Funivia dei Ghiacciai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Discesa verso Chamonix - La funivia dei Ghiacciai è ancor oggi una delle più spettacolari mai costruite: è considerata da alcuni come l'"ottava meraviglia del mondo".

La Funivia dei Ghiacciai è il collegamento tra Courmayeur e Chamonix realizzato tramite vari impianti a fune passanti sopra il massiccio del Monte Bianco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Idea iniziale[modifica | modifica sorgente]

La possibilità di collegare tramite funivia l'Italia e la Francia, attraversando la catena del Monte Bianco, aveva destato l'interesse dell'ingegnere Dino Lora Totino. Alla fine degli anni quaranta studiò e progettò un collegamento tra il versante italiano del Cervino e il centro turistico di Zermatt, ma le autorità svizzere, non troppo convinte, negarono l'autorizzazione. In Francia intanto, in quegli anni veniva inaugurata la linea Chamonix-Aiguille du Midi; il Conte ebbe allora l'idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose: Courmayeur e Chamonix, in un massiccio di straordinaria bellezza come quello del Monte Bianco.

All'epoca in cui fu costruita, la funivia dei Ghiacciai era la più alta del mondo, quasi 4.000 m. (3.842 m). Attualmente, in Europa, la teleferica del Piccolo Cervino, a Zermatt (Svizzera), la supera di qualche metro.

Un'impresa considerata impossibile[modifica | modifica sorgente]

Dino Lora Totino

Secondino Lora Totino, detto Dino, nacque il 25 gennaio del 1900 a Pray, un piccolo paese del biellese, in una famiglia di industriali tessili. Laureatosi a ventidue anni in ingegneria al Politecnico di Torino maturò prestissimo una grande passione per le funivie, sia per l'arditezza richiesta dalla loro progettazione e costruzione, sia perché esse gli parevano un modo ingegnoso per superare versanti e confini altrimenti insormontabili. Nel 1932 realizzò la sua prima funivia, quella tra il Breuil e il Plateau Rosa, che gli fruttò il titolo di conte di Cervinia, e, otto anni dopo, la funivia tra La Palud e il Rifugio Torino, sul versante italiano del Monte Bianco. La costruzione della funivia che collega Courmayeur e Chamonix, oltre che dimostrare la bravura tecnica dell’ingegnere (e dei suoi collaboratori), mise in luce le sue qualità organizzative e umane.

Sul versante italiano esisteva già una funivia che collegava Courmayeur al Rifugio Torino (3.300 m) e la costruzione di un troncone lungo 250 m con 150 m di dislivello per raggiungere Punta Helbronner non fu ritenuto un problema: le difficoltà maggiori stavano nell'attraversare i 5 km di ghiacciai in continuo movimento.

Agli inizi degli anni cinquanta, poi, i mezzi tecnici erano abbastanza limitati, e nessun elicottero fu mai utilizzato per trasportare in quota i materiali. Il cantiere - all'epoca - era il più alto al mondo e gli operai furono scelti tra alpinisti, montanari e guide alpine. Le condizioni di lavoro furono proibitive e l'opera costò quattro vite umane.

La grandiosa opera è stata costruita sotto la direzione del conte Dino Lora Totino, fu progettata dal professor Vittorio Zignoli del Politecnico di Torino. Prima di lui altri ebbero un'idea simile e parecchi anni addietro, un progetto del 1905 venne in parte realizzato nel 1927, ma allora la funivia raggiungeva solamente il Col du Midi.

Per quattro anni, la funivia dei Ghiacciai fu la più alta al mondo, ma poi quella del Pico Espejo (4.765 m), a Mérida, in Venezuela, la supererà in altezza. Resterà invece la più alta d'Europa fino al 1980, quando la teleferica del Piccolo Cervino, a Zermatt (Svizzera), la supererà di qualche metro.

Le tre sezioni[modifica | modifica sorgente]

La stazione di partenza presso la Palud

L'impianto, della lunghezza di 15 km (15.009 m), comprende tre sezioni:

La funivia che collega il Rifugio Pavillon al Rifugio Torino.

Prima sezione: La Palud - Rifugio Torino[modifica | modifica sorgente]

La prima sezione parte da La Palud e arriva al Rifugio Torino (dalla Valle della Dora Baltea al rifugio situato sotto il Colle del Gigante), superando un dislivello di 2.005 m (percorrendo 4.230 m).

In circa dieci minuti si arriva comodamente al rifugio, evitando in questo modo sette ore di faticosa marcia a piedi. Fu costruita durante il periodo bellico, ma non ancora ultimata, fu messa fuori uso da un bombardamento effettuato da aerei francesi. Ripristinata e completata nel dopo guerra, venne aperta al pubblico nel 1948.

La sezione è costituita da due tratte:

La funivia che conduce all'Aiguille du Midi.

Seconda sezione: l'Aiguille du Midi - Chamonix[modifica | modifica sorgente]

La seconda sezione, da Chamonix a l'Aiguille du Midi, fu iniziata nella primavera del 1951 ed aperta al pubblico nel 1956; è quella con maggiore dislivello: 2.812 m su un tratto di 5.416 m.

Terza sezione: Rifugio Torino - l'Aiguille du Midi[modifica | modifica sorgente]

Aiguille du Midi (Monte Bianco) al crepuscolo

La terza sezione, iniziata nella primavera del 1954, e collaudata nella primavera del 1958, collega il rifugio Torino all'Aiguille du Midi, passando per Punta Helbronner e per il Gros Rognon. Dalla Punta Helbronner, a cui si arriva con un balzo di 270 m (con un dislivello di 132 m) inizia la vera e propria "Funivia dei Ghiacciai". La lunghezza del troncone è di 5.093 m (con un dislivello di 311 m) ed è il tratto più spettacolare sia dal punto di vista panoramico che tecnico. Congiunge le due funivie già esistenti sul lato italiano e su quello francese: è stato possibile solo grazie a soluzioni tecniche del tutto originali, la maggiore delle quali è indubbiamente costituita dal "pilone aereo" che meravigliò tutti per l'audacia della sua concezione.

Nel 1961 un velivolo militare francese tranciò la une traente della funivia ed un gruppo di 3 cabine, scarrucolatosi dalla fune portante, si schiantò sulla superficie del ghiacciaio dopo un volo di quasi trecento metri. Le altre cabine rimasero miracolosamente al loro posto poiché la fune traente tranciata si attorcigliò a quella portante di fatto bloccando le cabine ed impedendo che iniziassero a scorrere libere lungo la fune portante e quindi a scarrucolarsi superata una certa velocità. Le operazioni di soccorso furono molto complesse e furono portate a termine dopo circa due giorni dall'accaduto.[1]

Dall'Aprile 2012 tale tratta ha visto la chiusura, a causa dei lavori di ristrutturazione per la costruzione delle nuove funivie e annesse stazioni, del breve tragitto Rifugio Torino - Punta Helbronner. Quest'ultima può essere raggiunta solo da l'Aiguille du Midi tramite le telecabine panoramiche.

Prima fu collegata Chamonix (1.030 m) al Plan des Aiguilles (2.317 m) e l'anno dopo il troncone che arriva sino all'Aiguille du Midi (3.842 m).

Il pilone aereo

Il pilone sospeso[modifica | modifica sorgente]

La realizzazione del pilone sospeso fu necessaria poiché la sezione tra il Gros Rognon e la Punta Helbronner è costituita da un'unica campata di 3.300 m; era necessario quindi ridurre l'ampiezza della campata, per consentire il passaggio delle funi sopra le nevi del Col des Flambeaux.

Accantonata l'ipotesi di costruire un pilone normale sul ghiacciaio sottostante (a causa dell'instabilità derivante dal movimento dei ghiacci), il conte Lora Totino studiò la possibilità di creare un pilone aereo, costituito da funi tese trasversalmente al percorso della funivia. Per realizzare il progetto esecutivo venne poi incaricato l'ingegner Vittorio Zignoli.

Un'idea del lavoro che è stato fatto è data dal totale delle funi utilizzate: tra quelle stese, perdute o tenute di riserva, ne sono state trasportate sui ghiacciai circa 300 km.

A sinistra il ghiacciaio Mer de Glace

Nuove funivie per il Monte Bianco: lavori in corso[modifica | modifica sorgente]

Attraverso un investimento di 110 milioni di euro in cinque anni di lavoro, Funivie Monte Bianco S.p.a in associazione con il Consorzio Cordée Mont Blanc, al quale è stato assegnato nel 2010 l'appalto per i lavori[2], ha dato il via alla riprogettazione dell'intera tratta italiana tra Courmayeur e Punta Helbronner>. In particolare, il progetto, i cui lavori sono partiti nel 2011, prevede la realizzazione di un nuovo collegamento funiviario. Tale collegamento sarà composto da sole due tratte (invece delle attuali tre). La stazione a valle risulterà spostata rispetto all'attuale (che quindi non sarà più presso La Palud) e sarà nei pressi dell'imbocco italiano del Traforo del Monte Bianco, in particolare ad Entrèves.

L'attuale cantiere presso Entrèves

La prima stazione che si incontrerà salendo sarà sempre presso il Pavillon; da qui si raggiungerà direttamente Punta Helbronner (la stazione Rifugio Torino viene eliminata).

Tutte e tre le stazioni vengono costruite da zero, utilizzando come materiali principalmente acciaio, legno e vetro. Anche le cabine saranno completamente nuove: della piccola e squadrata forma delle attuali dalla capienza massima di 20 persone, adesso troviamo una cabina sferica di dimensioni maggiori che ruoterà di 360 gradi lungo tutta la tratta.

L'interno delle stesse sarà caratterizzato da numerose novità nel campo funiviario: le ampie finestre in vetro saranno dotate in un sistema di riscaldamento per evitare che si formi condensa, in maniera analoga sensori e pannelli posti sotto il pavimento impediranno la formazione di ghiaccio. Inoltre le cabine, impreziosite da luci a led, saranno dotate di impianti multimediali (tv, schermi). L'impianto a fune verrà realizzato dalla Doppelmayr[3][4]. Il termine dei lavori e l'apertura al pubblico dovrebbe avvenire nel 2015.

Situazione attuale[modifica | modifica sorgente]

Al 2013, in seguito ai lavori ad alta quota presso Punta Helbronner, la tratta sul versante italiano consente di arrivare solo fino al Rifugio Torino.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Aereo contro funivia.
  2. ^ Progettazione e D.L. | NUOVE FUNIVIE MONTE BIANCO – Sito ufficiale – NEW MONT BLANC ROPEWAYS
  3. ^ La presentazione del progetto. URL consultato il 2 giugno 2012.
  4. ^ Sito della cordata di imprese che realizzano il lavoro. URL consultato il 2 giugno 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Agnès Couzy, Catherine Mangeot, "Aiguille du Midi et Vallée Blanche", Edizioni Hoebeke, 2003.
  • Pierre-Louis Roy, L'aiguille du midi et l'invention du téléphérique, Glénat, 2004.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]