Fuffa
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La fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti e che in genere si rimuove poiché anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che esso venisse usato in senso lato per indicare un eccesso inutile. Può indicare anche l'accumulo di peli che si verifica negli animali o l'accumulo di polvere in batuffoli.
[modifica] Origini del termine
L'origine del termine fuffa è da ricercarsi, secondo il dizionario De Mauro, nel sostantivo maschile fuffigno[1], di area toscana, che indica un «ingarbugliamento dei fili di una matassa o di un tessuto». Secondo il dizionario Battaglia invece la parola deriverebbe dalla voce onomatopeica (non attestata) foff (cosa leggera), «presente nei dialetti d’Italia e in diverse lingue romanze occidentali».
[modifica] Uso corrente
Il termine è molto più usato nel nord Italia, soprattutto nel milanese, ma, grazie anche alla veicolazione del web, in particolare nell'ambito dei blog, si è espanso notevolmente ed è ora usato anche nel resto dello stivale. Si noti l'assonanza con il termine Inglese fluff (lanugine).
Le situazioni più comuni nel quale è usato, oltre quelle legate al significato proprio, si possono ricondurre essenzialmente a:
- Situazioni di accantonamento reiterato nel tempo. Circostanze di profonda e colposa improduttività, con perdita progressiva e aggravata delle funzionalità psico motorie.*
Situazioni dialettiche (logomachìa[2]). È il classico caso in cui un interlocutore bolla come inutili e in eccesso le dichiarazioni di un altro interlocutore, altrimenti configurabili come aria fritta o lana caprina.
Nell'ascolano il termine è usato nel significato di caso o fortuna cioè in caso fortuito.

