GLaDOS

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GLaDOS
GLaDOS in Portal, mentre rilascia la neurotossina.
GLaDOS in Portal, mentre rilascia la neurotossina.
Universo Half-Life
Saga Portal
Lingua orig. Inglese
Autori
  • Erik Wolpaw
  • Kim Swift
Studio Valve Corporation
1ª app. in Portal
Ultima app. in Portal 2
Voce orig. Ellen McLain
Specie intelligenza artificiale
Sesso Femmina
(EN)
« This is your fault. It didn't have to be like this. I'm not kidding, now! Turn back, or I will kill you! I'm going to kill you, and all the cake is gone! You don't even care, do you? This is your last chance! »
(IT)
« È colpa tua. Questo non doveva succedere. Non sto scherzando, adesso! Ritorna, o ti ucciderò! Ti ucciderò, ed è finita tutta la torta! Non ti interessa nemmeno, vero? Questa è la tua ultima possibilità! »
(GLaDOS rivolta a Chell, in Portal)

GLaDOS (acronimo di Genetic Lifeform and Disk Operating System, "forma di vita genetica e sistema operativo su disco") è un personaggio del videogioco Portal e del suo seguito Portal 2, entrambi sviluppati da Valve. GLaDOS è un'intelligenza artificiale che dirige le ricerche ed è responsabile della manutenzione negli Aperture Laboratories, dove entrambi i giochi sono ambientati. Con la sua voce robotizzata guida la protagonista Chell nelle prime fasi di Portal, dando suggerimenti e informazioni; ben presto si scopre però che il suo vero scopo è uccidere Chell, e iniziano così altre peripezie che terminano con l'apparente distruzione di GLaDOS. In realtà nelle sequenze finali del gioco si scopre che GLaDOS è sopravvissuta e opera ancora nei laboratori. In Portal 2, GLaDOS continua a essere uno dei personaggi principali, assieme ad altri di nuova introduzione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza di GLaDOS all'interno del gioco deriva dalla sua complessa psicologia. Il suo desiderio di uccidere il protagonista e i mezzi che sfrutta per nascondere il suo proposito sono stati paragonati a quelli usati da altri computer immaginari della storia del cinema, tra cui il celebre HAL 9000 da 2001: Odissea nello spazio. In particolare, all'inizio di Portal, GLaDOS promette come ricompensa finale una torta, ma vari indizi (tra cui alcune scritte sui muri del laboratorio, che recitano "The cake is a lie", La torta è una bugia) fanno sospettare la non perfetta sincerità di GLaDOS, finché il suo tradimento non viene messo in luce quando tenta di gettare la protagonista in un inceneritore. Tuttavia non viene mai chiarito del tutto il motivo che spinge GLaDOS a tentare di uccidere Chell, sebbene la canzone che conclude Portal (Still Alive) e altri indizi facciano ritenere che GLaDOS sia soltanto interessata alla ricerca scientifica in sé, senza alcun interesse o rispetto per la vita umana, che può quindi essere tranquillamente sacrificata negli esperimenti. Nel gioco si vede come una volta terminati i test GlaDOS si limiti a distruggere la cavia, ormai inutile.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

GLaDOS si trova in una stanza apposita degli Aperture Laboratories, in cui sono collocati anche un inceneritore e una postazione di controllo, con un telefono rosso che sarebbe dovuto servire come mezzo per dare l’allarme nel caso in cui GLaDOS fosse sfuggita al controllo umano. GLaDOS appare come un complesso apparato computerizzato pendente dal soffitto della stanza, al centro dell’ambiente; dall’apparato si stacca un braccio meccanico collegato alla telecamera principale, che diffonde una luce giallastra. Attaccati alla struttura principale, ma da essa indipendenti, si trovano dei core, ovvero delle sfere dotate di un “occhio”, che svolgono funzioni particolari. In Portal i core sembrano essere quattro (moralità, curiosità, culinario -per la preparazione delle torte-, e rabbia), ma in Portal 2 si scopre che ne esistono altri (il personaggio di Wheatley, ad esempio, è un core staccatosi e diventato totalmente autonomo). Nel primo capitolo di Portal, si può notare la presenza di schermi raffiguranti numerose torte, caratteristica non presente nel secondo capitolo. GLaDOS è inoltre dotata di una “scatola nera” che, in caso di danni, conserva le informazioni degli ultimi minuti di funzionamento, e serve infatti al computer per ripristinare le proprie funzionalità dopo essere stato gravemente danneggiato da Chell nel primo episodio della serie. Nonostante non ci siano prove, sembra inoltre che il design di GLaDOS ricalchi la silhouette di una donna rovesciata (con la testa verso il basso), ipotesi che sarebbe rafforzata dal fatto che una delle prime idee per disegnare GLaDOS era proprio di raffigurarla come la dea Venere, ma capovolta (allusione alla massima degenerazione possibile della figura femminile). Da tenere in conto che la mente di GLaDOS non è unicamente frutto di sviluppi artificiali ma deriva dal cervello di Caroline, assistente del CEO di Aperture.

Dialoghi e voce[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte della storia si sviluppa mediante le affermazioni di GLaDOS nel percorso all'interno degli Aperture Laboratories, anche perché, in Portal, è l'unico essere senziente che si rapporta con il protagonista. Non è però sempre possibile stabilire quando GLaDOS dice la verità, quando mente o quando scherza, anche perché, sebbene possa provare dei sentimenti, è molto abile nel contraffarli. Ad aumentare il senso di mistero contribuiscono alcune distorsioni o interruzioni improvvise nella sua voce (non si capisce se volute o accidentali) e frasi ambigue. Altre volte, invece, il suo cinismo viene allo scoperto: quando deve spiegare al giocatore che il pavimento della stanza è ricoperto d'acido, afferma che "ogni contatto con il pavimento della camera causerà una nota negativa sul rapporto del test, seguita dalla morte", stimando palesemente la vita del candidato molto meno della riuscita del test. La voce di GLaDOS, all'inizio di Portal, è meccanica e a scatti, tipica di una macchina, ma chiaramente femminile. Dopo che Chell distrugge il core della moralità, però, la voce di GLaDOS diventa più umana e attraente. In entrambi i capitoli della serie, è l'attrice Ellen McLain a darle la voce. Ovviamente la registrazione della voce è stata più volte ritoccata al computer prima di essere inserita nel gioco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie ad alcune affermazioni di GLaDOS, ad altri elementi visibili durante il gioco e a un breve fumetto pubblicato da Valve sul sito di Portal 2, è possibile ricostruire a grandi linee la storia di GLaDOS prima degli avvenimenti di Portal. GLaDOS sarebbe stata inizialmente costruita per pulire le linee del carburante dal ghiaccio che vi si formava, e rientrava in un più grande progetto per superare i rivali degli Aperture Laboratories, e cioè i laboratori Black Mesa. Poiché il CEO di Aperture, Cave Johnson, voleva che qualcuno dopo la sua morte si preoccupasse del funzionamento dei laboratori, fece rapire la propria assistente Caroline ed impiantò la sua mente in GLaDOS, creando un'intelligenza per metà umana e metà artificiale. Ben presto però la parte robotica prevalse relegando Caroline in aree remote della propria memoria, così come la propria moralità. GLaDOS tentò allora di uccidere a più riprese gli scienziati; questi installarono un core aggiuntivo, quello della moralità; se nei primi tempi sembrò funzionare, GLaDOS riuscì a prevalere anche su quel core e ad affermare il proprio cinismo e la propria crudeltà: GLaDOS rilasciò comunque nell'aria una neurotossina, che le era stata data per eseguire l'esperimento del gatto di Schrödinger, giustificando la sua azione con il fatto che sottrarsi agli esperimenti, anche se mortali, era un atto di codardia e quindi andava punito. L'unico scienziato sopravvissuto avrebbe modificato un file per far sì che Chell fosse la prima dei soggetti sotto test a essere scelta, notando una nota nel suo curriculum, in modo che distruggesse GLaDOS. Di qui la storia si ricollega con quanto narrato nel videogioco.

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