Gares

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Garés
frazione
La cascata di Garés
La cascata di Garés
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Comune Canale d'Agordo-Stemma.png Canale d'Agordo
Territorio
Coordinate 46°18′47″N 11°52′50″E / 46.313056°N 11.880556°E46.313056; 11.880556 (Garés)Coordinate: 46°18′47″N 11°52′50″E / 46.313056°N 11.880556°E46.313056; 11.880556 (Garés)
Altitudine 1381 m s.l.m.
Abitanti 43[2] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 32020
Prefisso 0437
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Garesini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Garés

Garés è una località del Veneto, frazione del comune di Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, che sorge in fondo alla omonima valle a 7 km dal capoluogo; è sovrastata dal Cimon della Stia (m. 2391), e dal Gruppo dei Lastéi (m. 2721).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo lo studioso Giacomo Magliaretta [3]:

  • il paese era già noto dal 1422 col nome di Agaressium, derivato dal latino "acrensis" (da "acer"), cioè "luogo con aceri".

Questa etimologia è confermata anche dallo studioso di toponomastica Giovan Battista Pellegrini.[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nominato per la prima volta in documenti ufficiali nel 1422, in un inventario dei Beni della parrocchia di San Tomaso Agordino [5], Gares fu fondato in età medioevale, probabilmente per lo sfruttamento economico del bosco.

Successivamente è citato con un certo rilievo in tutte le carte, dal Seicento in poi, a causa della sua rilevanza come centro minerario.

Miniere di Gares[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio dovette infatti il suo periodo di fama all'attività delle sue miniere di ferro, rame e mercurio, ubicate principalmente alle pendici del Sass Negher, che nel XVIII secolo furono proprietà dei Remondini di Bassano.[6] Per un approfondimento si fa riferimento alla voce corrispondente Miniere di Gares.

Testimonianze storiche[modifica | modifica sorgente]

Ottone Brentari così descrive Gares nel 1887:

« Garés, (abitanti 160), gruppetto di una quindicina di casucce (senza osteria), in cima alla valle della Llera ed al principio di quella delle Comelle, sulla sinistra del torrente, su ripida falda, in fondo alla amenissima valle della cascata. Eranvi miniere di rame fatte lavorare dai Remondini di Bassano, ai quali si deve pure la chiesetta del paesello. In alto alla valle, sotto Campigàt, si vedono ancora i buchi delle gallerie. »
(Ottone Brentari, Guida storico-alpina di Belluno-Feltre. Primiero-Agordo-Zoldo, pag. 304.)

Chiesa della Madonna della Neve[modifica | modifica sorgente]

Ai Remondini di Bassano si deve anche la costruzione della chiesetta dedicata alla Madonna della Neve nel 1732.
Nella chiesa sono conservati [7]:

  • un altar maggiore ligneo di pregio, del 1740;
  • una pala del 1740, di autore anonimo, che raffigura la Vergine con San Gottardo, Sant' Antonio da Padova, San Giuseppe e Sant'Osvaldo;
  • un paliotto datato 1903, opera del pittore locale Pietro Antonio Andrich (1839-1904), raffigurante la Madonna della Neve con Gesù bambino.

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il paese venne completamente distrutto da un incendio tra il 20 ed il 21 agosto 1944, appiccato per rappresaglia dai soldati tedeschi. Di tutti gli edifici si salvò solo un fienile. La chiesa, gravemente danneggiata, venne restaurata nel 1947.

Pista di sci di fondo[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 2009 la pista invernale di fondo è stata dedicata a Franco Manfroi, atleta azzurro Italiano, che nel 1966 ai Mondiali di sci nordico 1966 di Oslo vinse la medaglia di bronzo nella staffetta 4x10 km.


Escursioni[modifica | modifica sorgente]

  • Da Garés alla Malga Stia[8]
  • Da Garés al Rifugio Rosetta per la Val Delle Comelle[9]
  • A Casera Pape per i selvaggi Lastei di Pape [10]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato ISTAT.
  2. ^ [1]
  3. ^ Giacomo Magliaretta, Val Biois un nome, come e perché, pag. 27.
  4. ^ Giovan Battista Pellegrini, La metodologia toponomastica e i derivati di lat. acer-aceris, in Garés, Adunanza 1984 del C.A.I. Sezione Agordina, pp. 33-39.
  5. ^ Bepi Pellegrinon, Garés e le guide alpine del Focobon, in Garés, C.A.I. Sezione Agordina, Adunanza 1984, pag. 6.
  6. ^ Denis Della Giacomo - Dante Giulio Fiocco, Le miniere in Valle del Biois, San Vito di Cadore - Grafica Sanvitese 2007.
  7. ^ Dario Fontanive, Guida turistica della Valle del Biois, pp. 57-61.
  8. ^ Canale d'Agordo : malga Stia, Gares di Canale d'Agordo, Pale di San Martino Dolomiti Bellunesi, Canale d'Agordo Papa Albino Luciani, mountain bike sentieri passeggiate escursi...
  9. ^ Da Gares al Rifugio Rosetta per la Val Delle Comelle
  10. ^ LeMontagne - A Casera Pape per i selvaggi Lastei di Pape

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C.A.I. Sezione Agordina, Garés, Adunanza 1984, Riedizione 1997. Contiene le seguenti relazioni alpino-scientifiche:
    • Bepi Pellegrinon, Garés e le guide alpine del Focobon;
    • Vittorio Fenti, Cenni geologici sulla Valle di Garés;
    • Orazio Andrich, L'ambiente silvo-pastorale della Val di Garés;
    • Giovan Battista Pellegrini, La metodologia toponomastica e i derivati di lat. acer-aceris.
  • Giacomo Magliaretta, Val Biois un nome, come e perché, Nuovi Sentieri Editore, agosto 1979.
  • Fabio Donetto - Gabriele Pizzolato, Dolomiti agordine 57 passeggiate ed escursioni con varianti e note storiche, Editore Danilo Zanetti, Caerano di San Marco 2009. ISBN 9788895302393
  • Dario Fontanive, Guida turistica della Valle del Biois, Edizione Grafica Sanvitese, 2005.
  • Dino Dibona, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle Dolomiti, Newton Compton Editori, 2010 ISBN 978-88-541-1982-6
  • Ottone Brentari, Guida storico-alpina di Belluno-Feltre. Primiero-Agordo-Zoldo,Bassano 1887. Riedizione anastatica di Atesa Editore, Bologna, giugno 2006.
  • Denis Della Giacomo - Dante Giulio Fiocco, Le miniere in Valle del Biois, San Vito di Cadore - Grafica Sanvitese 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]