Gekiga

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Gekiga (劇画?) è un termine giapponese che significa "immagini drammatiche". Il termine fu coniato da Yoshihiro Tatsumi e in seguito adottato da altri mangaka giapponesi, che non apprezzavano che il termine manga ("immagini disimpegnate") fosse impiegato in riferimento alle loro opere. Qualcosa di simile accadde in Occidente quando Will Eisner iniziò a definire i suoi fumetti "graphic novels" invece che "comics" per la medesima ragione. Il termine è impiegato anche nell'ambito degli anime per individuare quelli caratterizzati da storie drammatiche ed indirizzati ad un pubblico adulto, seinen o josei.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Yoshihiro Tatsumi pubblicò le prime opere "gekiga" nel 1957. Lo stile utilizzato era assai differente da quello predominante nei manga, che all'epoca erano rivolti principalmente ai bambini. Queste "immagini drammatiche" non emersero all'interno delle principali pubblicazioni manga, dirette a Tokyo da Osamu Tezuka, ma il loro successo derivò dalle biblioteche di Osaka. L'industria bibliotecaria era solita tollerare lavori sperimentali e talvolta offensivi, a differenza di quanto faceva Tezuka.

Fra gli anni sessanta e i primi anni settanta i bambini cresciuti leggendo manga cominciarono ad alimentare la richiesta di un prodotto simile, ma destinato ad un pubblico più adulto. Il gekiga si rivolse a questa nicchia di mercato. Quella generazione, nota come manga generation, concepiva il manga come una forma di ribellione (analogamente a quanto facevano gli hippy con il rock and roll, negli Stati Uniti d'America). I manga erano particolarmente diffusi fra i contestatori del Trattato di Sicurezza fra il Giappone e gli USA, nonché all'interno dei gruppi studenteschi di protesta, con simpatie laburiste. Queste diverse categorie di giovani sono tuttora designate con l'appellativo manga generation.

In seguito alla crescente popolarità di questo tipo di fumetti, lo stesso Osamu Tezuka iniziò a risentire dell'influenza degli autori di gekiga, come diventa evidente in opere quali Hi no Tori (La fenice), prodotto nei primi anni 1970, e ancor più in Adolf, risalente ai primi anni 1980. Adolf è caratterizzato da uno stile più realistico e ambientazioni dark, aspetti insoliti per un manga di Tezuka, ma vicini allo stile grafico di Tatsumi. Viceversa, Tatsumi fu influenzato da Tezuka per quanto riguarda le tecniche narrative.

Lo stile gekiga è stato il risultato del lavoro della prima generazione giapponese di mangaka alternativi. Nonostante i suoi scopi iniziali fossero un maggiore realismo e una notevole maturità delle storie raccontate, alcuni autori abusarono della definizione iniziale e pubblicarono opere basate esclusivamente sui colpi di scena a ripetizione e sulla suspense.

In seguito all'adozione dello stile da parte di Tezuka, una grande varietà di lavori sperimentali fu gradualmente inglobata dal mercato dei fumetti: è questa la cosiddetta Età dell'Oro del manga, che iniziò attorno al 1970 e proseguì per tutti gli anni ottanta. Questo periodo ebbe termine quando le pubblicazioni shōnen iniziarono a diventare sempre più commerciali.

Negli anni recenti, diversi fumetti shōnen hanno perduto gran parte dell'influenza del gekiga, che si può ancora ritrovare in pubblicazioni meno commerciali (in particolare nelle riviste seinen). Inoltre, altri movimenti artistici sono emersi nel panorama del manga alternativo: è il caso della rivista d'avanguardia Garo, che si sviluppò nel periodo in cui il gekiga veniva introdotto nella grande distribuzione, e molto più tardi del movimento Nouvelle Manga. Questi movimenti hanno oggi soppiantato il gekiga nel campo del fumetto alternativo in Giappone.

Principali mangaka gekiga[modifica | modifica sorgente]

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