Funicolo ombelicale

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Funicolo ombelicale
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Funicolo ombelicale in un neonato a tre minuti dalla nascita. È visibile il morsetto applicato prima del taglio
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Taglio del funicolo ombelicale
Morsetto (clamp) per il taglio del funicolo ombelicale

Il funicolo ombelicale è un cordone che collega feto e placenta.

A termine è lungo circa 55 cm e largo un dito e presenta una quindicina di volute attorno al suo asse lungo.
È liscio, lucente, semirigido, flessibile e molto resistente, potendo sopportare oltre 5kg di peso.

Generalmente si inserisce al centro della placenta, ma talora è eccentrico, oppure si inserisce sul margine configurando una situazione detta a racchetta. È possibile anche che si inserisca sulle membrane ovulari, decorrendo per un breve tratto su queste prima di giungere alla placenta (inserzione velamentosa).

Il funicolo è costituito da una sostanza gelatinosa detta gelatina di Wharton, costituita da tessuto connettivo mucoso maturo, irregolarmente distribuita, potendo infatti creare delle concrezioni dette nodi falsi, poiché possono dare l'impressione di un nodo. Questi nodi non hanno alcun ruolo fisiopatologico. A volte si formano anche dei nodi veri (circa 1% delle nascite) raramente fatali perché la gelatina di Wharton di solito impedisce la totale occlusione dei vasi. All'interno della gelatina sono immersi i tre vasi ombelicali: una vena ombelicale e due arterie ombelicali. La vena porta sangue ossigenato e ricco di nutrienti dalla placenta al feto, mentre le due arterie trasportano i cataboliti del feto alla placenta.

Sangue del cordone ombelicale[modifica | modifica wikitesto]

In molti paesi il prelievo, la donazione e la successiva conservazione del sangue da cordone ombelicale sono diventate pratiche comuni. Il sangue del cordone ombelicale è infatti una fonte preziosa di cellule staminali ematopoietiche utilizzabili in alternativa a quelle prelevabili dal midollo osseo per curare importanti malattie del sangue (ad esempio le leucemie). Le cellule staminali possono essere conservate per periodi di tempo molto lunghi (più di vent'anni) entro appositi contenitori criogenici, ove la temperatura viene costantemente mantenuta al di sotto dei -150 °C tramite immersone in azoto liquido o in atmosfera di vapori di azoto. I contenitori criogenici vengono conservati presso apposite strutture opportunamente attrezzate, chiamate criobanche o, più semplicemente, banche.

La donazione del sangue del cordone ombelicale può essere per uso "eterologo" (ovvero "allogenico" o "pubblico"), quando viene messa a disposizione della comunità, oppure per uso autologo (privato) quando le cellule staminali vengono conservate per l'eventuale cura futura del neonato o uno dei suoi familiari.

In Italia la donazione per uso autologo può essere fatta gratuitamente nelle banche pubbliche solo in casi particolari previsti dall'allegato 1 del DL 18 novembre 2009, altrimenti i costi sono totalmente a carico della madre e il sangue deve essere esportato all'estero e inviato ai laboratori di una banca privata oppure a quelli di un'organizzazione umanitaria come la Croce Rossa Tedesca (DRK), che in Germania, a Francoforte sul Meno, lavora anche il sangue cordonale delle donazioni autologhe nazionali ed estere oltre a quello delle donazioni pubbliche nazionali.

Il prelievo viene effettuato dal personale della clinica dove ha luogo il parto, a parto avvenuto, raccogliendo in una sacca sterile tutto il sangue contenuto all'interno del funicolo. La sacca viene quindi posta in un apposito contenitore termostatico e spedita al laboratorio della struttura pubblica o privata che esegue la lavorazione del sangue, dove deve giungere entro 48 ore. Il sangue viene quindi analizzato e separato nella sua frazione bianca che contiene le cellule staminali, che viene successivamente addizionata con dimetilsolfossido (DMSO), per proteggere le cellule durante il congelamento, e congelata con un opportuno profilo di temperatura. Le cellule staminali, congelate assieme ai globuli bianchi, vengono quindi trasferite in un contenitore criogenico di quarantena dove rimangono in attesa dell'esito degli esami (circa 3 settimane). Se gli esiti sono favorevoli, vengono trasferite nel contenitore definitivo.

Alcune banche non effettuano la separazione della frazione bianca. Se il sangue non viene separato, durante il congelamento i globuli rossi si rompono liberando sostanze chimiche tossiche per le cellule staminali, che inevitabilmente portano ad un parziale peggioramento della qualità del campione congelato.

Patologie[modifica | modifica wikitesto]

Sezione trasversale di funicolo ombelicale. In alto a destra e a sinistra: le due arterie ombelicali. In basso: vena ombelicale. Nel mezzo: resti dell'allantoide.

A parto avvenuto, dopo aver atteso che il funicolo smetta di pulsare, lo si clampa con due mollette e lo si recide tra queste, a livello prossimale al feto.

A questo punto è mandatorio contare i vasi. La presenza di una sola arteria può infatti essere associata a numerose malformazioni. L’incidenza di arteria singola è di 0,2-5%, più bassa nelle gravidanze singole che non in quelle gemellari, e nei nati a termine rispetto ai prematuri.

Definire il lato colpito è importante, poiché l'aplasia dell'arteria sinistra (mancante nel 70% dei casi di aplasia di arteria ombelicale) è associata, in ordine di frequenza, ad anomalie genitourinarie, cardiovascolari, gastrointestinali, del SNC, muscoloscheletriche. Inoltre, nel 15-20% dei casi, è associabile un'anomalia cromosomica (trisomia 13 o 18).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AZ Abuhamad, WR Shaffer, G Mari, JA Copel 1995 Fetus-Placenta-Newborn. A Single umbilical artery: Does it matter which artery is missing? American Journal of Obstetrics & Gynecology

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