Günther Rall
| Günther Rall | |
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26 ottobre 1942: Rall con i gradi da Oberleutnant e Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia
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| 10 marzo 1918 - 4 ottobre 2009 | |
| Nato a | Gaggenau |
| Morto a | Bad Reichenhall |
| Cause della morte | infarto miocardico acuto |
| Dati militari | |
| Nazione servita | |
| Forza armata | Wehrmacht Bundeswehr |
| Arma | Luftwaffe (Wehrmacht) Luftwaffe (Bundeswehr) |
| Specialità | pilota di caccia |
| Unità | Jagdgeschwader 52 Jagdgeschwader 11 Jagdgeschwader 300 |
| Anni di servizio | 1936 - 1945 1956 - 1975 |
| Grado | Major (Wehrmacht) Generalleutnant (Bundeswehr) |
| Guerre | seconda guerra mondiale |
| Campagne | campagna di Francia campagna dei Balcani fronte orientale |
| Battaglie | battaglia d'Inghilterra battaglia di Creta |
| Decorazioni | |
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Fonti citate nel corpo del testo |
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Günther Rall (Gaggenau, 10 marzo 1918 – Bad Reichenhall, 4 ottobre 2009) è stato un aviatore tedesco che prestò servizio nella Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale.
Con un totale di 275 vittorie aeree ottenute in 621 missioni[1], fu il terzo miglior asso tedesco del fronte orientale, nonché il terzo in assoluto di tutta la storia dell'aviazione.[2]
Indice |
Biografia [modifica]
Seconda guerra mondiale [modifica]
Figlio di un commerciante, Günther Rall nacque a Gaggenau (Baden-Württemberg) il 10 marzo 1918. Entrò nell'esercito tedesco nel 1936 come allievo ufficiale e l'anno successivo cominciò a frequentare la scuola militare di Dresda dove venne convinto a passare alla Luftwaffe, l'aeronautica militare della Germania nazista. Ottenne il brevetto di pilota di caccia nel 1938, stesso anno in cui venne assegnato al Jagdgeschwader 52 (JG 52 - 52º stormo caccia) di Stoccarda.[1]
La prima vittoria di Rall coincise con il suo primo combattimento aereo nella campagna di Francia, avvenuto il 18 maggio 1940, quando abbatté il Curtiss P-36 Hawk del cecoslovacco Otto Hanzlicek (che si salvò lanciandosi con il paracadute). Poco dopo la sua squadriglia fu trasferita a Calais per partecipare alla battaglia d'Inghilterra, e quasi subito, il 25 luglio, Rall passò al comando dell'8ª squadriglia del 52º stormo caccia dove tra l'altro ottenne la promozione a Oberleutnant il 1º agosto. Entro ottobre l'8ª squadriglia venne ritirata dalla prima linea per un periodo di riposo e riorganizzazione quindi venne dislocata in Romania per difendere raffinerie e ponti sul Danubio durante la campagna dei Balcani della primavera 1941.[1]
Alla fine di maggio la squadriglia diretta da Rall venne coinvolta nella battaglia di Creta ma alcune incursioni di bombardieri sovietici sulle raffinerie rumene la costrinsero a tornare nel paese dell'Europa danubiana. In cinque giorni Rall e i suoi commilitoni abbatterono circa cinquanta aerei nemici prima di essere inviati nel settore sud del fronte orientale. Qui Rall, dopo aver conseguito la sua 36ª vittoria, venne abbattuto da un Polikarpov I-16 e dovette lanciarsi con il paracadute, ma nell'atterraggio si ruppe la schiena in tre punti e rimase a lungo paralizzato alla gamba e alla parte destra del corpo. La convalescenza terminò nell'agosto 1942 e subito ritornò a conseguire successi raggiungendo quota cento, meritandosi il 26 novembre la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia donatagli direttamente da Adolf Hitler. Nell'aprile 1943 avanzò al grado di capitano ottenendo il comando del 3º gruppo del 52º stormo caccia (III/JG 52) il 6 luglio, e proprio in questo nuovo incarico di comando arrivò alla 200ª vittoria il 29 agosto 1943, cosa che lo fece rincontrare con Hitler il 12 settembre per ricevere le spade da aggiungere alla Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia. Nel solo mese di ottobre fece precipitare più di quaranta aerei sovietici.[1]
Il 19 aprile 1944 Rall prese il comando del 2º gruppo dell'11º stormo caccia (II/JG 11) destinato alla difesa dei cieli tedeschi. Il 12 maggio, mentre era in missione con un Messerschmitt Bf 109G-5, riuscì a far precipitare due Republic P-47 Thunderbolt del 56º gruppo caccia statunitense e per poco non fece la stessa cosa con il comandante Hubert Zemke; venne invece attaccato da altri due P-47 che gli danneggiarono l'aereo e un proiettile gli strappò il pollice sinistro costringendolo a paracadutarsi sopra Francoforte sul Meno. Rall venne operato ma un'infezione lo costrinse a letto fino a novembre.[1]
L'ultimo incarico di comando lo ottenne quando, il 20 febbraio 1945, fu designato comandante del 300º stormo caccia basato a Salisburgo. Venne preso prigioniero dagli americani a guerra terminata. Nella sua carriera militare volò in un totale di 621 missioni e venne abbattuto non meno di otto volte, tre furono le volte in cui venne ferito e 275 gli aerei da lui abbattuti (di cui 3 nel fronte occidentale).[1]
Dopo la guerra [modifica]
Mentre era prigioniero ad Heidelberg, Rall venne contattato dagli statunitensi che stavano cercando piloti con esperienza di volo sui Messerschmitt Me 262. Venne così trasferito a Bovingdon e quindi all'aeroporto di Tangmere dove incontrò l'asso britannico Robert Stanford Tuck con cui strinse amicizia.[3]
Ritornato in Germania, nel 1956 venne convinto da un suo ex commilitone a ritornare nella Luftwaffe, valutando così il progetto del Lockheed F-104 Starfighter prima che la Bundeswehr lo acquistasse.[senza fonte] Dal 1º gennaio 1971 al 31 marzo 1973 mantenne l'incarico di ispettore della Luftwaffe e dal 1º aprile 1974 al 13 ottobre 1975 venne distaccato alla NATO con il grado di Generalleutnant.
Nel 2004 raccolse in un libro (Mein Flugbuch) le sue memorie. Morì a causa di un infarto miocardico acuto nella sua casa di Bad Reichenhall il 4 ottobre 2009, all'età di 91 anni.
Onorificenze [modifica]
| Croce di ferro di II Classe | |
| — 23 maggio 1940 |
| Croce di ferro di I Classe | |
| — luglio 1940 |
| Medaglia d'oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca | |
| — 15 dicembre 1941 |
| Croce di Cavaliere dell'Ordine della Croce di Ferro | |
| — 3 settembre 1942 |
| Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia dell'Ordine della Croce di Ferro | |
| — 26 ottobre 1942 |
| Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia e Spade dell'Ordine della Croce di Ferro | |
| — 12 settembre 1943 |
| Distintivo d'oro per feriti | |
| Gran Croce al Merito con placca dell'Ordine della Repubblica Federale Tedesca | |
| — 1973 |
Note [modifica]
- ^ a b c d e f (EN) Günther Rall in luftwaffe.cz. URL consultato in data 3 febbraio 2011.
- ^ (EN) Assi della Luftwaffe nel fronte orientale in luftwaffe.cz. URL consultato in data 23 ott 2010.
- ^ Kaplan 2007, p. 69
Bibliografia [modifica]
- (EN) Jill Amadio, Günther Rall - a memoir - Luftwaffe Ace & NATO General, Tangmere Productions, 2002. ISBN 0-9715533-0-0.
- (EN) Philip Kaplan, Fighter Aces of the Luftwaffe in World War II, Auldgirth (Dumfriesshire), Pen & Sword Aviation, 2007. ISBN 1-84415-460-2.
- (EN) Mike Spick, Luftwaffe Fighter Aces, New York, Ivy Books, 1996 ISBN 0-8041-1696-2.
- (EN) J. Constable, F. Raymond, Fighter Aces of the Lufwaffe, Atglen, Schiffer Military/Aviation History, 1996. ISBN 0-88740-909-1.
- (EN) John Weal, Bf 109 Aces of the Russian Front, Oxford, Osprey Publishing, 2001. ISBN 1-84176-084-6.
- (EN) John Weal, German Aces of the Russian Front, Oxford, Osprey Publishing, 2002. ISBN 1-84176-620-8.
- (DE) Florian Berger, Mit Eichenlaub und Schwertern. Die höchstdekorierten Soldaten des Zweiten Weltkrieges, Autopubblicazione dell'autore, 1999. ISBN 3-9501307-0-5.
- (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939-1945, Friedburg, Podzun-Pallas, 2000. ISBN 3-7909-0284-5.
- (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe Jagdflieger 1939-1945, Magonza, editore Dieter Hoffmann, 1989. ISBN 3-87341-065-6.
- (DE) Klaus D.Patzwall, Veit Scherzer, Das Deutsche Kreuz 1941 - 1945 Geschichte und Inhaber Band II, Norderstedt, editore Klaus D. Patzwall, 2001. ISBN 3-931533-45-X.
- (DE) Fritjof Schaulen, Eichenlaubträger 1940 - 1945 Zeitgeschichte in Farbe III Radusch - Zwernemann, Selent, Pour le Mérite, 2005. ISBN 3-932381-22-X.
- (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939-1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, editore Scherzers Miltaer, 2007. ISBN 978-3-938845-17-2.
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