Fucile ad otturatore girevole-scorrevole

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Fucile Mosin-Nagant, in dotazione all'Armata Rossa e usato fino alla guerra del Vietnam, fu il bolt-action più usato di sempre

L'azionamento ad otturatore girevole-scorrevole (detto anche bolt-action, dal nome inglese) è un sistema per la chiusura della culatta in carabine o fucili a ripetizione manuale o a colpo singolo, nel quale l'otturatore si muove manualmente prima ruotandolo sul proprio asse ed arretrandolo per aprire la culatta ed espellere il bossolo sparato e poi, con movimento contrario, permettere il cameramento di un'altra cartuccia, richiudere la culatta e rendere l'arma pronta allo sparo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima applicazione pratica di questo sistema si è avuta con l'adozione da parte della Prussia del fucile ad ago Dreyse (1841). Nei decenni successivi, le armi a otturatore girevole-scorrevole hanno raggiunto una diffusione in campo militare pressoché universale, almeno fino alla seconda guerra mondiale. Il sistema infatti si è rivelato funzionale, oltre che per la armi ad ago, anche per quelle a percussione centrale o anulare, per le armi monocolpo (come l'ordinanza italiana Vetterli Mod. 1870) come per quelle a ripetizione, sia per le armi a polvere nera che per quelle successive a polvere infume.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Particolare dell'otturatore bolt-action del Fucile italiano Modello '91

L'otturatore è composto da un cilindro scorrevole, che contiene il percussore. Un manubrio perpendicolare, generalmente posto sul lato destro, ne permette l'azionamento. Il cilindro impedisce l'apertura dell'arma sotto sparo per mezzo di alette, che si inseriscono nella culatta. Per caricare l'arma, quindi, bisogna prima chiudere l'otturatore facendo scorrere lo stesso in avanti e ruotare successivamente in senso orario il manubrio, in modo che le alette di bloccaggio si inseriscano nelle corrispondenti sedi nella culatta, impedendo ulteriori movimenti longitudinali. Generalmente, il percorso che compiono le alette non è piano, ma elicoidale. Questo perché, ruotando in senso antiorario il manubrio, lo sblocco delle alette coincide con un leggero arretramento dello stesso, in modo che l'estrattore a gancio (solidale all'otturatore) riesca a scollare il bossolo dalle pareti della camera (estrazione primaria). Dopo di ciò, l'arretramento del manubrio completa l'estrazione del bossolo, che viene successivamente espulso.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Un marine ricarica il suo M40.

La disposizione delle alette può essere in testa, sull'estremità anteriore dell'otturatore (Mauser, Carcano 1891) oppure nella metà posteriore del cilindro (Enfield). Nel primo caso si ha un'azione teoricamente più rigida, meno soggetta a vibrazione sotto sparo. Nel secondo caso, un movimento più breve dell'otturatore. Il percussore lanciato può essere armato dal movimento di rotazione del manubrio per l'apertura (Mauser) oppure può restare agganciato dal dente di scatto durante la corsa in avanti del cilindro. Nel primo caso abbiamo una maggiore resistenza del movimento di apertura, che può risultare difficoltosa in caso di incollaggio del bossolo. Nel secondo caso l'apertura è più agevole, ma il tratto finale della corsa in avanti dell'otturatore è più duro, risultando disagevole mandare il manubrio in posizione di bloccaggio. In alcuni fucili, si è preferito attuare artifici in modo da trasformare il movimento girevole scorrevole in un movimento solo scorrevole. In tal caso, l'otturatore vero e proprio viene fatto ruotare per mezzo di profili elicoidali praticati in un portaotturatore. Le armi più famose che utilizzano questo sistema sono lo Schmidt-Rubin svizzero e il Mannlicher 1895 austriaco. Attualmente il sistema è usato, con alcune varianti, sia per le carabine da caccia di selezione e da trofeo (a ungulati, bovidi e mammiferi) sia per il tiro a segno. In ambito militare solo per alcuni fucili di precisione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hogg I.V., Weeks J., Armi militari portatili del XX secolo, Milano, De Vecchi, 1977
  • Cadiou R., Alphonse R., Armi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978
  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]