GJ 1214 b

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GJ 1214 b
Confronto delle dimensioni di GJ 1214 b con la Terra (a sinistra) e Nettuno (a destra).Confronto delle dimensioni di GJ 1214 b con la Terra (a sinistra) e Nettuno (a destra).
Stella madre Gliese 1214
Scoperta 16 dicembre 2009
Scopritori David Charbonneau e altri
(MEarth Project).
Classificazione Pianeta terrestre -
pianeta oceano
Costellazione Ofiuco
Distanza dal Sole 42 anni luce
Parametri orbitali
Semiasse maggiore 0,0143 ± 0,0019 UA[1]
Periodo orbitale 1,5803925 ± 0,0000117 giorni[1]
Eccentricità <0,27[1]
Dati fisici
Raggio medio 2,678 ± 0,13 R
Massa
6,55 ± 0,98 M
Densità media >1.870 ± 400 kg/m3
Temperatura
superficiale
~393 K (media)
~555 K (max)

GJ 1214 b è un pianeta extrasolare scoperto nel dicembre 2009, classificabile nella categoria delle super-terre, che orbita attorno alla stella GJ 1214 (una nana rossa), ad una distanza di 13 parsec (circa 40 anni luce) dalla Terra, nella costellazione dell'Ofiuco. Si tratta del secondo esopianeta scoperto (dopo CoRoT-7 b) che possiede una massa e diametro stabiliti con relativa accuratezza, che sono molto minori rispetto a quelli dei giganti gassosi nel Sistema solare. Inoltre il pianeta assume una certa importanza per la sua prossimità alla Terra, e dal fatto che transita di fronte a una piccola stella nana rossa, cosa che dovrebbe permettere lo studio della sua atmosfera grazie alle tecnologie correnti.[2] Il 31 dicembre 2013 la NASA ha annunciato che tramile l'Hubble Space Telescope per la prima volta sono state individuate delle nuvole nelle atmosfere di esoplaneti, nello specifico nei pianeti GJ 1214b e Gliese 436 b.[3][4][5][6]

Ricostruzione immaginaria di una veduta del pianeta GJ 1214 b come se fosse una foto scattata da un telescopio posto su di un'orbita vicina attorno alla stella GJ 1214.
GJ 1214b in un'immagine artistica della NASA; le ultime osservazioni del telescopio spaziale confermerebbero che si tratta di un pianeta con acqua liquida sotto una spessa coltre di vapore.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

GJ 1214 b potrebbe essere più freddo rispetto ad ogni altro pianeta transitante noto. La sua temperatura superficiale dovrebbe situarsi approssimativamente tra i 393–555 K (120–282 °C), a seconda della quantità di radiazione riflessa nello spazio.[2][7]

Anche se non esiste ancora una diretta evidenza della presenza di acqua, i valori della massa e del diametro planetario sono consistenti con un pianeta assimilabile ad un pianeta oceano,[8] composto principalmente (~75%) da acqua e attorno al ~25% da roccia (silicati e un piccolo nucleo di ferro), possibilmente coperto da una spessa atmosfera (~200 km) di idrogeno ed elio che ammonterebbe a circa il 0,05% della massa del pianeta.[2][7] Malgrado l'alta temperatura superficiale, dal momento che si ha sicuramente un'alta pressione idrostatica alle profondità atmosferiche, è probabile che avvenga la transizione dalla fase gassosa alla fase liquida, e dunque sotto l'atmosfera si dovrebbero trovare grosse quantità di acqua liquida (forse oceani profondi decine di km), con qualche possibilità che questa acqua si trovi anche sotto forma di molecole di ghiaccio VII.[7] A causa delle stime planetologiche che ritengono relativamente molto antico questo sistema planetario e calcolandone il tasso di fuga dei gas (fuga idrodinamica), gli scienziati concludono che vi sia stata una perdita significativa di atmosfera durante la vita del pianeta, e che qualsiasi atmosfera sia presente oggi non possa essere quella primordiale del primo miliardo di anni di esistenza del pianeta.[2]

Rilevamento[modifica | modifica wikitesto]

Il transito del pianeta è stato scoperto dal sistema MEarth Project utilizzando montaggi robotici Paramount ME, controllati da Software Bisque equipaggiati con telescopi riflettori da 40 cm di diametro (della RC Optical Systems) e fotocamere con sensore CCD disponibili in commercio.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Notes for star GJ 1214
  2. ^ a b c d Charbonneau, D. et al., 2009.
  3. ^ J.D. Harrington, Donna Weaver e Ray Villard, Release 13-383 - NASA's Hubble Sees Cloudy Super-Worlds With Chance for More Clouds in NASA, 31 dicembre 2013. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  4. ^ Julianne Moses, Extrasolar planets: Cloudy with a chance of dustballs in Nature (journal), vol. 505, 1º gennaio 2014, pp. 31-32, DOI:10.1038/505031a. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  5. ^ Knutson, Heather et al., A featureless transmission spectrum for the Neptune-mass exoplanet GJ 436b in Nature (journal), vol. 505, 1º gennaio 2014, pp. 66-68, DOI:10.1038/nature12887. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  6. ^ Kreidberg, Laura et al., Clouds in the atmosphere of the super-Earth exoplanet GJ 1214b in Nature (journal), vol. 505, 1º gennaio 2014, pp. 69-72, DOI:10.1038/nature12888. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  7. ^ a b c (EN) David A. Aguilar, Astronomers Find Super-Earth Using Amateur, Off-the-Shelf Technology, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, 16 dicembre 2009. URL consultato il 24 ottobre 2010.
  8. ^ (EN) S. Seager, Kuchner, M.; Hier-Majumder, C. A.; Militzer, B., Mass–radius relationships for solid exoplanets in The Astrophysical Journal, vol. 669, nº 2, 2007, pp. 1279–1297, DOI:10.1086/521346.
  9. ^ (EN) MEarth: looking for transiting, habitable super-Earths around small stars. URL consultato il 24 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David Charbonneau, et al., A super-Earth transiting a nearby low-mass star in Nature, vol. 462, 2009, pp. 891–894, DOI:10.1038/nature08679.

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