Gelasio Adamoli

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on. Gelasio Adamoli
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Gelasio Adamoli.jpg
Luogo nascita San Potito Ultra
Data nascita 30 marzo 1907
Luogo morte Genova
Data morte 30 luglio 1978
Titolo di studio Laurea in scienze economiche e commerciali
Professione Giornalista
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura III
Gruppo Comunista
Collegio Genova
Incarichi parlamentari
  • Componente della X commissione trasporti
  • Componente della commissione speciale per l'esame del disegno di legge N.1409: "Interventi in favore dell'economia nazionale"
  • Componente della commissione speciale per l'esame del disegno e delle proposte di legge concernenti provvedimenti per la città di Napoli
  • Componente della commissione speciale per l'esame del disegno N. 2076, delle proposte di legge NN. 247, 248, 933, 1172, 1714, 1903 e della proposta di inchiesta inchiesta parlamentare

N. 582, concernenti la tutela della libertà di concorrenza

  • Componente della commissione d'inchiesta sui limiti posti alla concorrenza nel campo economico
Pagina istituzionale
sen. Gelasio Adamoli
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita San Potito Ultra
Data nascita 30 marzo 1907
Luogo morte Genova
Data morte 30 luglio 1978
Titolo di studio Laurea in scienze economiche e commerciali
Professione Giornalista
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura IV, VI, VI
Gruppo Comunista

Gelasio Adamoli (San Potito Ultra, 30 marzo 1907Genova, 30 luglio 1978) è stato un giornalista e politico italiano. Fu anche sindaco di Genova nei primi anni del dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Protagonista di rilievo di Genova e rappresentante carismatico del comunismo genovese, Gelasio Adamoli nacque il 30 marzo 1907 a San Potito Ultra (Avellino). Trascorsa l'infanzia e la prima giovinezza a Teramo, luogo di origine della sua famiglia, si iscrisse al Partito Comunista nel 1926 (il padre Vincenzo fu tra i fondatori della sezione teramana). Conseguita a Genova la laurea in Economia e Commercio si stabili definitivamente nel capoluogo ligure, iniziando a lavorare presso la locale Cassa di Risparmio.

Partecipò al secondo conflitto mondiale con il grado di tenente di artiglieria, e dopo l'8 settembre iniziò una lunga attività clandestina insieme al fratello Altobrando, prima in Abruzzo, dove partecipò a Teramo alla battaglia di Bosco Martese, il primo scontro in campo aperto della Resistenza italiana ai tedeschi; quindi nel 1944 a Genova dove fu dapprima capo delle Squadre di Azione Patriottica (SAP) della città e in seguito comandante di brigata. Arrestato dalle SS nel dicembre del 1944 venne rinchiuso in prigione dove rimase fino al 1945.

Nel dopoguerra iniziò la sua brillante carriera politica: dopo la Liberazione era stato già nominato vice-questore di Genova per i meriti acquisiti nella lotta partigiana; diventò quindi membro della direzione provinciale del Partito Comunista, e nel 1948 venne eletto sindaco di Genova, rimanendo in carica fino al 1951. Come primo cittadino fu notevole il suo impegno per la ricostruzione della città. Particolare attenzione rivolse alla ricostruzione del Teatro Carlo Felice, un progetto che negli anni difficili del dopoguerra incontrò notevoli ostacoli, ma che comunque egli difese strenuamente anche dai banchi dell'opposizione. Nel 1951 collaborò attivamente all'edizione ligure de l'Unità della quale divenne direttore fino al 1957.

Nel 1958 iniziò la sua lunga esperienza in Parlamento: venne eletto deputato e nel 1963 senatore, per poi essere rieletto nelle legislature nel 1968 e nel 1972. Questi importanti impegni politici non allentarono il legame verso la sua città di adozione e fu presente per oltre un ventennio ai consigli comunali. L'ultimo incarico che ricoprì nel 1977 fu quello di sovraintendente del Teatro Comunale dell'Opera, una sorta di riconoscimento per la sua infruttuosa battaglia per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice.

Alla sua morte, avvenuta a Genova il 30 luglio 1978, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini ne sottolineò le doti umane e morali:

« ..era un uomo retto, devoto alla causa della libertà... come Sindaco di Genova riuscì a farsi amare anche dagli avversari politici più tenaci per la limpidezza della sua coscienza, per la sua onestà ed imparzialità... »
(Sandro Pertini)

La sua ricca biblioteca e il cospicuo carteggio sono stati donati dagli eredi al centro ligure di storia sociale. Al suo nome è intitolata una strada a scorrimento veloce nel quartiere di Molassana.

Scritti[modifica | modifica sorgente]

  • Genova non può attendere, impegno di verità e di lotta, a cura della Federazione genovese del Pci, Genova, Cooperativa poligrafici AG, 1960;
  • I problemi delle attivita' marittime e della politica sindacale nei porti, Piombino, Marchi, 1960, estratto da "Politica ed Economia" anno IV, n.1, gennaio 1960;
  • Lotta contro i monopoli per la rinascita dell'agricoltura, discorso pronunciato alla Camera dei deputati il 16 febbraio 1961, Roma, Tip. SETI, 1961;
  • I monopoli nell'agricoltura, il centro ortofrutticolo di Rivalta Scrivia, discorso pronunciato al Senato della repubblica nella sefuta del 30 marzo 1965, Roma, Aziende tipografiche eredi dott. G. Bardi, 1965;
  • La valutazione dei titoli dal punto di vista contabile e giuridico, Roma, Casa Editrice della Rivista Italiana di Ragioneria, 1939;
  • Considerazioni sulla distinzione del capitale in principale e accessorio nelle imprese, Roma, Casa Editrice della Rivista Italiana di Ragioneria, 1939;

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Melarangelo, Adamoli Gelasio, in Gente d'Abruzzo. Dizionario biografico, Castelli, Teramo, Andromeda, 2006, vol. I, ad nomen;
  • Francesco Gastaldi, Silvia Soppa, Triennale di Milano-Università degli Studi di Genova, Genova. Piani 1866-1980, Libreria CLUP Milano, 2004, (con annesso CD-ROM), ISBN 88-7090-680-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Sindaco di Genova Successore Genova-Stemma.png
Giovanni Tarello 1948 - 1951 Vittorio Pertusio