Gaspare Celio

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Gaspare Celio (Roma, 1571Roma, 24 novembre 1640) è stato un pittore italiano.

Gaspare Celio, Scena di battaglia, Galleria Borghese Roma

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lavorò quasi sempre nella sua città natale, ad eccezione di un breve soggiorno a Parma (1602-1604), al servizio di Ranuccio Farnese.

La prima attività pittorica dell'artista si svolse per un certo tempo in stretto contatto con il gesuita Giuseppe Valeriano, sotto la cui direzione decorò, nel 1596 circa, la Cappella della Passione a Roma. Tra gli altri dipinti che si conservano nell'Urbe sono: la Madonna col Bambino, già in Santa Maria del Carmine, il Passaggio del Mar Rosso (1607) e, a palazzo Mattei, la Caduta dei Giganti.

Intorno al 1613 dipinse per il principe di Bozzolo Giulio Cesare Gonzaga la pala d'altare intitolata Crocefissione con san Francesco e Giulio Cesare Gonzaga, custodita nella chiesa palatina di san Francesco a Bozzolo.[1]

Nel 1613 fu eletto cavaliere dell'Abito di Cristo di Portogallo defraudando di ciò il suo Maestro Orazio Borgianni che ne morì dal dolore. Rimase di ciò molto amareggiato il viceré di Napoli e l'Ambasciatore spagnolo a Roma Francesco di Castro. Notizie di ciò si trovano negli scritti di Giovanni Baglione, di Stefano Bottari e negli archivi di Stato di Roma.

Entro il 1620 scrisse la Memoria delli nomi dell’artefici delle pitture, che sono in alcune chiese, facciate e palazzi di Roma, una prima guida di Roma, costituita da un semplice repertorio di dipinti, e in parte sculture, in special modo di artisti manieristi, a partire dalla generazione di Francesco Salviati e di Daniele da Volterra; mentre tutto ciò che esula da questo indirizzo artistico viene trattato in forma sommaria o taciuto. L'opera venne pubblicata però solo nel 1638 a Napoli dallo stampatore Scipione Bonino che ne affidò l’aggiornamento all’erudito medico romano Vannini.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Cristo (Portogallo)
— 1613

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Bozzolo; Gruppo Culturale Per Bozzolo (a cura di), Il Principe e la Città. Giulio Cesare Gonzaga di Bozzolo, Modena, 1994.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dizionario biografico degli italiani, XXIII, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1979
  • Comune di Bozzolo; Gruppo Culturale Per Bozzolo (a cura di), Il Principe e la Città. Giulio Cesare Gonzaga di Bozzolo, Modena, 1994. (ISBN non esistente).

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