Fuciliere (cacciatorpediniere 1910)

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Fuciliere
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo cacciatorpediniere (1910-1921)
torpediniera (1921-1932)
Classe Soldati
Proprietario/a Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Costruttori Ansaldo, Genova
Impostata 1905
Varata 21 agosto 1909
Entrata in servizio 1910
Radiata 1932
Destino finale demolito
Caratteristiche generali
Dislocamento normale 395 t
a pieno carico 415
Lunghezza 65 m
Larghezza 6,1 m
Pescaggio 2,1 m
Propulsione 3 caldaie
2 motrici alternative
potenza 5.000 HP
2 eliche
Velocità 28,5 nodi
Autonomia 1500 miglia a 12 nodi
Equipaggio 56 tra ufficiali, sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento
  • 4 pezzi da 76/40 mm
  • 3 tubi lanciasiluri da 450 mm
Note
dati riferiti presi da Warships 1900-1950 e Sito ufficiale della Marina Militare

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Il Fuciliere è stato un cacciatorpediniere della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

All’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale il Fuciliere faceva parte della IV Squadriglia Cacciatorpediniere, di base a Brindisi, che formava unitamente ai cacciatorpediniere Ascaro, Alpino, Carabiniere, Pontiere e Zeffiro[1]. Comandava la nave il capitano di corvetta Angelo Levi Bianchini[1].

La sua prima missione di guerra, il 24 maggio 1915, consisté in un pattugliamento dell’Alto Adriatico, che compì insieme ai gemelli Alpino, Lanciere, Carabiniere e Garibaldino[1].

Nelle notti tra il 3 ed il 4 e tra il 4 ed il 5 maggio 1916 il Fuciliere e lo Zeffiro effettuarono la posa di un campo minato nelle acque di Sebenico[1].

All’alba del 12 maggio 1916 l’unità – ancora al comando del capitano di corvetta Levi Bianchini – fornì appoggio, insieme all’Alpino ed alle torpediniere costiere 40 PN e 46 OS, allo Zeffiro, che penetrò nel porto di Parenzo[2][1]. Dopo che lo Zeffiro fu entrato nel porto, lo raggiunsero anche il Fuciliere e le altre navi, ed alle 4.50 tutta la formazione iniziò un cannoneggiamento contro un hangar per aerei, che durò una ventina di minuti[2][1]. Mentre l’hangar veniva danneggiato da qualche colpo da 76 mm delle navi italiane, queste venivano a loro volta prese di mira dal tiro delle batterie costiere e poi da 10 idrovolanti (che si scontrarono con due velivoli italiani ed uno francese), rispondendo al fuoco[2][1]. Tutte le unità riuscirono comunque a rientrare alla base, lamentando però qualche danno, quattro morti e 14 feriti (tre gravi ed 11 leggeri); sul Fuciliere rimase gravemente ferito il torpediniere Piccardo, che non volle essere portato in infermeria per non distogliere gli altri artiglieri del suo cannone dal combattimento[3][2][1].

L’11 febbraio 1917 il Fuciliere (comandante Spano) fornì scorta ed appoggio, insieme ai gemelli Pontiere, Carabiniere ed Alpino, alle torpediniere 19 OS, 20 OS, 21 OS e 22 OS ed a 6 aerei francesi, ad un gruppo di cinque idrovolanti (2 francesi e 3 italiani) inviati in ricognizione su Pola[1].

Declassato a torpediniera nel 1921, il Fuciliere fu l’ultimo cacciatorpediniere della sua classe ad essere radiato, nel 1932[4], e fu quindi demolito.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, pp. 67-98-127-129-171-189
  2. ^ a b c d Giorgio Giorgerini, Attacco dal mare. Storia dei mezzi d’assalto della Marina italiana, pp. 37-38
  3. ^ anmi taranto
  4. ^ Marina Militare
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