Funerale a Ornans

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Funerale a Ornans
Funerale a Ornans
Autore Gustave Courbet
Data 1849
Tecnica Olio su tela
Dimensioni 315 cm × 668 cm 
Ubicazione Musée d'Orsay, Parigi

Funerale a Ornans o Sepoltura a Ornans è forse il quadro più celebre dell'artista francese Gustave Courbet. Di dimensioni imponenti, 315 cm di altezza per 668 cm di lunghezza, fu eseguito nel 1849 ed è ora conservato nel Musée d'Orsay di Parigi.

Il dipinto[modifica | modifica sorgente]

La struttura dell'opera si presenta abbastanza semplice: la parte superiore, un cielo di un colore giallognolo con sfumature di colori che vanno dal bianco al giallo ad un leggerissimo azzurro è marcatamente divisa da quella inferiore, dove è stato ritratto un folto gruppo di persone che occupa l'intera superficie orizzontale del quadro. I colori sono terrosi e le pennellate pesanti e pastose mettono ben in evidenza la fisicità dei personaggi ritratti.

Pur trattandosi di un funerale, come ricordano il titolo e i vari elementi rappresentati (la presenza di sacerdoti, di una fossa, di un teschio, del crocifisso) non sembra che le figure provino grande dolore o partecipazione per questa morte. E questo era un elemento che non poteva non suscitare scalpore nella buona società dell'epoca. Altro elemento strano è l'ambientazione, ad Ornans, paese natale dell'autore ma sconosciuto ai più ed il fatto che non si conosca l'identità del defunto, di cui si scorge appena la bara, coperta da un pesante drappo bianco. I personaggi rappresentati, come scrive lo stesso autore, erano effettivamente tutti abitanti di Ornans. Il sindaco, il notaio, il prete, il padre del pittore, il commissario. Tutte persone comuni dunque, perlopiù sconosciute e anonime.

Nel dipinto non c'è una costruzione prospettica rinascimentale e volumetrica, mentre sono evidenti i tagli fotografici laterali, tipici di quell'epoca, grazie allo sviluppo della fotografia. Inoltre, il tema della denuncia sociale molto calcato da Courbet si manifesta grazie alla presenza dei due sacerdoti, uno dei quali vistosamente rosso, suggerendo incoerenza etica e il proprio vizio di bere. La presenza del cane in primo piano, infine, enfatizza il realismo dell'opera; difatti, era raro vedere degli animali contrapposti alla figura umana in primo piano e per alcuni questo particolare fu considerato blasfemo. Inoltre, alcuni hanno voluto vedere nell'uomo con le calze azzurre un repubblicano, anche se Courbet non aveva affatto intenzione di far trasparire intenti politici mediante tale dipinto. L'opera nel 1855 venne rifiutata dall'Esposizione universale, così l'artista allestì per conto proprio un Pavillon du Réalisme, dove espose il suo lavoro.

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