Gallerie di piazza Scala

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Coordinate: 45°28′02.21″N 9°11′25.51″E / 45.467281°N 9.190419°E45.467281; 9.190419

Gallerie di Piazza Scala
Sede storica della Banca Commerciale Italiana con ingresso del museo
Sede storica della Banca Commerciale Italiana con ingresso del museo
Tipo Ottocento e Novecento
Data fondazione 3 novembre 2011 (spazi dedicati al Novecento inaugurati il 25 ottobre 2012)
Fondatori Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo
Indirizzo Piazza della Scala 6, Milano
Sito Gallerie d'Italia - Piazza Scala

Gallerie di Piazza Scala (o Gallerie d'Italia - Piazza Scala) è uno spazio espositivo con sede a Palazzo Anguissola Antona Traversi, Palazzo Brentani ed il Palazzo della Banca Commerciale Italiana, nel centro di Milano.

Il museo dedicato all'Ottocento è frutto della collaborazione di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo con 197 capolavori (135 delle Collezioni d'arte della Fondazione Cariplo e 62 di Intesa Sanpaolo), lungo un percorso che si apre con i bassorilievi del Canova e si conclude con opere di Boccioni.[1].

La sezione del museo dedicata al Novecento, allestita nel Palazzo della Banca Commerciale Italiana in Piazza della Scala, contiene 189 opere di Intesa Sanpaolo.[2]

L'Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Il percorso espositivo[modifica | modifica sorgente]

Il percorso è organizzato in tredici sezioni:

Sezione I[modifica | modifica sorgente]

Il genio di Canova nei bassorilievi Rezzonico. Tra epica omerica ed etica socratica, tra virtù cristiane e filantropia illuminata (Sale 1, 2, 3 e 4)

Sono presenti 13 gessi di Antonio Canova, che rappresentano una delle serie più complete di bassorilievi realizzate dal grande scultore.

Sezione II[modifica | modifica sorgente]

Hayez e i grandi temi romantici. Tra pittura storica e melodramma (Sala 5)

Sono presenti 4 opere di Francesco Hayez, protagonista assoluto della pittura del Romanticismo storico.

Sezione III[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Migliara e il fascino pittoresco degli antichi monumenti. Molteni, Ronzoni, Piccio, Inganni protagonisti del Romanticismo lombardo (Sale 6 e 7)

Sono presenti 22 opere, prevalentemente realizzate da Giovanni Migliara.

Sezione IV[modifica | modifica sorgente]

Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis e la grande epica del Risorgimento (Sale 8 e 9)

Sono presenti 14 opere dedicate alle vicende e all’atmosfera del Risorgimento, rappresentando con precisione documentaria e vivacità le barricate e i combattimenti, spesso per una partecipazione diretta agli eventi.

Sezione V[modifica | modifica sorgente]

L'immagine di Milano nella veduta e nella pittura prospettica. Il Duomo (Sale 10, 11, 12 e 13)

Sono presenti 25 opere importanti sia per la qualità sia per il valore documentario; testimoniano l’immagine di Milano e in particolare del suo monumento simbolo, il Duomo, tramite vedute, interni prospettici e scene di vita moderna ambientate nelle strade o nei nuovi spazi urbani.

Sezione VI[modifica | modifica sorgente]

L'immagine di Milano. Il fascino popolare dei Navigli (Sala 14)

Sono presenti 12 opere che mostrano la Milano popolare dei Navigli, allora contrapposta, per il suo aspetto singolare e la sua vitalità sociale, a quella monumentale del Duomo e delle eleganti vie del centro.

Sezione VII[modifica | modifica sorgente]

Il paesaggio lombardo. Tra la suggestione poetica di Manzoni e la ricerca del vero (Sala 15)

Sono presenti 21 opere che dimostrano le diverse trasformazioni, lungo tutto l’arco dell’Ottocento e sino al primo decennio del Novecento, della pittura di paesaggio, un genere prima considerato minore.

Sezione VIII[modifica | modifica sorgente]

Il revival del Settecento nel salotto borghese (Sala 16)

Sono presenti 7 opere che mostrano come pubblico e collezionisti preferirono l'evasione, il disimpegno in un mondo, come quello del Settecento, dominato dalla grazia, dall’eleganza, dalla spensieratezza, rispetto al modello di una pittura impegnata che faceva riflettere, come era stata quella del Romanticismo.

Sezione IX[modifica | modifica sorgente]

La pittura di genere. Scene della vita del popolo (Sale 17 e 18)

Sono presenti 28 opere che mostrano come, riprendendo la tradizione fiamminga o olandese della cosiddetta pittura di genere, si affermò un diverso genere, abbandonavano il passato per rappresentare il presente e, in particolare, i duri problemi della vita quotidiana nei ceti popolari.

Sezione X[modifica | modifica sorgente]

Dai macchiaioli ai divisionisti. La sperimentazione atmosferica sul vero (Sala 18)

Sono presenti 14 opere che documentano, oltre a quello dei macchiaioli toscani, altri movimenti di rottura rispetto al Romanticismo e all’arte accademica che, tra la Lombardia e il Piemonte, hanno cercato – come avveniva in Francia con gli impressionisti – di rinnovare la visione e la riproduzione della realtà attraverso una pittura che, basata sulla sperimentazione della luce e del colore realizzata all’aria aperta, non dava più importanza ai contenuti ma solo al modo di dipingere.

Sezione XI[modifica | modifica sorgente]

La pittura alpestre. Dalla poetica del sublime al paesaggio come espressione delle sensazioni e delle emozioni (Sale 19 e 20)

Sono presenti 16 opere che mostrano grandi dipinti scenografici, dominati da vasti panorami montuosi pervasi da un nuovo sentimento della natura; i pittori intendevano interpretare lo smarrimento dell’uomo contemporaneo di fronte a una realtà urbana sempre più alienante e l'aspirazione a ritrovare se stessi a contatto con la natura.

Sezione XII[modifica | modifica sorgente]

Il Simbolismo. Tra natura e allegoria (Sale 21 e 22)

Sono presenti 17 opere che documentano le diverse declinazioni e la diffusione del Simbolismo in Italia tra Otto e Novecento.

Sezione XIII[modifica | modifica sorgente]

Umberto Boccioni. Dal Divisionismo al Futurismo (Sala 23)

Sono esposte quattro opere di Umberto Boccioni; di particolare importanza le opere Tre donne e Officine a Porta Romana.

Cantiere del '900[modifica | modifica sorgente]

Una sala del museo nella sezione espositiva dedicata al '900

Percorso espositivo[modifica | modifica sorgente]

Ouverture 1[modifica | modifica sorgente]

  • Sezione 1, Sala 1: La memoria dell’immagine e la sua rimozione
  • Sezione 2, Sale 2-3-4: Lucio Fontana, lo Spazialismo e il Movimento Nucleare
  • Sezione 3, Sala 5: L’astrattismo “concreto” tra gli anni Quaranta e Cinquanta (il MAC - Movimento Arte Concreta)
  • Sezione 4, Sala 6: La pittura oltre la pittura. Azioni, tracce, impronte
  • Sezione 5, Sala 7: Forme dell’informale
  • Monographia 1, Sala 8: Il colore come forma plastica. Percorso attraverso una forma di astrazione
  • Monographia 2, Sala 9: Emilio Isgrò, L’ora italiana
  • Sezione 6, Sala 10: Arte programmata e cinetica

Ouverture 2[modifica | modifica sorgente]

  • Sezione 7, Sala 11: Gli anni Sessanta: segni, parole, narrazioni
  • Sezione 8, Sala 12: Gli anni Sessanta: le cose, le immagini
  • Sezione 9, Sala 13: Attorno all’Arte Povera
  • Sezione 10, Sala 14: Pratiche concettuali
  • Sezione 11, Sala 15: Ipotesi costruttive
  • Sezione 12, Sala 16: Prospettive di fine Novecento

Autori e opere[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti 189 opere di 153 diversi autori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Apre il Museo della Collezione d'arte Cariplo, Notizia dell'inaugurazione del Museo dell'Ottocento a Milano, Sito Fondazione Cariplo, 01-06-2011.
  2. ^ Homepage | Gallerie d'Italia - Progetto Cultura - Intesa Sanpaolo

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