Fulmine globulare

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Un fulmine globulare è un raro, brevissimo e particolare fenomeno luminoso dell'atmosfera. Si tratta di un piccolo globo luminoso, di forma pressoché sferica e di diametro variabile, fermo ma, più frequentemente, in rapido e casuale movimento. Si può avvistare sia in presenza sia in assenza di temporali.

In inglese si chiama B.L. (Ball Lightning) o BOL (Balls Of Light), mentre in tedesco Kugelblitz. Questo curioso fenomeno atmosferico è ancor oggi poco compreso; di tutte le manifestazioni energetiche che prendono forma nella troposfera risulta ancora una delle più misteriose, nonostante venga studiato ormai da secoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fantasiosa rappresentazione di un fulmine globulare in un'illustrazione dell'inizio del XX secolo.

Molti sono state le osservazioni occasionali del fenomeno. Le prime testimonianze scritte risalirebbero al 1596, dove gli annali raccontano che nella cattedrale di Wells, in Inghilterra, entrò una sfera luminosa dalla vetrata ovest, poco prima di un violento temporale, quindi esplose con un enorme boato.

Nei secoli successivi altri numerosi avvistamenti del fenomeno, presenti un po' in tutto il mondo e pressappoco con le stesse caratteristiche. Alcuni fulmini globulari furono anche letali, colpendo a morte degli esseri umani. Tale fenomeno alimentò le più bizzarre credenze popolari, dai fantasmi agli UFO, etc., atteggiamento che indusse addirittura alcuni scienziati a negarne l'esistenza, riconducendoli a illusioni ottiche o allucinazioni, e trascurandone quindi la ricerca negli anni a venire.

In realtà, nel XIX secolo alcuni di questi fenomeni furono fotografati e, con l'avvento dell'elettricità, anche riprodotti in laboratorio. Lo scienziato Tesla dichiarò di poter riprodurre artificialmente dei fulmini sferici del diametro di un pollice e mezzo ma, dato che egli era interessato a esperimenti con tensioni e potenze elevate al fine di ottenere trasmissione di potenza senza fili, considerando queste sfere poco più che una curiosità[1].

Ritenuto dal mondo scientifico del XX secolo come un vero e proprio fenomeno fisico, furono poi organizzati dei simposi internazionali nel 1988, nel 1990 e nel 2001, e fu altresì fondato un comitato internazionale (l' ICBL). Dei piccoli fulmini globulari furono quindi ricreati artificialmente in laboratorio e di cui gli esperimenti più noti sono stati nel 2001 al Cavendish laboratory di Cambridge, nel 2006 all'Humboldt laboratory di Berlino[2] e nel 2007 a Pernambuco, Brasile.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il diametro del globo di luce è molto variabile, generalmente tra i 5 cm e 1 metro circa, di solito con i bordi sfumati e un nucleo più luminoso. Può essere visibile da pochissimi secondi a qualche minuto. Il suo colore può variare dal rosso, arancio, giallo, bianco e blu, con luminosità intensa e percepibile anche in condizioni di luce diurna. La sua scomparsa è solitamente caratterizzata da un affievolimento della luminosità, ma può anche scomparire improvvisamente con una esplosione, lasciando un odore di zolfo o, più comunemente, di ozono, simile a quello che si origina dalle scariche elettriche in aria libera.

Non è ancora ben chiaro se un fulmine globulare possa passare attraverso pareti o finestre senza danneggiarle. Sono stati avvistati anche dei fulmini globulari che pare ruotino intorno al proprio asse [3]. Si può materializzare ovunque, anche se, di solito, all'aria aperta. Molto raramente appare in sequenza, così come raramente rimane fermo. Di solito si muove in modo casuale, seguendo veloci percorsi segmentati e repentine variazioni di quota. Si è stimata una sua energia interna media di circa 160 kJ e una densità media di energia pari a 25 J per cm³ compatibile con una sorgente energetica di tipo chimico. Sia per la sua natura che per la sua forma, il fulmine globulare non è da confondersi con il fuoco di Sant'Elmo.

Teorie sull'origine[modifica | modifica wikitesto]

Sulla formazione dei fulmini globulari esistono diverse teorie, anche se, ad oggi, la più accreditata è quella formulata nel 2000 da Graham Hubler degli U.S. Naval Research Laboratory di Washington. La teoria poggia sulla ormai certa origine di una particolare combinazione di fenomeni elettrici e chimici, da cui anche il termine "fulmine": al divenire di un temporale, un comune fulmine colpirebbe il terreno, disintegrando alcuni elementi chimici come il silicio che, trasportato dal vento e ancora incandescente si mescolerebbe con l'ossigeno, dando così luogo a del plasma luminoso. La teoria fu confermata nel 2007 dai fisici brasiliani Antonio Pavo e Gerson Paiva, che riuscirono a riprodurre nel laboratorio di Pernambuco dei fulmini globulari con lo stesso sistema. Essi usarono un arco voltaico per vaporizzare il silicio, che creò quindi delle piccole sfere per una durata tra i 2 e gli 8 secondi[4].

Tuttavia, questa teoria non spiegherebbe fulmini globulari apparsi in giornate totalmente serene. Il fisico russo premio Nobel 1978 Kapica, azzardò l'ipotesi che si formassero come conseguenza di una combinazione tra onde radio e gas della troposfera terrestre, anche se in natura non esistono onde radio con energia così elevata [5].

Secondo un'altra teoria recente, elaborata dall'Università di Innsbruck, questi fenomeni potrebbero essere un'allucinazione scatenata dall'azione di picchi di campi elettromagnetici sul cervello, per esempio prima, durante o dopo un temporale, quando sono relativamente intensi[6]. Ciò non spiegherebbe però gli effetti sonori, come l'esplosione delle sfere, oppure olfattivi, come la percezione del caratteristico odore di zolfo e ozono, fenomeni che sono stati frequentemente riportati in alcuni avvistamenti[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ paragrafo: "I BL "creati" in laboratorio" quarta riga
  2. ^ http://www.focus.it/scienza/scienze/fulmini-globulari-in-laboratorio
  3. ^ Fulmini globulari come folletti del cielo. C'è una teoria che ne spiega il mistero, Corriere della Sera, 22 settembre 1996
  4. ^ Riprodotti in laboratorio fulmini globulari
  5. ^ http://www.focus.it/ambiente/natura/il-mistero-dei-fulmini-a-palla
  6. ^ "Le bolle di luce? Solo allucinazioni"
  7. ^ "Introduzione ai fulmini globulari"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Albino Carbognani, I fulmini globulari, Macro Edizioni, gennaio 2006.