Gebre Mesqel Lalibela

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Gebre Mesqel Lalibela

Gebre Mesqel Lalibela, noto anche semplicemente come Lalibela, che significa "le api riconoscono la sua sovranità" in lingua agau (XII secoloXIII secolo), è stato un Imperatore d'Etiopia.

Fu membro della dinastia Zaguè ed è venerato come santo dalla Chiesa ortodossa etiopica.

Secondo la tradizione, nacque nell'antica città di Roha, che in seguito assunse il suo nome, divenendo l'attuale Lalibela. Si narra che quando venne alla luce fu circondato da uno sciame di api; sua madre lo ritenne un segno premonitore del suo futuro destino come imperatore di Etiopia. Per questo lo soprannominò Lalibelà.
Diventato adulto, andò in esilio a causa dell'ostilità dello zio Tatadim e del fratello, l'allora re Kedus Harbe, oltre al tentativo di avvelenamento da parte della sorellastra, ma alla fine spodestò il fratello ed ottenne il trono.

Si narra, inoltre, che Lalibelà, dopo aver visto Gerusalemme durante un'apparizione, cercò di edificare una «nuova Gerusalemme» come capitale del suo regno, anche a causa della presa della vecchia Gerusalemme da parte dei musulmani nel 1187; pertanto iniziò a commissionare e a costruire diverse chiese interamente scavate nella roccia. Fu così edificato il complesso di Lalibelà, che divenne una meta di pellegrinaggio alternativa per i cristiani rispetto a Gerusalemme.