Galla (imperatrice)

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Galla (374394) è stata un'imperatrice romana il cui matrimonio con l'imperatore Teodosio I permise l'unione della dinastia valentiniana con la casata di Teodosio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Galla era una dei quattro figli dell'imperatore romano Valentiniano I e della sua seconda moglie Giustina; fu dunque sorellastra dell'imperatore Graziano, figlio di Valentiniano I e della sua prima moglie Marina Severa, associato al trono dal padre già nel 367, e sorella di Grata, Giusta e di Valentiniano II, proclamato augusto alla morte del padre nel 375, a soli quattro anni e sotto la reggenza della madre Giustina. Galla crebbe nella famiglia imperiale presso la capitale di Milano.

Interpretò un ruolo non secondario nel passaggio tra la dinastia valentiniana e quella teodosiana. Accadde infatti che il suo fratellastro, l'imperatore Graziano, fu rovesciato dall'usurpatore Magno Massimo, il quale estese il proprio dominio sulle province occidentali dell'impero, mentre Valentiniano II regnava sull'Italia e Teodosio I (associato al trono da Graziano nel 375 dopo la morte di suo zio Valente nella battaglia di Adrianopoli) sull'Oriente. Nel 387 Massimo decise di eliminare Valentiniano e discese in Italia: l'imperatore, Giustina e Galla furono costretti ad abbandonare la penisola e a rifugiarsi a Tessalonica, capitale della prefettura del pretorio dell'Illirico, dove risiedeva Teodosio.

Dopo la morte di Graziano nel 383 e in seguito all'attacco dell'usurpatore delle province galliche, Magno Massimo, fuggì nel 387 con la madre e i fratelli a Thessalonica, presso l'imperatore Teodosio I, associato al trono da Graziano nel 379. Qui Giustina fece comparire la bellissima Galla in lacrime davanti al quarantenne imperatore, il quale la chiese in sposa: Giustina pose la condizione che Teodosio intervenisse in Italia per ricollocare Valentiniano sul trono e questi accettò. Il matrimonio fu celebrato quello stesso anno e Teodosio si recò in Occidente a combattere Massimo.[1]

Divenuta imperatrice, si trovò ad essere a tredici anni la madre adottiva dei figli del primo matrimonio di Teodosio, Arcadio (che aveva dieci anni) e Onorio. Nel 388 diede alla luce il primo figlio, Graziano, morto però ancora infante. Tra il 388 e il 391 Teodosio rimase in Italia, dove rimise sul trono Valentiniano; nel frattempo Galla e Arcadio, che vivevano a Costantinopoli nel Gran Palazzo, entrarono in contrasto, tanto che nel 390 Galla fu allontanata dal palazzo.[2] Nel 392 nacque una figlia, Galla Placidia; quello stesso anno morì il fratello Valentiniano II e Galla secondo la testimonianza dello storico Zosimo "riempì la reggia con le sue grida". Morì nel 394 per le conseguenze di un altro parto a cui non sopravvisse neppure il bambino, Giovanni.

Come la madre Giustina, Galla era probabilmente ariana.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zosimo, iv.44-45.
  2. ^ Ammiano Marcellino
  3. ^ Smith.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Smith, William, "Galla (2)", Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, v. 2, p. 218.
Predecessore
Elia Flaccilla
Imperatrice consorte romana
387–394
Successore
Elia Eudossia (Oriente)
Maria (Occidente)
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