Gais
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| Gais | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 841 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 60 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 48 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Lana di Gais, Montassilone, Riomolino, Villa Ottone | ||||||||
| Comuni contigui: | Brunico, Campo Tures, Falzes, Perca, Selva dei Molini | ||||||||
| CAP: | 39030 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0474 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 021034 | ||||||||
| Codice catasto: | D860 | ||||||||
| Class. climatica: | zona F, 3844 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | gaisini - gaisinger | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Gais (in tedesco Gais, in dialetto locale Goas) è un comune della Provincia Autonoma di Bolzano. Il Comune di Gais, costituito nel 1928, si trova a circa cinque chilometri a nord di Brunico in Valle Aurina, allo sbocco della Valle di Riomolino. Esso si estende su una superficie di 60,34 km² ed ha 3.094 abitanti (31 dicembre 2007). Il Comune di Gais comprende le frazioni di Gais (1.880 abitanti), Villa Ottone/Uttenheim (1.053 abitanti), Riomolino/Mühlbach (111 abitanti), Montassilone/Tesselberg (34 abitanti) e Lana di Gais/Lanebach (16 abitanti).
La sua popolazione è in larga maggioranza di madrelingua tedesca:
| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali) Fonte: Astat informazioni N.17 - agosto 2002 |
| 96,68% | madrelingua tedesca |
| 3,09% | madrelingua italiana |
| 0,22% | madrelingua ladina |
Il toponimo è attestato dal 995 come Geizes, Gaitz, Gays e probabilmente deriva da Geitz, vezzeggiativo del nome di persona tedesco Gaido.[1]
Indice |
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Storia
[modifica] Frazione di Gais
Il nome di Gais, che compare dal 985 al 1238 solo nelle forme "Gaizes" o "Geizes", viene fatto derivare dal noto studioso di toponomastica Finsterwalder dalla radice indogermanica di "ghid" che significa qualcosa come "terreno alluvionale". La località prenderebbe dunque il nome dal grande conoide di deiezione, l'elemento più evidente del suo paesaggio.
Secondo la leggenda il nome deriva da quello della capra (a tedesco Geiß). Una ragazza sarebbe andata sul monte di San Giorgio a cercare la sua capra quando il paese fu sepolto da una frana. La capra avrebbe dunque salvato la vita della sua padrona. Secondo un'altra versione, in tempi antichi la peste avrebbe sterminato uomini ed animali, fatta eccezione per un contadino con una capra del cui latte egli si sarebbe nutrito. La casa del contadino fu poi chiamata "Gaiser" e da essa avrebbe preso nome il paese. In effetti fino a pochi decenni fa a Gais esisteva ancora un maso con questo nome.
La zona di Gais era senza dubbio abitata già in epoca preistorica, come testimoniano gli insediamenti sulla "Gaisinger Pipe" (= un'altura fra la "Bärental" e Riomolino) e sul pianoro del Castello di Chela (ted. Kehlburg). Nel 985 Gais viene citato per la prima volta nei documenti. Nel 1014 il paese, in seguito ad una donazione dell' imperatore Enrico II, fu ceduto alla chiesa episcopale di Bamberg da lui fondata che eresse qui una chiesa autonoma. Anche la sede parrocchiale pare sia stata trasferita dall' imperatore da San Giorgio a Gais.
Il territorio parrocchiale di Gais comprendeva allora le località di Gais, San Giorgio, Villa San Caterina, Villa Ottone, Montassilone, Riomolino e Lana di Gais. Originariamente la parrocchia di Gais avrebbe costituito anche un' unità politica. Nel XII e XIII secolo fu però suddivisa in tre diverse sedi giudiziarie. Gais divenne parte del giudizio di Neuhaus, ceduto in feudo dal capitolo di Bamberg ai signori di Tures (ted. Taufers).
Nel 1306 Hugo e Ulrich von Taufers divisero i loro possedimenti. Il castello di Neuhaus venne assegnato ad Ulrich insieme alla metà del paese, mentre l'altra metà ed il castello di Tures toccarono a Hugo. Da questa divisione nacquero le sedi giudiziarie di Tures e di Villa Ottone o Neuhaus. Mentre intorno al 1400 si parla ancora di un paese diviso in due, successivamente non se ne parla più, per cui l' intero paese deve essere stato soggetto al giudizio di Villa Ottone - Neuhaus.
Gais costituiva all' interno di questo giudizio una delle cinque 'Pimberche' (= distretti fiscali ed economici). Questa organizzazione rimase fino al 1811. In quell' anno Villa Ottone e Gais divennero un unico comune. Nel 1814 i due paesi divennero però nuovamente comuni autonomi. Nel 1850 Lana di Gais passò al Comune di Gais e nel 1928 i precedenti comuni di Gais, Villa Ottone, Riomolino e Montassilone vennero riuniti a formare il Comune di Gais.
[modifica] Frazione di Villa Ottone
Il nome originale tedeso di "Uttenheim", che fra il 993 ed il 1316 compare nelle varianti "Outenheim", "Outanheim", "Utenhaem" e "Utenhaim", secondo lo studioso Finsterwalder va fatto risalire al nome bavaro di "Uota". Un tale "Uota" è storicamente testimoniato fra i membri della famiglia regnante bavarese degli Agilolfingi.
Villa Ottone viene citato per la prima volta nel 993. Dal 1100 vi é testimonianza dei signori di Uttenheim che costruirono probabilmente il loro castello sullo sperone roccioso che domina il paese. Originariamente indipendenti, dal 1140 compaiono come ministeriali (vassalli) dei potenti signori di Tures (Taufers). Nel 1387 la famiglia dei signori di Uttenheim si estinse.
I signori di Tures avevano ottenuto in feudo dal capitolo di Bamberg dei possedimenti nella zona di Gais. Nella divisione intervenuta nella casata dei signori di Tures nel 1306 il castello di Villa Ottone era indicato ancora come proprietà comune, ma divenne poi probabilmente proprietà esclusiva dei Ulrich von Taufers che ottenne così anche la giurisdizione sul paese di Villa Ottone.
Nel 1311 Ulrich von Taufers aveva ceduto i castelli di Villa Ottone e Neuhaus (sopra Gais) insieme alla giurisdizione alla moglie Katharina di Gorizia. Da questa la proprietà passò successivamente ai fratelli e venne inglobata in quelle della Contea di Gorizia in Val Pusteria. Mentre nella prima metà del XV secolo Neuhaus è ancora il centro del giudizio che dal castello prendeva il nome, a partire dal 1459 compare l' indicazione di Giudizio di Villa Ottone.
Dopo essere passato più volte di mano, nel 1674 il giudizio di Villa Ottone fu assegnato ai signori 013 e poi conti - von Troyer che lo conservarono fino alla dominazione bavarese. Quest'ultima lo assoggettò al tribunale di Brunico cui lo inglobò nel 1810. Nel 1817 lo ricevettero i conti von Ferrari insieme a quello di Tures.
Il giudizio di Villa Ottone è composto dalle cinque "Pimberchen" (= distretti economici e tributari) di Gais, Riomolino, Villa Ottone, Lana di Gais e Castello di Villa Ottone. La sede giudiziaria, dopo che il castello era caduto in rovina nel XVII secolo, si trovava a Gais. Per la cura d' anime Villa Ottone dipendeva di Tures. Nel 1811 Villa Ottone fu riunita con Gais in un unico comune. Nel 1814 i due paesi divennero nuovamente comuni autonomi fino al 1928, quando Villa Ottone fu incorporato definitivamente nel comune di Gais.
[modifica] Frazione di Riomolino
Riomolino viene citato per la prima volta come paese nel 1337. Costituiva un "Pimberch" (= distretto economico e tributario) del Giudizio di Villa Ottone.
Nel 1786 Riomolino ottenne un proprio cappellano. Allora vi abitavano 226 anime. L' esposito non aveva però diritto di battesimo, né di matrimonio. I morto dovevano essere sepolti a Gais. Sempre a Gais gli abitanti di Riomolino dovevano recarsi per la messa principale. Solo nel 1831 furono sollevati da questo obbligo.
Dopo essere stato un comune autonomo, nel Riomolino fu annesso al Comune di Gais. Fino al XIX il paese era raggiungibile solo a piedi. Negli anni sessanta del secolo scorso ottenne una strada di accesso lunga tre chilometri attraverso Perca, Ameto e Montassilone. Solo nel 1975-77 l' antica via di collegamento con Villa Ottone fu trasformata in una strada carrozzabile.
I bagni di Riomolino (1694 metri), i più alti nel loro genere in Val Pusteria, erano frequentati volentieri dalla popolazione locale. Erano tipici "bagni contadini" in cui regnava un allegro connubio fra il bagno vero e proprio (in tinozze di legno) e vita di malga. Il potere curativo delle acque era assai decantato soprattutto per le malattia degli organi digestivi. Gli ospiti dei bagni dovevano però portarsi da mangiare e da bere da soli.
Nel 1967 i bagni, citati anche dallo scrittore Beda Weber, bruciarono. L' edificio e la cappella sono stati nel frattempo ricostruiti, ma i bagni non sono stati ancora riaperti.
[modifica] Frazione di Montassilone
Il nome di Montassilone (originale tedesco "Tesselberg") contiene il nome di Tassilone, diffuso nell' antica casata bavarese degli Agilolfingi. Il toponimo tedesco si incontra anche nelle varianti "Tessilinperch", "Tessilinberg" e "Tessilperc mons Tassilonis" fin dal 990.
Montassilone viene citato per la prima volta nel 990. Dipendeva dal tribunale vescovile di Brunico. Appena nel 1831 vi fu assegnato un proprio curatore d019anime. Contava allora 22 case con 28 famiglie e 195 anime. Dopo essere stato fino al 1911 una frazione dell019allora comune di Teodone, dal 1911 al 1928 fu comune autonomo e da allora è frazione del Comune di Gais.
In seguito agli attentati terroristici compiuti fra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta nella zona di Tures, nel settembre del 1964 le autorità di polizia intrapresero una spedizione punitiva a Montassilone. Nell'occasione non furono messe sottosopra solo le case e le stalle, ma venne maltrattata anche la popolazione, tanto che una ragazza fu colpita di striscio da un proiettile. Non fu trovato nulla. I responsabili compresero di essere andati oltre il necessario ed i danni subiti dai contadini vennero così generosamente risarciti.
[modifica] Frazione Lana di Gais
Lana di Gais/Lanebach, anche Lenabach, faceva parte fino al 1º novembre del 1810 del Giudizio di Villa Ottone. Poi venne assegnata a Gais.
Lana di Gais ottenne una certa notorietà grazie al poeta Oswald von Wolkenstein, curatore del castello di Neuhaus. In un canto scritto nel 1418 il poeta siede "ze öbrist auf dem Lenepach" ed illustra la posizione del piccolo abitato con parole particolarmente calzanti parlando dei masi sul ripido pendio montano che ancora oggi è uno dei più erti e difficili da raggiungere di tutta la provincia. La voce popolare dice: "A Lana di Gais nessun contadino muore nel suo letto; uno se lo porta via la valanga, l' altro rimane sotto il legname ed il terzo rotola giù."
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Romana Stifter Ausserhofer (SVP) dal 09/05/2005
Centralino del comune: 0474 504127
Posta elettronica: info@gais.eu
[modifica] Cittá gemellata
[modifica] Arti figurative
[modifica] Franz Bacher
Franz Bacher nacque a Gais il 13 agosto 1903, quarto di otto figli di Alois e Katharina Bacher (vedi Heinrich Bacher). Come il fratello Heinrich fece il suo apprendistato a casa sotto la guida del padre. Dopo la morte di quest' ultimo i due fratelli andarono a Monaco di Baviera dove frequentarono la scuola d'arte con il prof. Wackerle. Forse per motivi finanziari non portarono però a termine gli studi. Franz Bacher passò da Monaco ad Innsbruck dove si stabilì nel 1926. Visse e lavorò in condizioni estremamente modeste, sopportò comunque le privazioni materiali come prezzo della sua attività artistica indipendente per rimanere fedele nell'arte ai propri ideali e per non dover accettare incarichi per motivi esclusivamente di guadagno.
Divenne membro della "Secessione Tirolese" e partecipò a diverse mostre collettive. Ancor più di Heinrich egli ridusse negli anni successivi le sue sculture in legno a forme che confinano talvolta con la rappresentazione astratta. Inoltre la dinamica del movimento e del ritmo sono spesso una caratteristica delle sue opere. Significativa è anche l' eredità grafica di Franz Bacher, sia riguardo ai disegni rigorosamente geometrici di grande formato che ai quaderni di schizzi.
Alla morte del fratello Heinrich nel 1972 Franz 1972 si trasferì da Innsbruck a Gais dove morì il 21 febbraio 1981.
[modifica] Heinrich Bacher
Heinrich nacque il primo gennaio del 1897, maggiore di otto figli, nella residenza amministrativa ("Bacherhaus") del castello di Neuhaus a Gais. Suo padre Alois (1866-1921) oltre all'agricoltura, aveva anche una bottega di scultura in legno con diversi lavoranti. Anche il nonno, Adam Bacher, si era occupato di scultura in legno. Heinrich Bacher ereditò come figlio maggiore la bottega paterna ed il maso. Alla morte del padre la bottega venne chiusa e Heinrich, assieme al fratello più giovane Franz, si recò a Monaco di Baviera dove frequentò la scuola d' arte con il prof. Wackerle. Entrambi i fratelli però - probabilmente per motivi di carattere finanziario - non portarono a termine gli studi.
Heinrich fece ritorno a Gais, visse però per certi periodi anche ad Innsbruck dove acquistò una casa. Erano i tempi della sua appartenenza alla "Secessione Innsbruckese". Presto si stabilì però definitivamente a Gais dove lavorò fino alla morte nel 1972 come contadino e scultore indipendente. Il legno locale di cembro era il suo materiale preferito. Il bronzo è una rara eccezione e lo stesso dicasi per la ceramica. Il più delle volte le sculture in legno sono lasciate al naturale e trattate solo con del mordente.
Heinrich Bacher si liberò ben presto delle forme espressive apprese nella bottega paterna ed all' Accademia di Monaco, trovando un suo linguaggio artistico autonomo che tendeva ad una forma espressiva sobria e limitata all' essenziale, evitando i dettagli di secondaria importanza.
Fra le sue opere più accessibili vi sono un rilievo raffigurante una pietà al monumento ai caduti in guerra nel cimitero di Gais ed il rilievo della "Lotta fra il bene ed il male" nella sala parrocchiale del paese.
[modifica] Il Maestro di Villa Ottone
Gli artisti medievali di cui non ci é pervenuto il nome, vengono indicati spesso con un nome fittizio - quello della località in cui hanno lasciato la loro opera più importante.
Il Maestro di Villa Ottone è uno di essi. Quest'artista nacque probabilmente negli anni 20 del XV secolo ed era dunque di qualche anno più vecchio del suo famoso contemporaneo Michael Pacher. Quale fosse il suo rapporto con quest'ultimo - maestro, discepolo o semplicemente contemporaneo - non è stato ancora chiarito. Non si può comunque escludere che si sia formato alla bottega di Leonhard di Bressanone.
Le opere principali del Maestro di Villa Ottone sono note. Si tratta della tavola della chiesa parrocchiale di Villa Ottone da cui prende il nome, delle portelle di un altare dedicato a San Agostino e della tavola genealogica, entrambe all' Abbazia di Novacella, delle portelle di un altare dedicato a San Stefano, forse proveniente dal Duomo di Bressanone, e parti di portelle di un altare dedicato alla Madonna, probabilmente in Val Pusteria. Non vi sono notizie di collaboratori o successori del Maestro di Villa Ottone. L'effetto stilistico di questo anonimo pare essere stato ampiamente dominato dall' arte di Michael Pacher e della sua cerchia.
[modifica] Da vedere
[modifica] Gais
- La chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista
- Cappella del cimitero
- Castel Casanova o Schloß Neuhaus
- Cappella della Visitazione di Maria
- Castello di Chela / Kehlburg
- Cappella di S. Erasmo
- Museo degli elmi di pompieri
- Percorso Culturale di Gais
[modifica] Villa Ottone
- Chiesa parrocchiale di S. Margherita
- Il castelletto (Schlössl) di Villa Ottone
- La Cappella di San Valentino
[modifica] Riomolino
- I bagni "Badl" di Riomolino
- Chiesa della curatia dei 14 Santi Ausiliatori
[modifica] Montassilone
- Chiesa della curatia dei Santi Crisante e Daria
[modifica] Scuole
- Scuola elementare di Gais
- Scuola elementare di Villa Ottone
- Scuola elementare di Riomolino
[modifica] Scuole materne
- Scuola materna di Gais
- Scuola materna di Villa Ottone
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
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Città: Brunico
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