Gallio (VI)

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Gallio
Gallio (VI) - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Vicenza
Coordinate: 45°53′0″N 11°33′0″E / 45.88333, 11.55Coordinate: 45°53′0″N 11°33′0″E / 45.88333, 11.55
Altitudine: 1.093 m s.l.m.
Superficie: 47 km²
Abitanti:
2.331
Densità: 50 ab./km²
Frazioni: Stoccareddo 
Comuni contigui: Asiago (R7C), Enego(R7C), Foza(R7C)
CAP: 36032
Pref. telefonico: 0424
Codice ISTAT: 024042
Codice catasto: D882 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Gallio (lingua cimbra-tedesca: Gelle/Ghel) è un comune di 2.331 abitanti della provincia di Vicenza, facente parte dell'Altopiano dei Sette Comuni. Famosa anche come Spettabile Reggenza dei 7 Comuni, conosciuta anche con il nome di Federazione dei Sette Comuni.L'etimo deriva probabilmente da un antroponimo latino "Gallicus".È una località di villeggiatura situata a 1.090 m sul livello del mare.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Epoca mediovale, gli Ezzelini

Gallio è una località interessata dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

[modifica] Prima Guerra mondiale

Il Comune di Gallio, come tutti gli altri comuni dell'Altopiano, è stata direttamente interessata dagli eventi della prima guerra mondiale. Nel 1916, durante la Strafexpedition, infatti, l'esercito austro-ungarico sfondò improvvisamente sul fronte trentino, portando l’esercito Italiano all'evacuazione della popolazione civile e al saccheggio dei centri abitati. Infatti l’Italia riteneva in sfondabile il fronte di Asiago. Ci sono stati molti episodi documentati dove vennero imprigionati o uccisi preti dell’Altopiani poiché insistevano nel far evacuare la popolazione dell’Altopiano, perché ritenevano che il fronte stava per cedere. Quando l'esercito austro-ungarico sfondò il fronte, la gente prese le poche cose, e in fretta scapparono in pianura. Nel frattempo l’esercito Italiano tentava una controffensiva e nel ritirarsi saccheggiava le abitazioni, dandole poi al fuoco. Quindi l’Altopiano in poco tempo si trova raso a suolo dall’offensiva l'esercito austro-ungarico e saccheggiato, dato alle fiamme dall’ esercito Italiano.

Il sacello ossario, costruito nel dopoguerra per raccogliere le spoglie dei soldati caduti in due anni di aspri combattimenti, è diventato insieme a quelli del Pasubio, del Monte Grappa e di Tonezza del Cimone, simbolo della provincia di Vicenza.

[modifica] Stoccaredo

[modifica] Il paese dei Baù, una rarità demografica e genetica

La sua frazione, Stoccareddo, è una rarità demografica e genetica: dei 400 abitanti, infatti, in 380 circa portano il cognome Baù, e gran parte della popolazione ha sviluppato una straordinaria resistenza ai malanni di stagione (raffreddore e influenza soprattutto), lasciando alla medicina il sospetto di una qualche causa di tipo genetico. I Baù in particolare sembrano [citazione necessaria], discendere scientificamente da un unico antenato, dal nome simile a 'Bau' proveniente dalla Danimarca e spintosi fin su questo altipiano dove fondò il paese di Stoccareddo. Oggi la maggior parte dei Baù vive in molte regioni italiane. Stoccareddo periodicamente organizza delle rimpatriate dei Baù con dei mega raduni che hanno fatto scuola per altre grandi famiglie del Vicentino.

[1]

[modifica] Geografia

Le abitazioni sono sparse su un pianoro quasi a ridosso delle grotte, un balcone naturale affacciato sulla aspra e selvaggia Val Frenzela (da Frea-sele divinità celtica). La piazza è un belvedere da dove la vista spazia a 360°: alle spalle il Col del Rosso, a nord le splendide Melette, ad est Foza, Valpiana e S. Franceso a sud la valle si apre alla pianura veneta giù giù fino a scorgere la laguna veneta e a sud il Col d’ Ecchele. Stoccareddo fu completamente distrutto durante la Prima Guerra Mondiale e ricostruito nei primi anni ’20 attorno alla chiesa parrocchiale.

[modifica] La chiesa

Spitzknotto , ossia [citazione necessaria], la “cittadella dei gnomi” , che dista appena 20 minuti a piedi.

[modifica] Cenni storici

Chiesa Parrocchiale San Giovanni Battista . Il 9 novembre 1669 al cardinale Gregorio Barbarigo, ora Beato, in visita pastorale a Camponogara(!?) [citazione necessaria], si presento’ Domenico Bau’ a nome dei procuratori di Stocare’, Salbona (denominazione di allora di Stoccareddo e Zaibena) e Ronchi per avere il permesso di erigere una chiesa, essendo quella di Gallio molto lontana. Ottenuto il permesso,[citazione necessaria], gia’nel 1671 queste 3 localita’ avevano la loro chiesa e, ben presto, un Curato che doveva parlare il Cimbro come tutti i preti in Altopiano. A questa prima chiesa, oramai piccola e ridotta male, fu affiancata, nel 1906 da una nuova chiesa piu’ ampia, con 3 altari, doverosi per una Curazia divenuta importante. Purtroppo scoppiò la prima guerra mondiale (1915-18) e, durante le battaglie dei tre Monti, le due chiese come il paese furono rase al suolo. Nel 1919 comincia la ricostruzione; nel 1922, finita la ricostruzione del paese, inizia la ricostruzione della Chiesa attuale su progetto dell’architetto Vincenzo Bonato di Magre’ di Schio in stile “gotico alpino”. Gia’ nel 1923 la co- struzione della chiesa e’ portata a termine. Da subito, ci si rende conto del valore artistico della costruzione, e ben presto viene annoverata fra i monumenti di inte- resse nazionale. Il 14 novembre del 1951 [citazione necessaria], viene costituito il beneficio richiesto e, dal 18 gennaio 1952, la chiesa viene eretta a Chiesa Parrocchiale di Stoccareddo e Zaibena dedicata a S. [[Giovanni Battista Decollato]], con territorio smembrato dalla parrocchia di Gallio.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Antonella Stella (centro) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0424 447923
Email del comune: comune@comune.gallio.vi.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Fiere e manifestazioni


[modifica] Fonti

  1. ^ Studio Aperto, Italia 1, servizio del 19 giugno 2006.
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