G1.9+0.3

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SNR G1.9+0.3
Resto di supernova
Immagine composita del resto di supernova G1.9+0.3, usando immagini radio del 1985 (blu) e immagini X del 2008 (arancio). Le diverse dimensioni rivelano che i resti sono ancora in rapida espansione.
Immagine composita del resto di supernova G1.9+0.3, usando immagini radio del 1985 (blu) e immagini X del 2008 (arancio). Le diverse dimensioni rivelano che i resti sono ancora in rapida espansione.
Scoperta
Anno 1985
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
Costellazione Sagittario
Ascensione retta 17h 48m 45,4s
Declinazione -27° 10′ 6″
Coordinate galattiche G.1.9+0.3
Distanza 25000 a.l.
(7664 pc)
Dimensione apparente (V) 1,2'
Caratteristiche fisiche
Tipo Resto di supernova
Tipo di supernova Sconosciuto
Galassia di appartenenza Via Lattea
Caratteristiche rilevanti Non osservabile nel visibile
Categoria di resti di supernova

G1.9+0.3 è il resto di supernova più giovane conosciuto nella Via Lattea.[1] Il resto fu scoperto combinando dati dell'osservatorio orbitale della NASA Chandra e dati del VLA, e si pensa che sia esploso circa 25 000 anni fa, ma che il segnale sia giunto a noi circa 140 anni fa. Prima di questa scoperta Cassiopeia A, risalente a circa 330 anni fa, era considerato il resto di supernova più giovane della Via Lattea. Il residuo G1.9+0.3 ha un raggio di circa 1,3 anni luce.

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Situato a circa 25 000 anni luce dall Terra, G1.9+0.3 fu notato per la prima volta nel 1985 come una forte radiosorgente nella nostra galassia dagli astronomi usando il VLA. Nel 2007, immagini del sospetto resto di supernova furono prese mediante l'osservatorio X Chandra, e comparando le riprese con quelle del 1985. Le diverse dimensioni hanno permesso agli astronomi di calcolare quando la supernova sia esplosa, all'incirca nell'anno 1868. Nel 2008 nuove osservazioni con il VLA hanno confermato che G1.9+0.3 è ancora in forte espansione, ed è stato calcolato che la velocità di espansione è pari a circa 56 milioni di km/h, cioè il 5% della velocità della luce.

La supernova non fu osservata nel visibile dagli astronomi del tempo, poiché è situata al centro della nostra galassia e quindi fu oscurata dalla polvere interstellare. Solo recentemente con l'avvento della radioastronomia e dell'astronomia a raggi X gli astronomi hanno potuto osservare attraverso la polvere interstellare.

Le coordinate di G1.9+0.3 sono 17h 48m 45,4s di ascensione retta, e -27° 10' 06" di declinazione, nella costellazione del Sagittario,[2] vicino al confine con la costellazione dell'Ofiuco.[3]

Annuncio[modifica | modifica wikitesto]

La scoperta è stata annunciata il 14 maggio 2008 dalla NASA con una conferenza stampa. Precedentemente alla conferenza la NASA aveva detto che era sul punto "di annunciare la scoperta di un oggetto nella nostra galassia che gli astronomi stavano cercando da oltre 50 anni."[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G1.9+0.3: Discovery of Most Recent Supernova in Our Galaxy., NASA, 14 maggio 2008. URL consultato il 14 maggio 2008.
  2. ^ Green, D.A., S.P. Reynolds, K.J. Borkowski, U. Hwang, I. Harrus, R. Petre, The radio expansion and brightening of the very young supernova remnant G1.9+0.3 (PDF), in press, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, 2008. URL consultato il 20 maggio 2008.
  3. ^ Sagittarius Constellation charts in The Constellations, Unione Astronomica Internazionale, 2008. URL consultato il 20 maggio 2008.
  4. ^ NASA to Announce Success of Long Galactic Hunt, NASA. URL consultato il 14 maggio 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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