevano essere poi a piedi o a cavallo, e questi ultimi si distinguevano dai primi perché dotati di una carabina leggera. Anche gli odierni carabinieri italiani mantengono la distinzione tra militari a piedi e a cavallo, peraltro visibile sull'uniforme: i carabinieri a piedi hanno lungo i pantaloni una banda rossa singola, quelli a cavallo l'hanno doppia
- ^ AAS, LXII, pp. 587-588, 14 settembre 1970
- ^ AAS, Suppl. 41 (1970), n. 11, pp. 53-55 (pag. 958), 15 dicembre 1970
- ^ Vedi l'art. 2 del Regolamento del 22 ottobre 1816 a firma del Cardinale Segretario di Stato Ercole Consalvi
- ^ Requisito non del tutto comune in Italia all'inizio del XIX secolo
[modifica] Bibliografia
- Attilio Vigevano, La fine dell'Esercito Pontificio, Roma, Stabilimento poligrafico per l'amministrazione della guerra, 1920.
- Lettera del priore alla tenenza di Civitavecchia, 1866
- Lettera del comando superiore di Roma alle stazioni, 1864
- Regolamento sul casermaggio del Corpo dei Carabinieri, 28 maggio 1823
[modifica] Collegamenti esterni
- Corpo della Gendarmeria in vaticanstate.va. URL consultato il 30 luglio 2011.
- La Gendarmeria Pontificia ad Allumiere nel 1800. URL consultato il 30 luglio 2011.