Funes

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Funes
Panorama di Funes
Funes - Stemma
Nome ufficiale: Funes/Villnöß
Stato: bandiera Italia
Regione: Trentino-Alto Adige
Provincia: stemma Bolzano
Coordinate: 46°39′0″N 11°41′0″E / 46.65, 11.68333Coordinate: 46°39′0″N 11°41′0″E / 46.65, 11.68333
Altitudine: 1.132 m s.l.m.
Superficie: 80 km²
Abitanti:
2.379
Densità: 30 ab./km²
Frazioni: Colle, San Giacomo, San Pietro, Santa Maddalena (Sankta Magdalena), San Valentino, Tiso (Teis
Comuni contigui: Bressanone, Chiusa, Laion, Ortisei, San Martino in Badia, Santa Cristina Valgardena, Velturno
CAP: 39040
Pref. telefonico: 0472
Codice ISTAT: 021033
Codice catasto: D821 
Class. climatica: zona F, 4264 GG
Nome abitanti: funesini 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Val di Funes
Villnößtal
[[Immagine:|300px|]]
Paese/i: bandiera Italia
Regione/i: Trentino-Alto Adige
Provincia/e: stemma Bolzano
Comuni principali: Funes, Chiusa
Fiume: rio Funes
Superficie: km²
Altitudine: m s.l.m.
Nome abitanti:
[[Immagine:|300px|Mappa della Valle]]
Comunità montana:
Sito
Il territorio comunale.

Funes (in tedesco Villnöß) è un comune di 2.379 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, ma è anche il nome della stessa vallata (in tedesco Villnößtal), percorsa dal rio Funes.

Il comune di Funes appartiene anche ai paesi Alpine pearls, e rientra anche nei comuni dolomitici.

Il toponimo è attestato dal 1070 come Volnescis, Volnesse, Valnez, Vulnez e probabilmente è di origine preromana, da un originario *folnés.[1]

Indice

[modifica] Geografia fisica

La valle di Funes si dirama, tra Bressanone e Chiusa, e da Chiusa (523 m s.l.m.) verso est, fino all'ultimo centro abitato: Santa Maddalena (1.339 m s.l.m.). La valle è una delle poche rimasta quasi incontaminata. Tra verdi pascoli e chiesette medioevali gli abitanti offrono la loro ospitalità. Numerossisime anche le possibilità di escursioni nel Parco naturale Puez Odle.

Sulla parete meridionale dell'inizio vallata si trova il paese di Gudon, con il Castel Summersberg, un edificio risalente al 1270, formato inizialmente da una torre quadrangolare. Oggi quest'edificio dà un’idea fedele di una tipica prigione giudiziaria del tardo medievale, ricordando i processi agli anabattisti. Sempre a Gudon, si trova un piccolo museo che conserva alcuni attrezzi agricoli, oggi anche caduti nel dimenticatoio.

Per arrivare nella vallata vi è principalmente un unica strada, che nei primi tratti attraversa una stretta e profonda gola, di pareti di porfido o di filladi quarzifere. La valle, e quindi la strada, si inizia ad allargare dopo il centro abitato di San Pietro, dove si iniziano anche a scrutare le prime cime dolomitiche: le Odle di Eores a nord-est e le cime delle Odle di Funes a sud-est. Inoltre nelle Odle di Funes, si possono andare a distinguere alcune cime: la Fermeda grande e piccola, il Sas Rigais, la Furchetta e la Torre di Campill. Le Odle sono infatti il maggior punto panoramico, che accompagna tutta la vallata nel suo lato meridionale: il Sass Rigais con i suoi 3.025 m s.l.m. è la cima più alta della catena.

La neve, d'inverno, ricopre spesso e volentieri questa valle. Il turismo è fiorente, grazie alla tranquillità del luogo e alla possibilità di sciare o di fare ciaspolate.

[modifica] Storia

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa di San Valentino

La chiesa di San Valentino in Pradel era già stata citata nel 1303, ma probabilmente anche prima nel 1090, è in stile romanico. Inizialmente a tetto piatto, nel 1480 la volta fu trasformata ad una navata, e dotata di un coro poligonale in stile gotico.

All’esterno si trovano una cassetta per l’elemosina, dove sta scritta la data 1576, accompagnata da un affresco di San Cristoforo risalente al XV secolo.

Durante i lavori di restauro nel 1975, furono ritrovati sulla parete interna della navata, i residui di un antico dipinto (risalente al periodo precedente alla costruzione della volta), rappresentante la lotta tra San Giorgio e il drago, appartenente alla Scuola del Maestro Hans von Bruneck. Ma il vero gioiello di questa chiesa è invece sicuramente il trittico (del 1500 circa).

[modifica] Chiesetta di San Giovanni in Ranui

Vista della chiesetta di San Giovanni.

La chiesa, situata subito dopo il paese di S. Maddalena, fu commissionata da Michael von Jenner nel 1744, è in arte barocca, e gode di fama grazie alle sue dolci linee e da una collocazione in solitudine, in una amena posizione. Nel medioevo accanto alla chiesa, si trovava un'omonima residenza di proprietà dei Signori di Jenner, che veniva utilizzata come sede per la caccia.

Per poterla visitare, si possono chiedere le chiavi presso l’adiacente maso Ranuihof.

[modifica] Chiesa di Santa Maddalena

La chiesa di Santa Maddalena.

La prima citazione relativa alla chiesa di Santa Maddalena, si può far risalire al 1394. La navata della chiesa è principalmente costituita da un edificio "a sala", quindi tipicamente tardo-gotico, con una volta a costoloni assimmetrica.

L'arredamento interno della chiesa si può invece far risalire al XVIII secolo, ed è in stile barocco.

[modifica] Chiesa di San Giacomo

La prima citazione relativa alla chiesa di San Giacomo pellegrino si può far risalire al 1349. Tutto l'edificio è circondato da un muretto, con l'accesso mediante una porta ad arco a tutto sesto.

Al suo interno la chiesa custodisce un bel trittico in stile gotico risalente al 1517. L’aspetto che si può vedere attualmente si può invece far risalire al periodo attorno al 1500.

[modifica] Chiesa di San Pietro e Paolo

La costruzione dell'edificio religioso della parrocchia dedicata ai santi Pietro e Paolo, era in origine in stile classicista, ma con la ristrutturazione un aspetto barocco. Le sue fondamente si possono invece datare attorno all'anno 1058.

[modifica] Chiesa di Nave

La Chiesa, risalente al XV secolo, è in stile alto Gotico, ed è consacrata a San Bartolomeo. L'edifizio ha al suo interno un trittico e alcune statue, come quelle di Maria con il Bambino, di San Bartolomeo e di San Floriano.


[modifica] Amministrazione comunale

Il capoluogo della Valle è San Pietro (1.125 m s.l.m.) con la splendida chiesa parrocchiale dedicata al omomimo santo.

Sindaco: Robert Messner (SVP) dal 09/05/2005
Centralino del comune: 0472 840121
Posta elettronica: funes@gvcc.net

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Lingue

La sua popolazione è in larga maggioranza di madrelingua tedesca:

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat informazioni N.17 - agosto 2002
{{{bs}}}% madrelingua bosniaca
98,72% madrelingua tedesca
{{{en}}}% madrelingua inglese
{{{fr}}}% madrelingua francese
0,93% madrelingua italiana
{{{hr}}}% madrelingua croata
{{{hu}}}% madrelingua ungherese
0,35% madrelingua ladina
{{{mk}}}% madrelingua macedone
{{{ro}}}% madrelingua rumena
{{{sh}}}% madrelingua serbo-croata
{{{sl}}}% madrelingua slovena
{{{sq}}}% madrelingua albanese
{{{sr}}}% madrelingua serba

[modifica] Cultura

[modifica] Musei

Presso la frazione di Tiso, si trova il museo mineario di Tiso, nota località in quanto vi si sono ritrovati dei minerali in quarzo e ametista definiti le "geodi di Tiso".

Il museo è nato dalla passione di un collezionista, Paul Fischnaller nato nel 1934, che assieme alla moglie Anna hanno dedicato la loro vita alla ricerca di minerali e cristalli.[2]

L’esposizione meseale fa ammirare ai suoi visitatori molti reperti provenienti da Tiso, ma anche dalla Svizzera, dalla Val d’Aosta e dal Monte Bianco.

[modifica] Personalità legate a Funes

  • Josef Messner, un contadino che ha ricevuto la cittadinanza onoraria del comune
  • Reinhold Messner, originario di questa vallata

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  2. ^ www.mineralienmuseum-teis.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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