Galbatorix

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Galbatorix
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Universo Ciclo dell'Eredità
Autore Christopher Paolini
1ª app. in Eragon
Ultima app. in Inheritance
Interpretato da John Malkovich
Specie uomo
Sesso Maschio
Etnia Alagaësia
Luogo di nascita Inzilbêth
Professione Re
Abilità
  • Uso della Magia
  • Abile spadaccino
  • Cavaliere dei Draghi

Galbatorix è un personaggio del Ciclo dell'Eredità, la saga fantasy composta da quattro libri (ma concepita inizialmente come una trilogia) scritta e creata da Christopher Paolini. È l'antagonista principale della saga.

Galbatorix è il malvagio re dell'Impero, deciso a estendere il proprio dominio su tutta Alagaësia; per questo scopo si avvale dell'aiuto dello Spettro Durza, dei Lethrblaka e dei loro figli, i Ra'zac e degli Urgali (i quali alla conclusione di Eldest si uniscono però ai Varden e combattono contro Galbatorix).

Il più forte dei Cavalieri dei Draghi, Galbatorix nacque a Inzilbêth alcuni secoli fa e quando aveva 10 anni un uovo di drago si schiuse per lui. Era una dragonessa, di nome Jarnunvösk. Gli altri Cavalieri si accorsero subito che Galbatorix era un allievo eccezionale, primeggiava in ogni tipo di arte, era formidabile sia nell'uso della magia che in quello della spada.

Dopo la morte della sua dragonessa (causata da un gruppo di Urgali) impazzì e girovagò per le lande desolate implorando la morte. Trovato in fin di vita da un contadino, si ricongiunse al consiglio per farsi dare un nuovo drago. Poiché ad ogni Cavaliere spetta un solo drago durante tutta la sua vita il consiglio glielo negò e Galbatorix iniziò a credere che fosse colpa dei cavalieri se il suo drago era morto. Rubò quindi un cucciolo di drago di colore nero (Shruikan) con l'aiuto di Morzan e, quando i Rinnegati si unirono a lui, sterminò tutti i cavalieri dei draghi uccidendo personalmente (come spiega Oromis ad Eragon) tutti i suoi mentori.

Galbatorix insegue Eragon e Saphira perché, visto che Saphira è l'unico drago di sesso femminile rimasto in vita, vuole generare un nuovo ordine di Cavalieri dei Draghi che stia per sempre al suo servizio. Il suo interesse perché Eragon rimanga in vita è dovuto al fatto che drago e cavaliere sono legati da un legame fisico ed emotivo e sa che uccidendo Eragon rischierebbe di uccidere o ferire in modo irreparabile Saphira, come è successo a lui quando il suo drago è morto.

È l'unico che sappia il vero nome di Murtagh ed anche di Castigo e perciò può controllarli. Era uno dei pochi a conoscenza dell'esistenza di Murtagh prima che egli diventasse un Cavaliere dei Draghi. Galbatorix non è mai apparso fisicamente, finora, in nessun libro (se non si considera quando, in Brisingr, egli si impossessa della mente di Murtagh per uccidere Oromis): il lettore sa di lui solo grazie ai moltissimi dialoghi dei personaggi sul suo conto.

Compare fisicamente in Inheritance quando Eragon giunge nella sala del trono per affrontarlo insieme ad Arya, Elva e Saphira. Dimostrava quarant'anni, aveva la pelle abbronzata ma fragile, le spalle larghe e robuste e la vita stretta. È lui a scoprire il nome dell'antica lingua con il quale impone agli stregoni della battaglia di Uru'baen di non pronunciare le parole della magia. Alla fine muore suicidandosi pronunciando: "Waìse néiat!", cioè "Non Essere", non riuscendo più a tollerare il dolore provocatogli dall'incantesimo di Eragon.


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