Frondarola

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Frondarola
Panorama
[[Image:{{{stemma}}}|125x125px|]]
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: Italia
Regione:
Abruzzo
Provincia:
stemma Teramo
Comune:
Teramo
Coordinate: 42°37′N 13°39′E / 42.61417, 13.64889Coordinate: 42°37′N 13°39′E / 42.61417, 13.64889
Altitudine: 458 m s.l.m.
Superficie: {{{superficie}}} km²
Abitanti:
200 circa
Nome abitanti:
Santo patrono:
Giorno festivo: {{{festivo}}}
Giorno festivo:
Pref. telefono: 0861 CAP: 64040
Frazione
Posizione della frazione sulla mappa dell'Italia
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Frondarola è una frazione del comune di Teramo, sita a 6 km dal capoluogo, a un'altitudine di 458 m s.l.m.; ha circa 200 abitanti.

Indice

[modifica] Geografia

Il paese, sede di un antico castello, sorge sullo spartiacque tra le valli del Vomano e del Tordino, con vista sulla catena del Gran Sasso d'Italia, sui Monti della Laga e sulle colline del pescarese e dell'ascolano e dominante il paesaggio collinare aprutino.

[modifica] Storia

Diversi sono stati i nomi utilizzati nell'antichità: Fornarolo, Forarolo, Frontariolo, Frontarola.
Secondo alcuni storici il nome deriverebbe dalla famiglia dei Furno (quindi il mone Furnarolo).
Rivenimenti archeologici dimostrano che il paese era già abitato ai tempi dei Romani.
Il primo documento ufficiale che attesta l'esistenza di questo paese è un documento pubblico del 1076, con il quale il conte Trasmondo di Sifredo lo donò alla chiesa aprutina (di Teramo).
Nel 1156, Teramo fu distrutta dalle truppe del conte Roberto di Loritello. Fu allora che i nobili fuggirono dalla città e si rifugiarono nelle località limitrofe. La potente famiglia dei Melatino si trasferì a Frondarola e nell'anno 1341 risultano i feudatari principali di quella zona.
Nel 1371 Matteo di Roberto, facente parte della stessa famiglia dei Melatino, fece iniziare la costruzione di una rocca (o castello).
Nel 1424, i documenti attestano che il castello era passato alla famiglia degli Acquaviva di Atri. Nel castello di Frondarola si rifugiarono persone ostili a Teramo che il 7 aprile 1459 fu costretta a mandare soldati per sedare le ostilità. La scaramuccia volse a favore di coloro che erano stanziati nel castello di Frondarola. Vi furono anche dei morti.
Teramo riprovò con maggiori forze, espugnò il castello, lo depredò e lo distrusse in buona parte.

Il 5 marzo 1470 il Re Ferdinando II d'Aragona diede la facoltà a Teramo di salvare o distruggere il castello. La decisione dei teramani fu quella di distruggerlo.

Probabilmente gli abitanti di Frondarola chiesero la protezione dei duchi di Aquaviva di Atri, la cui presenza la si ritrova nel 1481, anche se la presenza dei duchi dura un breve periodo.

Nel 1505, quando si concluse la guerra fra aragonesi e francesi, Frondarola tornò sotto Teramo insieme con altre ventisette frazioni.

I resti del diruto castello erano visibili fino alla prima metà del novecento. Poi il pietrame fu utilizzato per il restauro della chiesa parrocchiale e di altre case del paese.

Nel 1958, nel luogo ove sorgeva la rocca, fu costruito il grande edificio delle scuole elementari. Durante le escavazioni delle fondamenta, fu ritrovato lo scheletro di un gigantesco guerriero.

Nel 1960 fu asfaltata la strada che conduce al paese e fu eseguito un altro restauro della chiesa.

[modifica] Bibliografia

  • Giulio Di Nicola, Paesi d'Abruzzo, Bologna, Arnaldo Forni editore, 1981;

[modifica] Collegamenti esterni

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