Fuffa

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La fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti e che in genere si rimuove poiché anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che venisse usato sensu lato per indicare un eccesso inutile. Può indicare anche l'accumulo di peli che si verifica negli animali o l'accumulo di polvere in batuffoli.

Origini del termine[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del termine fuffa è da ricercarsi, secondo il dizionario De Mauro, nel sostantivo maschile fuffigno[1], di area toscana, che indica un «ingarbugliamento dei fili di una matassa o di un tessuto». Secondo il dizionario Battaglia invece la parola deriverebbe dalla voce onomatopeica (non attestata) foff (cosa leggera), «presente nei dialetti d’Italia e in diverse lingue romanze occidentali».

Uso corrente[modifica | modifica wikitesto]

Il dizionario Devoto-Oli riporta: fuffa ‹fùf·fa› s.f., region. 1. Merce dozzinale, di scarsissimo o nessun valore; ciarpame, paccottiglia: l’arte contemporanea è tutta f. 2. fig. Chiacchiera senza alcun fondamento o significato, discorso risaputo, luogo comune: i blog sono pieni di fuffa ║ Apparenza ingannevole e priva di sostanza: la sua famosa competenza è tutta f. ETIMO Voce onomat. di origine lombarda DATA sec. XX.

Il termine è molto più usato nel nord Italia, soprattutto nel milanese, ma, grazie anche alla veicolazione di tv, carta stampata e web,[senza fonte] in particolare nell'ambito dei blog, si è espanso notevolmente ed è ora usato anche nel resto della penisola. Si noti l'assonanza con il termine Inglese fluff (lanugine).

Le situazioni più comuni nel quale è usato, oltre quelle legate al significato proprio, si possono ricondurre essenzialmente a:

  • Situazioni di accantonamento reiterato nel tempo. Per esempio una cantina nella quale si accumula materiale per anni, che in seguito si riconosce come parzialmente o totalmente inutile.
  • Situazioni dialettiche (logomachìa[2]). È il classico caso in cui un interlocutore bolla come inutili e in eccesso le dichiarazioni di un altro interlocutore, altrimenti configurabili come aria fritta.
  • Situazioni lavorative. Quando una persona non produce nulla, ma pretende di essere il centro di tutte le decisioni e si dà credito per cose a cui non ha personalmente contribuito.
  • Situazioni universitarie. È gergalmente detto "esame fuffa" un esame universitario la cui preparazione richiede pochissimi giorni e/o la cui difficoltà è notevolmente bassa. È detta anche "laurea fuffa" o "fuffologia" un corso di laurea in cui ad una difficoltà notevolmente bassa del corso si accompagna una alta risonanza sul piano dell'immagine.
  • Situazioni scientifiche, divulgative o informative in generale: "questa affermazione è fuffa", quando una certa asserzione è giustificata con argomentazioni vaghe, inconsistenti, o comunque non valide razionalmente.
  • Un ulteriore significato, sempre tipico del nord Italia, ed in particolare dell'alta Lombardia, è quello di cose o beni di scarsissimo valore e qualità, contrapposto a prodotti o beni di pregio. Tipiche le espressioni: "Quel negozio è pieno di fuffa!" per indicare una rivendita di cose di scarso pregio e qualità, oppure "Si veste con la fuffa" per indicare taluno che sia vestito con prodotti ictu oculi dozzinali, con patetiche pretese di eleganza, o anche "Quella camicia è fatta di fuffa" sempre nel significato di oggetto di scarsa qualità. Parimenti detti prodotti privi di qualità possono sinteticamente definirsi come "marca fuffa" in contrapposizione a prodotti aventi un marchio rinomato, sintomo di maggior qualità e pregio..[senza fonte]

Nell'ascolano il termine è usato nel significato di caso o fortuna cioè in caso fortuito.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lessico. (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  2. ^ Lessico. (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).

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