Gagaku

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Il gagaku (雅楽) è la musica/danza della corte giapponese. Viene eseguito presso il palazzo imperiale, a Tokyo, e in alcuni importanti templi buddhisti e santuari shinto sparsi nel Paese.

Quando si vuole distinguere la danza di corte dalla musica di corte, si utilizza per la prima il vocabolo bugaku (舞楽).

Il repertorio[modifica | modifica sorgente]

Il suo repertorio attuale è principalmente orchestrale ed è suddiviso tra bugaku (舞楽), musica per danza (termine che indica anche la danza stessa), e kangen (管弦), musica puramente strumentale. Un'altra classificazione è basata sull'origine dei brani: tōgaku (唐楽), musica cinese e indiana, e komagaku (高麗楽), musica coreana e mancese.

Accanto ai repertori di origine straniera, ne è presente uno di origine autoctona, definito wagaku (和楽) o kunuburi no utamai (国風歌舞). Un ultimo repertorio, imperniato sulla voce e accompagnato da un ristretto gruppo strumentale è detto utaimono (歌物).

Gli strumenti[modifica | modifica sorgente]

L’orchestra, formata classicamente da almeno 14 elementi, presenta aerofoni, cordofoni, idiofoni e membranofoni.

La melodia principale è portata eterofonicamente dai flauti traversi (ryūteki o komabue, a seconda del repertorio) e dagli oboi (hichiriki); l’organo a bocca, sho, produce "grappoli" (cluster) di note.

Il gakusō (koto del gagaku) e il biwa eseguono scarni stereotipi strutturali; i tamburi e il gong realizzano il ciclo ritmico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il gagaku è il frutto di un lungo e complesso processo di assimilazione ed elaborazione di elementi stranieri (originari di Cina, Corea, India, Champa e Manciuria, principalmente), organizzati sul modello dello yayue cinese.

L’introduzione di strumenti, repertori, concezioni attraverso la Cina (VI-VIII secolo) e la creazione di una specifica tradizione di corte locale, furono seguite, nel IX secolo, dalla giapponesizzazione delle arti coreutico-musicali importate. [1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sestili Daniele, Musica e danza del principe Genji, cit., pp. 12-25

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giolai Andrea, Introducing Mikagura. Some Ethnomusicological Features of an Ancient Japanese Ritual,http://www.centrostudiorientaliroma.net/introducing-mikagura-%E5%BE%A1%E7%A5%9E%E6%A5%BD-some-ethnomusicological-features-of-an-ancient-japanese-ritual/
  • Malm William P., Traditional Japanese Music and Musical Instruments. The New Edition, Tokyo-New York-London, Kodansha International, 2000 (+ cd)
  • Nelson Steven G., Court and religious music (1): history of gagaku and shōmyō; Court and religious music (2): music of gagaku and shōmyō, in Tokita Alison McQueen, David W. Hughes (eds.), The Ashgate Research Companion to Japanese Music, Aldershot, Ashgate, 2008, pp. 35-76
  • Sestili Daniele, Musica e danza del principe Genji. Le arti dello spettacolo nell’antico Giappone, Lucca, LIM, 1996

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]