Fronte Libanese

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Il Fronte Libanese (in arabo: الجبهة اللبنانية, al-Jabha al-Lubnāniyya), conosciuto anche come "Fronte Kufur", è stato uno schieramento di fazioni armate, per lo più cristiane, costituito nel 1976, nel corso della guerra civile libanese. Esso fu costituito per controbilanciare la potenza di fuoco dello schieramento cosiddetto "Progressista" (il Movimento Nazionale Libanese, MNL) di Kamal Jumblatt e di altri suoi alleati.

Il Fronte Libanese fu presieduto dal leader Camille Chamoun, già Presidente della Repubblica del Libano, e dal carismatico capo delle Falangi Libanesi ( Katāʾeb), Pierre Gemayel, e dal Sulayman Farangiyye, da poco cessato dal suo mandato di Presidente della Repubblica. Ad esso afferivano vari intellettuali, quali il professore di Filosofia Charles Malik, che aveva presieduto l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e Fu'ad Frem al-Bustani, presidente dell'Università del Libano. Non mancavano esponenti religiosi, quali Padre Charbel Qassis (in arabo: شربل قسيس, Sherbel Qassīs), che sarà poi sostituito da Padre Paolo Na'man (in arabo: بولس نعمان, Būlus Naʿmān), il “capo del Congresso Permanente degli Ordini monastici libanesi”.[1] Per breve tempo ne vece anche parte il poeta Said Aql.

Non appena esplose la guerra civile in Libano, e prima che il Fronte Nazionale fosse costituito, numerosi dei futuri leader del Fronte Libanese organizzarono i loro partiti politici in milizie armate, e in particolare il Partito dei Nazionalisti Liberi (impropriamente chiamato "Partito Liberal-Nazionale") di Camille Chamoun - le cui milizie si chiamavano "Le tigri di Chamoun" (Numūr al-aḥrār, "Tigri dei Liberi"), quelle già esistenti dagli anni precedenti delle Falangi Libanesi di Pierre Gemayel e la Brigata Marada di Sulayman Farangiyye. Il numero globale di uomini ammontava a circa 18.000: cifra relativamente alta se si considera che la popolazione complessiva libanese raggiungeva appena i 3 milioni.

Nel 1978, Tony, figlio di Sulayman Farangiyye, fu ucciso con la sua famiglia dai miliziani "cugini" delle Katāʾeb su disposizione di Bashir Gemayel, figlio di Pierre Gemayel. L'anziano ex-Presidente Sulayman Farangiyye abbandonò a quel punto il Fronte.

Nel 1982, il Fronte Libanese chiese con forza che Bashir Gemayel fosse eletto alla Presidenza della Repubblica e questo in effetti accadde non appena le forze armate israeliane invasero il Libano ma fu assassinato appena tre settimane più tardi.

Durante la seconda metà degli anni ottanta, la maggior parte dei più importanti esponenti del Fronte Libanese morì (Pierre Gemayel nel 1984, Chamoun e Charles Malik nel 1987) e furono rimpiazzati da leader di assai minore influenza: George Saadeh e Karim Pakraduni. Il Fronte Libanese perciò sopravvisse solo per breve tempo e i nuovi leader lentamente inclinarono verso posizioni meno ostili alla Siria, se non addirittura filo-siriane. Dany Chamoun, figlio del defunto Camille Chamoun, formò un nuovo Fronte Libanese che non era filo-siriano, ma appena una settimana dopo la fine della guerra civile libanese, nell'ottobre del 1990, Dany fu assassinato e il nuovo Fronte Libanese finì con lui.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rabinovich, The war for Lebanon (1984), p. 233.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgar O'Ballance, Civil War in Lebanon, 1975-92, Palgrave Macmillan, London, 1998. ISBN 0-312-21593-2
  • Itamar Rabinovich, The War for Lebanon, 1970-1985, Cornell University Press, Ithaca and London 1989 (rev. ed.). ISBN 0-8014-9313-7
  • Rex Brynen, Sanctuary and Survival: the PLO in Lebanon, Boulder, Westview Press, 1990.