Fruit Chan

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Fruit Chan (Guangdong, 15 aprile 1959) è un regista e sceneggiatore cinese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in Cina, a Guangdong, emigra a dieci anni con la famiglia a Hong Kong.[1] Studia regia e sceneggiatura all'Hong Kong Film Culture Center, in seguito interpreta alcuni film, lavora come assistente alla regia e nel 1985 co-dirige La prima missione (Long de xin), interpretato da Jackie Chan.

Dopo un paio di regie non memorabili, raggiunge la notorietà nel 1997 con Xiang Gang zhi zao, un film indipendente a basso costo, con un cast di giovani interpreti non professionisti, nel quale racconta con crudo pessimismo le vicende autodistruttive di un gruppo di adolescenti. Grazie a questa opera, che viene spesso erroneamente considerata il suo esordio,[1] Chan ottiene numerosi premi in festival internazionali, fra i quali un premio speciale al Festival di Locarno, la Mongolfiera d'oro al Festival des 3 Continents di Nantes e il premio FIPRESCI al Festival di Pusan.

Nel successivo The Longest Summer (1998) affronta il passaggio epocale costituito dall'handover dell'estate 1997, la restituzione di Hong Kong dal Regno Unito alla Cina, già in sottofondo nel film precedente, di cui mostra le conseguenze sociali e psicologiche dal punto di vista di alcuni soldati che hanno servito vent'anni nell'esercito britannico e che ora subiscono una drammatica crisi identitaria. Con Little Cheung (1999), pardo d'argento al Festival di Locarno, conclude una sorta di informale trilogia sugli eventi del 1997, osservandoli questa volta ad altezza di bambino.

Durian Durian (2000), presentato in concorso alla 57ª Mostra del cinema di Venezia, si riallaccia al precedente Little Cheung, per l'ambientazione nel povero quartiere di Mong Kok, ed apre un nuovo trittico sugli squilibri e le contraddizioni del post-riunificazione, raccontando della realtà di precarietà e sfruttamento vissuta da due giovani immigrate cinesi ad Hong Kong, l'una prostituta, l'altra lavapiatti. La rappresentazione di miserie e contrasti socio-economici della metropoli cantonese viene ripresa in Hollywood Hong Kong (2001) nel quale, rispetto all'abituale stile naturalistico del regista, si accentuano i toni grotteschi e surreali. Con Public Toilet (Ren min gong che) (2002), sua prima opera in digitale, realizzata in giro per il mondo, da New York a Benares, Chan partecipa per il terzo anno consecutivo alla Mostra di Venezia.

Nel 2004 partecipa al film a episodi Three... Extremes con Dumplings, che poi amplia in un vero e proprio lungometraggio.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Dizionario dei registi del cinema mondiale, a cura di Gian Piero Brunetta. Torino, Einaudi, 2008. ISBN 9788806190705 p. 335

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dizionario dei registi del cinema mondiale, a cura di Gian Piero Brunetta. Torino, Einaudi, 2008. ISBN 9788806190705

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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