Gabii

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Parte dell'antico abitato di Gabii.
Gabii, la strada romana.
I resti del santuario di Gabii.

Gabii è un sito archeologico in provincia di Roma, in Italia.

Era un'antica città posta lungo il tracciato della Via Prenestina, che collegava Roma a Preneste, e che secondo Dionigi di Alicarnasso faceva parte della Lega Latina. Le sue cave fornivano un'eccellente pietra da costruzione, il lapis gabinus. Il sito fu individuato nel XVIII secolo da Pierluigi Galletti.[senza fonte]

Indice

[modifica] Storia

Secondo la tradizione fu il luogo dove Romolo e Remo sarebbero stati educati e sarebbe stata loro insegnata la scrittura.[1] La città accolse Tarquinio Sestio come finto disertore in fuga dal padre Tarquinio il Superbo, e venne quindi conquistata con l'inganno.[2] Un trattato fra Roma e Gabii, scritto su una pelle di bue che copriva uno scudo, era conservato nel Tempio di Quirino. Già in epoca repubblicana iniziò a decadere e, nei primi anni dell'età imperiale, la città era ormai ridotta ad un semplice villaggio.

Gabii rappresenta il vertice antico di un triangolo con ai lati le cittadine di Tibur (Tivoli), Praeneste (Palestrina) e Collatia, che nel periodo antico ebbero notevole sviluppo e grande importanza nelle vicende storiche e politiche del Lazio in forza della posizione strategica sulle arterie di collegamento dei percorsi commerciali tra l'Etruria e la Campania. Le comunità erano legate tra loro da parentele, guidate da capi guerrieri e sacerdoti, vivevano in capanne ed in alcuni periodi dell'anno lavoravano la ceramica. Tra il IX secolo a.C. e VIII secolo a.C. in queste comunità egualitarie ebbero luogo delle trasformazioni sociali, che portarono alla costituzione di un sistema sociale di tipo gentilizio-clientelare con la formazione di centri protourbani, anticipatori di quelli urbani propri del territorio laziale latino. Gabii potrebbe essere la città natale del poeta Tibullo.

[modifica] Sito

Il sito si trova a circa 20 chilometri di distanza da Roma al km 2 della via Prenestina Nuova. La visita deve essere concordata con la Soprintendenza.

Era situata lungo il percorso della Via Prenestina antica, via che in precedenza era chiamata via Gabina. Era nei pressi di un lago vulcanico, ora prosciugato, chiamato lago di Castiglione, e in precedenza noto come "lacus Buranus" o "lacus Sanctae Praxedis".

Sono visibili la antica via Prenestina, nel tratto che attraversava la città, formando l'asse viario principale e parte dell'abitato.

A ovest dell'insediamento, si trova il santuario di Giunone Gabina, mentre a est, subito fuori l'abitato, ci sono i resti di una chiesa medievale.

[modifica] Necropoli di Osteria dell'Osa

La necropoli dell'età del ferro di Osteria dell'Osa è legata con la fiorente Gabii, antica città colonia di Alba Longa; essa è posta al 17º chilometro della Via Prenestina nel Comune di Monte Compatri. Le datazioni dei ritrovamenti si situano nel periodo compreso tra il IX secolo a.C. ed il VI secolo a.C.; la necropoli ed è composta da circa 700 tombe e sepolture. Nei ritrovamenti vi sono iscrizioni in lingua greca del 650 a.C., le più antiche in Italia in questa lingua (dopo la coppa di Nestore), ed iscrizioni in lingua latina del 750 a.C., che sono le più antiche del mondo in questa lingua. Presso la sezione della protostoria dei popoli latini del Museo Nazionale Romano sono raccolti i materiali scavati negli ultimi decenni.

[modifica] Note

  1. ^ Plutarco, Vita di Romolo, 6, 2.
  2. ^ Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 8; Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.26 e 1.45.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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