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Futanari

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Rappresentazione grafica di un'immagine futanari

Futanari (ふたなり?) è un termine giapponese che significa "composto da due parti" e che indica un genere di manga o anime giapponese pornografico (comunemente detto hentai in occidente) i cui protagonisti sono ermafroditi o femmine con genitali maschili, spesso esagerati oltre le dimensioni normali. Con futanari ci si può anche riferire ai protagonisti del genere stesso, piuttosto che al genere.

Storia e origine[modifica | modifica wikitesto]

È la parola giapponese per indicare l'androginia e l'ermafroditismo.[1] Come in molte altre culture, si manifestarono anche in quella giapponese vari miti riguardanti l'origine dei differenti generi sessuali, e sull'intercambiabilità dei caratteri specifici maschile-femminile; l'interesse per il futanari sembra aver origine nel culto di Dosojin (simbolo in pietra d'una divinità sessuale), il cui sesso non è mai determinato in modo univoco (ritratto come un fallo nonostante non sia né maschio né femmina)... molto simile perciò al culto dello ShivaLinga induista[1]. Era anche diffusa convinzione che alcune persone a seconda delle fasi lunari potessero cambiare il loro sesso fisico; ad esempio il termine Hangetsu (半月 traducibile letteralmente come "metà lunare") era usato per indicar quei "particolari" esseri.

Tra il XII e il XIV sec, verso la fine del periodo Heian eran molto apprezzate le danze shirabyoshi (白拍子?), eseguite da uomini vestiti da donna, specificamente per il divertimento della corte imperiale: le sue radici provengono tuttavia dall'antico Buddhismo, per il quale agli spiriti o demoni non venivano assegnate necessariamente specifiche connotazioni sessuali.[1]

Fino al 1644 l'appellativo di futanari-sessualmente ambiguo, era dato ai personaggi ritratti dagli attori Onnagata, i quali son stati un elemento fondamentale all'interno della storia del teatro drammatico giapponese: erano attori specializzati nell'interpretar ruoli femminili, addestrati fin dalla più tenera età.[2]

In anime e manga[modifica | modifica wikitesto]

Esiste uno specifico genere futanari all'interno della più ampia tipologia hentai, raffiguranti personaggi coi caratteri ermafroditi. In occidente (particolarmente in paesi di lingua inglese) ci si può riferire a questo termine anche utilizzando altri termini comuni quali dickgirls (eufemisticamente ragazze con il pene, dick è una forma volgare di pene) o shemales (dove she è il pronome per la terza persona femminile dell'inglese e males significa "maschi") sebbene siano generalmente considerati volgari. Recentemente (in occidente) si è anche iniziato ad utilizzare il termine Newhalf per indicare personaggi con corpo femminile e soli genitali maschili, e ad utilizzare 'futanari' per riferirsi specificatamente agli ermafroditi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dal momento che il futanari è un genere che si rivolge principalmente ad un pubblico adulto ed è fortemente radicato nelle pornografia, si trovano molto di rado Futanari che si rivolgono ad un vasto pubblico: ha ottenuto popolarità e risonanza anche fuori dal Giappone solo a seguito della diffusione d'Internet. Tuttavia anche prima di questo sviluppo esponenziale vi eran state alcune opere molto famose, tra queste il manga La Blue Girl coi suoi successivi adattamenti; un altro ben noto al di fuori del Giappone è Bible Black con tutti i suoi seguiti.

Significativamente più comuni, i personaggi futanari si possono ritrovare nei videogiochi eroge o hentai.

Si può pensare che il futanari sia una derivazione dello yuri o dello yaoi, dato che le storie sono più vicine a questi due generi che non alle storie hentai regolari. Secondo altri è una derivazione più mondana dello yōkai, che alle volte rappresenta creature o personaggi mitologici.

Anime e manga con personaggi futanari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Leupp, Gary P.Male Colors: The Construction of Homosexuality in Tokugawa Japan, University of California Press 1997, p. 174, ISBN 978-0-520-20900-8
  2. ^ (DE) Krauss, Friedrich Salomo et al. Japanisches Geschlechtsleben: Abhandlungen und Erhebungen über das Geschlechtsleben des japanischen Volkes ; folkloristische Studien, Schustek, 1965, pp. 79, 81

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