Gérard Blain

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Gérard Blain nel film I delfini (1960)

Gérard Blain, nato Gérard Ernest Zéphirin Blain, (Parigi, 23 ottobre 1930Parigi, 17 dicembre 2000), è stato un attore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gérard Blain era ancora bambino quando il padre, architetto parigino, abbandonò la famiglia. Il futuro attore trascorse un'infanzia turbolenta da "ragazzo di strada" nella Parigi occupata. A tredici anni abbandonò la scuola senza aver conseguito alcun titolo di studio e trascorse un breve periodo nelle FFI (Forces Françaises de l'intérieur), raggruppamento dei principali movimenti della Resistenza francese.

Dopo una serie di brevi ruoli non accreditati (tra i quali quello del buttafuori di un locale notturno in Grisbì), ebbe una prima parte di rilievo nel film Frutti selvaggi (1954). Ma fu il regista Julien Duvivier a offrirgli l'occasione di mettersi definitivamente in luce con il dramma Ecco il tempo degli assassini (1956), nel ruolo di Gérard Delacroix, un giovane studente di medicina irretito da una femme fatale (Danièle Delorme) che vuole spingerlo ad uccidere il padre adottivo (Jean Gabin).

Dotato di una maschera tormentata e di un volto dai lineamenti affilati, Blain apparve destinato a personaggi "maledetti" e interiormente fragili[1], interpretandoli con una recitazione spoglia e caratterizzata da tic[2], e presentandosi al grande pubblico come attore assai diverso dai suoi predecessori della tradizione francese e molto in sintonia con le nuove tendenze della Nouvelle Vague[2]. L'incontro con il regista Claude Chabrol consentì a Blain di affermarsi definitivamente, grazie ai ruoli interpretati nelle pellicole Le beau Serge (1957) e I cugini (1958).

Alla fine degli anni cinquanta, Blain ebbe occasione di fornire buone prove drammatiche anche in Italia, dove lavorò con Mauro Bolognini in Giovani mariti (1958), e con Francesco Maselli ne I delfini (1960). Carlo Lizzani lo diresse ne Il gobbo (1960), nel ruolo di Alvaro Cosenza, un partigiano che dopo la Caduta della Repubblica Sociale Italiana diventa un pericoloso bandito, e in L'oro di Roma (1961), nel ruolo del calzolaio ebreo Davide, in lotta contro l'occupazione nazista dopo l'armistizio.

Nel 1962 l'attore venne scritturato per partecipare al film d'avventura Hatari!, diretto da Howard Hawks, interpretato anche da John Wayne, Elsa Martinelli, Hardy Krüger e Red Buttons. La pellicola, ambientata in Tanganica e incentrata sulle vicende di un gruppo di cacciatori che catturano animali selvatici per destinarli agli zoo europei, vede Blain nella parte di Charles Mauroy, un misterioso francese che viene accolto nel gruppo grazie alla sua abilità con il fucile. Per il ruolo era stato inizialmente preso in considerazione anche Yves Montand, ma alla fine Hawks scelse Blain, che era conosciuto all'estero come il "James Dean di Francia"[3].

L'esperienza in una grande produzione hollywoodiana non convinse l'attore che, insofferente alle regole dello star system americano, rifiutò di sottoscrivere un contratto e rientrò in Francia per proseguire la propria carriera in patria, con interpretazioni di personaggi anticonformisti e tendenzialmente ribelli.

Dall'inizio degli anni settanta passò anche dietro la macchina da presa, debuttando come regista con il film Gli amici (1971), premiato con il Pardo d'oro all'opera prima al Festival internazionale del film di Locarno. Tra le sue migliori interpretazioni nell'ultima parte della carriera, da ricordare il ruolo di Raoul Minot in L'amico americano (1977) di Wim Wenders, e quello del Dottor Brauner nella miniserie TV Quei trentasei gradini (1985).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1953 al 1956 fu sposato con l'attrice Estella Blain (interprete, fra gli altri, del film Totòtruffa 62), e dal 1956 al 1959 con l'attrice Bernadette Lafont. Dal terzo matrimonio (1960-1966) con Monique Sobieski, Blain ebbe un figlio, Paul (nato nel 1960). Sposatosi per la quarta volta nel 1966 con Marie-Hèlene Bauret, da lei ebbe due figli, Régis e Pierre.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 115
  2. ^ a b Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. I, pag. 52
  3. ^ Barbara Grespi, Howard Hawks, Ed Le Mani, 2004, pag. 41

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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