Gérard Larcher

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Gérard Larcher
Gérard Larcher Senate of Poland.JPG

Presidente del Senato francese
In carica
Inizio mandato 1° ottobre 2014
Predecessore Jean-Pierre Bel

Presidente del Senato francese
Durata mandato 1° ottobre 2008 –
1° ottobre 2011
Predecessore Christian Poncelet
Successore Jean-Pierre Bel

Dati generali
Partito politico UMP
Precedenti:
RPR

Gérard Larcher (Flers, 14 settembre 1949) è un politico francese.

Dal 1º ottobre 2014, Gérard Larcher è presidente del Senato, il settimo dalla fondazione della Quinta Repubblica francese nel 1958. Era già stato presidente del Senato dal 1° ottobre 2008 al 1° ottobre 2011.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Veterinario di professione, aderisce nel 1978 al Raggruppamento per la Repubblica (RPR) e nel 2002 all'Unione per un movimento popolare (UMP). È un esponente nel gollismo sociale, il cui obiettivo è la tutela della democrazia sociale senza tuttavia rimettere in discussione il capitalismo. Questa forma di gollismo, legata alla difesa dell'indipendenza nazionale e al ruolo della Francia nel mondo, è la più vicina al gollismo tradizionale.

Sindaco di Rambouillet dal 1983 al 2004, consigliere regionale dell'Île-de-France dal 1985 al 1989. È eletto senatore delle Yvelines il 28 settembre 1986, ed è il più giovane senatore dell'assemblea in esercizio in quell'anno. Dal 1997 al 2001 è anche vicepresidente del Senato. Si dimette dall'assemblea il 30 aprile 2004 per entrare nel terzo governo di Jean-Pierre Raffarin come ministro delegato alle relazioni del lavoro. Il 31 maggio 2005 è nominato ministro delegato all'impiego, al lavoro e all'inserzione professionale nel governo di Dominique de Villepin. Il 15 maggio 2007 rinuncia a entrare come ministro dell'agricoltura nel primo governo di François Fillon per farsi rieleggere al Senato in un'elezione suppletiva che si tiene il 1º ottobre 2007. In quell'anno ritrova anche il mandato di sindaco di Rambouillet : rieletto alle amministrative del 2008, non si ripresenta nel 2014.

Il 24 settembre 2008, al primo turno delle primarie, con 78 voti contro 56 a Jean-Pierre Raffarin e 17 a Philippe Marini è scelto dai senatori dell'UMP come candidato unico del gruppo all'elezione a presidente del Senato. La sua designazione appare come una sconfessione aperta a Raffarin e, al tempo stesso, come uno scatto di orgoglio da parte dei senatori dell'UMP che si sentono sciolti dalla disciplina di partito. Il 1º ottobre con 173 voti contro 134 al candidato socialista Jean-Pierre Bel, 19 a René Garrec (UMP) e 2 a Jean-Pierre Raffarin è quindi eletto presidente del Senato. Succede a Christian Poncelet, anch'egli dell'UMP, che sia pure a malincuore non ha voluto ricandidarsi.

Dopo le elezioni del 25 settembre 2011 per il rinnovo di una metà dei membri dell'assemblea, Larcher presenta la sua candidatura alla presidenza del Senato. Il 1º ottobre 2011 ha 134 voti, ma è battuto dal socialista Jean-Pierre Bel, eletto presidente con 179 voti.

A seguito delle elezioni del 28 settembre 2014 per il rinnovo dell'altra metà dei componenti, con 80 voti su 145 il successivo 30 settembre è designato dai senatori dell'UMP come candidato del gruppo all'elezione del presidente del Senato, mentre Jean-Pierre Raffarin ottiene 56 voti e Philippe Marini 7. Il 1° ottobre 2014 è quindi eletto al secondo turno presidente del Senato, con 194 voti contro 124 al candidato socialista Didier Guillaume, 18 alla comunista Eliane Assassi e uno a Philippe Marini (che tuttavia non si era candidato). Succede al socialista Jean-Pierre Bel, che non si era ricandidato alle elezioni per il rinnovo parziale dell'assemblea.

L'austerity[modifica | modifica wikitesto]

Nella riunione del consiglio di presidenza del 18 novembre 2008, Larcher ha annunciato un giro di vite sullo stile di vita fastoso del Senato e l'instaurazione della trasparenza sui conti dell'alta assemblea. Larcher è stato il primo a dare il buon esempio, autoriducendosi del 30% l'indennità di funzione (lo stesso taglio è stato esteso alle indennità percepite dai tre questori).

Le prime misure sono state varate nel novembre 2008: utilizzo a rotazione delle auto di servizio, riduzione dei rimborsi per i tragitti in taxi, incremento della trasformazione degli alloggi di servizio in uffici. Con una serie di provvedimenti successivi, è stato soppresso il mutuo edilizio senza interesse accordato ai senatori e ai funzionari. Le trasferte dei senatori sono state sottoposte maggiori controlli: posta fine ai biglietti di prima classe sui voli aerei, limitati i viaggi dei gruppi di amicizia, abolite le visite improvvise all'estero senza l'accordo preventivo del Senato. Nell'aprile 2009, il Senato ha restituito al bilancio dello Stato 5,4 milioni di euro sulla sua dotazione per il 2008, che ammonta a 315 milioni. Il Senato ha anche rinunciato all'aumento di 5,5 milioni del suo bilancio per il 2009, proponendosi di fare lo stesso nel 2010.[1]

Nel contempo, Larcher ha provveduto a una cospicua riduzione delle spese del proprio gabinetto: - 44,45 % rispetto al primo semestre 2009 (547 329 euro di spese). In particolare, le spese di trasferta sono scese del 64 % per il gabinetto e dell'80 % per il presidente. Le spese di rappresentanza sono calate del 14 %. Il personale del gabinetto è diminuito di sei unità, e tutti i suoi membri sono tenuti pagare il conto alla mensa.[2]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Voce stentorea, buona forchetta e gran cacciatore, Gérard Larcher assomiglia in modo impressionante a Philippe Noiret. Eletto per la prima volta presidente del Senato a 62 anni, fa la figura di un giovanotto in confronto ai suoi predecessori Alain Poher, René Monory e Christian Poncelet, che sono rimasti in carica fino ad età molto avanzata e in non buone condizioni di salute.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gérard Larcher prend son temps pour rénover le Sénat en profondeur, Le Monde, 4 giugno 2009.
  2. ^ « Rigueur sénatoriale », L'Express, 13 settembre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Senato francese Successore Armoiries république française.svg
Christian Poncelet 1° ottobre 2008 - 1° ottobre 2011 Jean-Pierre Bel I
Jean-Pierre Bel dal 1° ottobre 2014 in carica II

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