Fucile d'assalto

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Fucile d'assalto Beretta AR 70/90

Il fucile d'assalto è un'arma progettata per accrescere l'efficacia del fuciliere in battaglia.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Ci sono alcune caratteristiche comuni nei fucili d'assalto:

  • capacità di fuoco selettivo: l'arma può sparare sia a colpo singolo sia in modalità automatica;
  • l'essere dotato di un caricatore amovibile ad alta capacità;
  • l'utilizzo della cosiddetta munizione intermedia;
  • possiede una capacità di tiro di almeno 300 metri.

I fucili d'assalto offrono molti vantaggi, tra cui la possibilità di sparare efficacemente mentre si è in movimento, il non dover più provvedere al riarmo dell'arma dopo ogni colpo, ed alcune tattiche, tra cui il fuoco di saturazione.

La storia[modifica | modifica sorgente]

La genesi del fucile d'assalto è lunga e complessa, mescolandosi con quella della nascita delle armi semi-automatiche per la fanteria. All'inizio del Novecento si iniziò a pensare ad una nuova generazione di armi da fuoco individuali, destinate a sostituire il fucile ad azione manuale e munizioni infumi entrati in produzione negli anni ottanta del XIX secolo. In particolare alcuni generali-progettisti (come l'Italiano Rigotti) pensavano che fosse indispensabile dotare le fanterie di un fucile semiautomatico dotato di capacità selettiva (il prototipo Cei-Rigotti, presentato nel 1900 e modificato varie volte fino al 1911 non funzionò mai adeguatamente), mentre altri si occupavano di costruire delle mitragliatrici che potessero essere impiegate come un fucile (in particolare si pensi a Louis Chauchat, che definì la sua creazione non "mitragliatrice leggera" ma "fucile mitragliatore").

Durante questo processo ci si accorse che i normali proiettili in uso in Europa erano troppo potenti, e le armi automatiche che riuscivano ad impiegarli erano molto pesanti, in particolare i calibri "standard" come l'8 × 50 mm R Mannlicher austro-ungarico, il 7,62 × 54 mm R russo, il 7,92 × 57 mm Mauser tedesco, il 7,5 × 54 mm francese e il 7,7 × 56 mm R britannico. Meglio andavano le cose per le meno potenti tra le munizioni "potenti", in particolare il 6,5 × 50 SR Arisaka giapponese. Questa cartuccia, soprattutto nella versione depotenziata per le mitragliatrici leggere, era grossomodo analoga nella potenza alle munizioni "intermedie" che diventeranno standard per i "veri" fucili d'assalto.

In Russia, anche sfruttando il grande quantitativo di munizioni 6,5 mm giapponesi catturate dalla cavalleria russa nel 1905 (guerra russo-giapponese) si arrivò a concepire un'arma che, pur non definibile a tutti gli effetti come vero primo fucile d'assalto, ne incorporava buona parte delle caratteristiche, dal fuoco selettivo al grande caricatore amovibile (che non era presente nelle prime versioni del Cei-Rigotti), oltre tutto con un principio, molto moderno, di corto rinculo ad otturatore chiuso. Si trattava del Fedorov Avtomat (in russo: Автомат Фёдорова), progettato nel corso del 1915 dall'ingegnere Vladimir Grigor'evic Fyodorov, ed entrato in servizio in piccole serie nell'esercito imperiale russo dal 1916, prodotto in piccola serie fino al 1924 concluse onorevolmente il proprio servizio nella seconda guerra mondiale, quando venne impiegato dalle unità d'èlite in Finlandia e presso Leningrado fino all'esaurimento delle munizioni.

Contemporaneamente gli ingegneri italiani (e presto anche ungheresi, ceco-slovacchi e di altre nazionalità) facevano un percorso inverso e cercavano di produrre una pistola mitragliatrice che, pur impiegando il normale munizionamento da 9 mm, avesse una gittata superiore a quella di una normale pistola mitragliatrice. Il risultato, derivato dalla mitragliatrice Villar Perosa (detta "pernacchia") furono la OVP e (con il contributo di Cei-Rigotti) il Beretta MAB 18, la prima pistola mitragliatrice (ed anche una delle poche) dotata di selettore automatico. Anche se il Beretta MAB 18/30 e i suoi successori (come il Beretta MAB 38 della seconda guerra mondiale) sono definiti Moschetti Automatici sono però da considerarsi delle pistole mitragliatrici particolarmente pesanti e non degli antenati diretti del fucile d'assalto, o dei fucili d'assalto primitivi. Un discorso molto simile vale anche per la pistola mitragliatrice/fucile mitragliatore Thompson Mod. 1919, armata con il potente calibro di pistola .45 ACP o con il 9 × 19 mm Parabellum e il 9 × 21 mm IMI, in alcune versioni era capace di sparare fino a 250 metri di gittata utile (ma in genere si fermava a 50 m), anche se solo in automatico.

Nessuna di queste armi conteneva tutte le innovazioni necessarie per definire un fucile "fucile d'assalto" ma permisero di accumulare una serie di idee che avrebbero poi permesso la creazione dei "veri" fucili d'assalto. Anche se il Fedorov Avtomat era molto simile a quello che deve essere un "vero" fucile d'assalto non riuscì ad imporsi (fu prodotto, a seconda delle fonti in 3200 o 24.000 esemplari, in buona parte persi durante la guerra civile russa), anche perché piuttosto costoso.

Negli anni immediatamente successivi furono sperimentati dei fucili che, se giunti alla produzione, sarebbero stati definibili come "veri" fucili d'assalto: essi erano la Ribeyrolle Mod. 1918, una carabina automatica francese con un lungo caricatore che impiegava una munizione sperimentale intermedia, l'8 × 35 mm, mai giunto in produzione. Aveva una gittata di 400 metri, giudicata troppo modesta dai generali francesi ma perfettamente in linea con quello che deve essere un vero fucile d'assalto. Pensato come una mitragliatrice leggera fu invece il Weibel M/1932 danese, che sarebbe entrato in servizio nel 1940 (ma l'occupazione tedesca ne impedì l'adozione), anche se quest'arma era molto più simile ad una mitragliatrice leggera aveva capacità di selezione del tiro e un calibro intermedio, il 7 × 44 mm, dalla potenza paragonabile (e dalla balistica simile) al 7,92 × 33 mm Kurz tedesco di pochi anni dopo. Destino simile toccò alla modernissima e ben disegnata ergonomicamente Pyrkal EPK, una "pistola mitragliatrice" greca armata con un 7,92 × 39 corto. Ne vennero costruiti solo 15 prototipi prima che la fabbrica venisse raggiunta dalle truppe tedesco-bulgare, ed è molto poco conosciuta anche se potrebbe essere stata una delle migliori armi da fuoco della seconda guerra mondiale. Infine va ricordata la serie di carabine (M1, M2, M3) utilizzate massicciamente dall'esercito americano (soprattutto come arma per i soldati di seconda linea o quelli dotati di armi pesanti, ma diffusa anche nelle truppe leggere e paracadutisti come la M1A1), si trattava di carabine automatiche (dotate di capacità di selezione del fuoco solo dalla M2 in poi), e di un calibro non proprio intermedio, ma sicuramente non di piena potenza, il calibro .30 Carbine.

Negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale i tedeschi progettarono numerose armi da fuoco simili ad un vero fucile d'assalto, ma tutte con munizioni non intermedie, tra esse ricordiamo lo sperimentale Maschinenkarabiner M35 e il potente FG 42 (Fallschirmjägergewehr 42), più una mitragliatrice particolarmente leggera che un fucile mitragliatore (in calibro 7,92 × 57 mm Mauser), destinato all'èlite dei paracadutisti tedeschi e molto dispendioso da produrre. Nel frattempo si sperimentavano nuovi calibri come il 7,92 × 30 e, dal 1940, il più affidabile 7,92 × 33 mm Kurz.

Lo SturmGewehr-44, il primo vero fucile d'assalto sviluppato dai tedeschi

Durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi avevano sviluppato una nuova maschinenpistole (pistola automatica) MP-44 dalle caratteristiche inusuali. Infatti essa era più simile ad un fucile che non ad una pistola, usava una munizione "intermedia" (meno potente dei calibri ordinari da fucile, ma più potente dei calibri da pistola dell'epoca). I generali tedeschi si accorsero delle vere potenzialità dell'arma ma incontrarono la forte opposizione di Adolf Hitler, ostile al concetto di munizione intermedia ed a dotare i suoi soldati di un'arma che percepiva come meno potente. Testata sul campo di battaglia incontrò un ampio favore tra le truppe. Rinominata "SturmGewehr-44", o StG-44 (dal tedesco "Sturm", assalto e "Gewehr", fucile) Hitler la vide come un ottimo strumento di propaganda ed approvò, finalmente, la produzione di massa.

Sta di fatto, dunque, che l'StG è stato il primo fucile d'assalto sviluppato ed impiegato da un esercito regolare effettivamente come tale e in quantitativi notevoli; inoltre era un fucile d'assalto che incorporava tutte le caratteristiche dell'arma in maniera completa e non sperimentale. In particolare era un'arma utilizzabile sia per il fuoco automatico che per quello semiautomatico, con una munizione leggera e un peso contenuto, una gittata inferiore a quella di un fucile "tradizionale", dimensioni ridotte, ecc. Da allora i tentativi di replicare la formidabile arma crebbero in numero e varietà, tra cui il primo e più famoso Kalashnikov AK-47.

Altri notabili fucili d'assalto sono il M16 statunitense e la sua versione "carabina" l'M4, l'SA80 (conosciuto anche come L85), l'FN FAL belga nel calibro tedesco 7,92 x 33 Kurz (era stato originariamente progettato per lo Stg-45), l'israeliano Tavor e l'italiano Beretta AR 70/90.

Il munizionamento[modifica | modifica sorgente]

Le diverse tipologie di munizione nei fucili d'assalto sono quantomai numerose. La genesi di queste munizioni intermedie possono essere grossolanamente ricondotte a due grandi famiglie: quelle derivate accorciando delle munizioni "full-power" dei fucili d'ordinanza (il 7,92 Kurz rientra in questa categoria) o creandone di totalmente nuove (il 5,56 NATO od i nuovi calibri iperveloci come il FN 5,7 × 28 mm della FN Five-seveN belga appartengono a questo tipo).

Entrambi i calibri intermedi, rispetto alle munizioni da fucile classiche, hanno il vantaggio di rendere l'arma controllabile nella modalità di fuoco a raffica e permettono di portare molte più munizioni in combattimento a parità di peso.

Ci sono vari tipi di munizioni, come ad esempio le semplici Full Metal Jacket (FMJ), quelle a Punta cava JHP (vietate dalla convenzione dell'Aja), quelle traccianti, quelle perforanti ed altre ancora. Le munizioni FMJ hanno un nucleo di piombo incamiciato in un metallo più duro (ottone o leghe di rame con altri metalli più duri) che garantisce la resistenza della palla. Sono obbligatorie come standard minimo in ambito militare, per garantire ferite "pulite" ed evitare la deformazione del proiettile nell'impatto contro bersagli umani. Le munizioni a punta cava, sfruttando il principio dello shock idrodinamico si espandono o frammentano più facilmente all'impatto causando danni maggiori ad un corpo umano ma con minore effetto su eventuali protezioni come giubbotti antiproiettile. Le palle traccianti hanno la base concava e riempita di una miscela luminosa a base di fosforo, che si incendia ed è visibile già dopo circa 40-50 metri. Queste ultime sono utili negli scontri notturni od in ambiente urbano per permettere al tiratore di individuare la precisa traiettoria dei proiettili sparati con tiro istintivo. Un altro uso prevede l'inserire uno di questi colpi al terzultimo posto del caricatore, in questo modo alla partenza del proiettile tracciante la persona che utilizza l'arma sa che il caricatore è quasi terminato, e che è presto necessaria la sostituzione di questo.

Tipologie di fucile d'assalto[modifica | modifica sorgente]

I fucili d'assalto oltre a differenze nel calibro offrono fondamentali differenze nel design, a seconda delle richieste specifiche del committente. Un esempio sono i fucili d'assalto cosiddetti "compatti", ottimi nel combattimento urbano, a causa del ridotto ingombro e della facilità di trasporto. Un'altra variante sono i moderni fucili dalla configurazione "bullpup", con il caricatore spostato indietro rispetto al grilletto, ottenendo un fucile più corto a parità di lunghezza di canna ma, d'altra parte, l'impossibilità di cambiare spalla ed impugnatura per il tiratore, cosa essenziale se si vuole sparare da un riparo che può trovarsi dalla parte opposta di come si impugna abitualmente l'arma. Per esempio, un soldato mancino che utilizzi uno Steyr AUG (che presenta la finestra di espulsione sulla sinistra) potrà sparare riparato se il riparo si trova alla sua destra, mentre esporrà completamente il corpo se il riparo disponibile si trova a sinistra. Questo difetto che compromette anche la possibilità di utilizzo da parte di soldati con diversa mano dominante se non con difficoltose modifiche, è stato risolto da alcuni fucili di ultima generazione come l'FN F2000 che fa uscire il bossolo dalla sommità della canna.

Gli eserciti di Austria, Irlanda, Australia e Gran Bretagna hanno dovuto variare le tattiche di fuoco e copertura per ovviare parzialmente a questo problema, posto dalle armi cosiddetto bullpup.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) world.guns.ru Sito completo e ricco di immagini e descrizioni di varie armi.

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