Furry fandom

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Una volpe antropomorfa, un tipico personaggio furry.

Il furry fandom è un fandom incentrato su immaginari personaggi animali antropomorfi con personalità e caratteristiche umane.[1] L'antropomorfismo trattato al furry (lett. "peloso") generalmente include l'attribuzione al soggetto di intelligenza umana, espressioni facciali, anatomia generale, capacità di parlare, bipedalismo, vestiti, e altri attributi tipicamente attribuiti ad animali.

L'arte celebrata dal furry fandom comprende produzioni cinematografiche o semplicemente cartoni animati che coinvolge personaggi antropomorfi, più di qualsiasi altro tipo. Per questa ragione, ogni rappresentazione, può essere considerata parte del genere furry semplicemente includendo personaggi animali antropomorfizzati, anche se la maggior parte dei personaggi vengono più spesso usati in fumetti, cartoni animati, film d'animazione, novelle allegoriche, e videogiochi. La fantascienza e i generi fantasy utilizzano spesso antropomorfismo, e quindi sono particolarmente diffusi e apprezzati nel furry fandom.[senza fonte] Fin dagli anni ottanta, il termine furries si riferisce ad animali antropomorfi.[2][3][4]

Anche se i mammiferi sono i più comuni, rettili o uccelli possono essere considerati furry.

Storia e ispirazione[modifica | modifica sorgente]

I furry fan creano e indossano costumi, comunemente conosciuti come fursuit, raffiguranti i propri personaggi.

Secondo lo storico del fandom Fred Patten, il concetto di furry ha avuto origine in un convegno sulla fantascienza del 1980,[5] quando un personaggio disegnato da Steve Gallacci intitolato Albedo Anthropomorphics iniziò una discussione sui personaggi antropomorfi nei romanzi di fantascienza, che a sua volta diede inizio a un gruppo di discussione nei convegni di fantascienza e di fumetti. Patten definì il Furry Fandom come "una diffusione organizzata di arte e di prosa riguardante i Furry, o i personaggi mammiferi antropomorfi"

Il termine specifico "Furry Fandom" è stato inizialmente usato nelle fanzine all'inizio del 1983, ed è diventato lo standard per definire il genere (anche se non c'è ancora nessuna forma di standardizzazione e le parole possono essere usate per scopi commerciali).[6] Comunque, i fan pongono l'inizio del furry molto prima. Opere cinematografiche come Kimba, The White Lion rilasciato nel 1965, il romanzo di Richard Adams intitolato La collina dei conigli, pubblicato nel 1972 (e il suo omonimo film), come anche Robin Hood vengono spesso citati come esempi degli inizi del furry fandom.[5] Per distinguere i soggetti dai pure personaggi animali, come Lassie o Old Yeller, gli animali vengono definiti come funny animals,[7] un termine usato fin dal 1910.

Durante gli anni ottanta, i furry fan cominciarono a pubblicare fanzine, creando un nuovo gruppo sociale che cominciò ad organizzare varie riunioni. Nel 1987, c'era abbastanza interesse per organizzare la prima furry convention.[8] Nel decennio successivo, internet diventò accessibile alla popolazione e diventò il più popolare mezzo dei fan furry per socializzare. Il newsgroup alt.fan.furry è stato creato nel novembre del 1990, e ambienti virtuali come i MUCK diventarono anch'essi popolari in Internet per i fan per incontrarsi e comunicare. Uno dei più antichi e grande MUCK esistente è FurryMUCK.[9]

Arte e letteratura[modifica | modifica sorgente]

Scultura al Further Confusion

I fan del furry partecipano all'arte come amatori, illustratori professionali, autori di strips, pittori, scultori, scrittori, musicisti. Insomma un movimento che oltre che di pensiero e affinità può definirsi anche artistico in tutti i sensi, data la prolifica produzione in quasi tutti i campi dell'arte stessa.

Mentre la maggior parte della fan-art viene diffusa tramite media non professionali, come siti personali, una parte è pubblicata in antologie dalla Amateur press association, oppure da Fanzine.[10] Solo una piccola parte di quest'arte è stata infine divulgata alle masse, sotto forma di film di animazione o servizi televisivi.[senza fonte]

Esistono inoltre numerosi webcomic, cioè fumetti che escono a "puntate" online, che vengono definiti "furry-comics"; alcuni di questi riescono a raggiungere un notevole livello di notorietà, come il caso di T.H.E. FOX, la cui prima pubblicazione risale al 1986.[11]

Esistono siti interamente dedicati alle immagini furry,[12][13] dove gli animali antropomorfi vengono definiti anche "anthro". Molti artisti mantengono un proprio sito.

Creazioni[modifica | modifica sorgente]

I fan con abilità nell'artigianato creano i propri giocattoli di pelo, a cui ci si riferisce come peluche,e costruiscono anche elaborati costumi chiamati fursuit,[14] che vengono indossati per divertimento o per partecipare a sfilate, feste in maschera, balli o manifestazioni di beneficenza come intrattenitori.[15] Molte fursuit sono realizzate dalla semplice costruzione e riassemblamento di mascotte sportive, mentre altre hanno una costruzione più sofisticata, che include il meccanismo per la mandibola mobile, parti elettroniche, trucco prostetico e altri dettagli. Un fursuit completo, senza meccanismi meccanici e elettronici può arrivare a costare 2000 dollari e oltre.[16] Alcuni fans del furry seguono gli spettacoli di pupazzi, registrando video e realizzando live shows come Rapid T. Rabbit and Friends e il Funday PawPet Show.

Furry fandom in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il furry fandom è ancora poco conosciuto e sviluppato in Italia, dove per anni i pochi furry fan si sono ritrovati prima nei newsgroup, analogamente a quanto detto per il panorama internazionale, ed in seguito in portali e forum privati[17]. La partecipazione a tali forum è andata progressivamente aumentando, in maniera parallela allo sviluppo del furry fandom straniero e dell'informatizzazione in Italia, restando però sempre un fenomeno di nicchia e poco conosciuto. Con l'avvento dei social network molti utenti si sono spostati dai forum ai nuovi gruppi nati sulla piattaforma di Facebook[17]. Il fandom italiano ha inoltre creato una sua versione dell'omonima wikia in lingua inglese Wikifur, con oltre 480 articoli, al terzo posto tra le versioni in lingua non inglese[18].


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Daveen Rae Kurutz, It's a furry weekend, Pittsburgh Tribune-Review, 17 giugno 2006. URL consultato il 30 giugno 2006.
  2. ^ Desson Thomson, Critters Offer Consumer Retorts in 'Over the Hedge', The Washington Post, 19 maggio 2006. URL consultato il 19 luglio 2006.
  3. ^ Justin Dagna, Fera Vita: Pax Draconis, Technicraft, 2005.
  4. ^ Paul Tatara, Furries funny, humans not in 'Dolittle 2', 22 giugno 2001. URL consultato l'11 gennaio 2007.
  5. ^ a b Fred Patten, Chronology Of Furry Fandom, YARF! The Journal of Applied Anthropomorphics, 2 febbraio 1999. URL consultato il 15 luglio 2006.
  6. ^ Fred Patten, The Yarf! reviews, Anthrozine. URL consultato il 24 settembre 2007.
  7. ^ Kevin S. Sandler, Reading the Rabbit: Explorations in Warner Bros. Animation, Rutgers University Press, 1998.
  8. ^ Fred Patten, Furry! The World's Best Anthropomorphic iction, ibooks, 2006.
  9. ^ Chris Stamper, Furry Muckity-Muck, The Netly News, 29 marzo 1996. URL consultato il 13 aprile 2007.
  10. ^ An Overview of Selected Furry Fanzines, The Furry Animal Liberation Front (FALF). URL consultato l'8 agosto 2007.
  11. ^ The Commodore 64/128 RoundTable, Interview with Joe Ekaitis. URL consultato il 12 gennaio 2007.
  12. ^ Fur Affinity - una comunità furry moderata con immagini e novelle
  13. ^ VCL - un archivio non moderato di immagini e novelle furry
  14. ^ Adam Riggs, Critter Costuming: Making Mascots and Fabricating Fursuits, Ibexa Press, 2004.
  15. ^ Alina Larson, Animal Instincts: Fans of Furry Critters Convene to Help Mankind, Tri-Valley Herald, 23 gennaio 2003.
  16. ^ 'Furries' Descend On Golden Triangle, WTAE-TV, 16 giugno 2006. URL consultato il 30 giugno 2006.
  17. ^ a b Storia della community furry italiana. URL consultato il 29 luglio 2013.
  18. ^ Wikifur nel mondo. URL consultato il 29 luglio 2013.

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