Freesia

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Fresia
FreesiaRefracta1.JPG
Freesia refracta
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Asparagales
Famiglia Iridaceae
Genere Freesia
Specie

Freesia genere delle Iridaceae, originario del Sud Africa, comprende 6 specie di piante erbacee perenni, bulbose, di cui la più nota è la F. refracta (Jacq.) Klatt. e i suoi numerosi ibridi e cultivar, fornita di cormo che fiorisce in primavera con grappoli di corolle profumatissime, campanulate, in vari colori quasi sempre maculati di giallo. Ha un piccolo bulbo ovale, foglie a forma di spada lunghe 20-30 cm e larghe circa 2 cm, scapo floreale più lungo delle foglie, spesso curvato e ramificato, terminato da una spiga con 6-12 fiori rivolti verso l'alto, tubulosi, di circa 3 cm di diametro, di colore variabile dal bianco puro, crema, giallo nella specie, corolle molto grandi a tinte più vivaci dall'arancio, al rosso, al blu, al viola negli ibridi e cultivar; i semi sono grossi e tondeggianti.

Altre specie coltivate sono:

  • La F. alba (G.L. Mey.) Gumbl. pianta bulbosa alta 30 cm, con le numerose foglie erette o ricadenti, i fiori sono molto profumati, con boccioli di colore violaceo, e corolle giallo-crema o giallognole
  • La F. corymbosa (Burm. f.) N.E. Br. pianta bulbosa alta fino a 30 cm, con fiori profumati, di colore giallo pallido macchiettati di arancione
  • La F. leichtlinii Klatt. pianta bulbosa alta 20 cm, con fiori profumati, colorati di bianco-crema con screziature più scure

Uso[modifica | modifica sorgente]

È utilizzata come pianta ornamentale nei giardini delle Regioni italiane a clima invernale mite, per la coltivazione in vaso nelle zone a clima invernale rigido.

L'utilizzo prevalente è nella coltivazione industriale, localizzata prevalentemente in Liguria, per la produzione del fiore reciso, commercializzato d'inverno e all'inizio della primavera, con fioritura in pieno campo da fine febbraio, anticipata con l'ausilio di cassoni vetrati.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Freesia refracta

Facile da coltivare, teme il gelo, è sufficiente una brinata per compromettere un'intera stagione, richiede pertanto località a clima temperato mite, in posizione ben esposta al sole, riparata dai venti freddi, con eventuale copertura invernale, nel Nord Italia viene coltivata in vaso per poterla riparare d'inverno in serra o in lettorini caldi, vuole terreno sciolto e regolari concimazioni liquide.

I bulbi (cormi) si piantano fittamente in agosto-settembre, sia in piena terra che in vaso per la forzatura in serra. La vegetazione inizia alla fine dell'estate e continua fino a no le infiorescenze, durante tutto il periodo vegetativo le piante vanno concimate frequentemente con fertilizzanti liquidi. Dopo la fioritura, con il riposo vegetativo, i bulbi vengono tolti dal terreno e conservati in luogo idoneo, fino al momento della piantagione.

La moltiplicazione con la semina, che permette di evitare le frequenti virosi che colpiscono i bulbi, si effettua in aprile inizio maggio, in piena terra o in vaso, in luogo ombreggiato, l'accrescimento delle piantine è molto rapido in autunno, tanto da essere pronte a fine inverno ad un'abbondante fioritura, anche per la raccolta del fiore reciso; la moltiplicazione da seme ha lo svantaggio di prolungare il periodo di cure colturali.

Avversità[modifica | modifica sorgente]

Freesia refracta
  • Gelate – la pianta teme il gelo e le brinate, che possono gravemente danneggiarla
  • Funghi
    • Fusariosi - specie del genere Fusarium causano il marciume secco della parte ipogea, con conseguente ingiallimento delle foglie
    • Marciume asciutto - le foglie attaccate da Sclerotinia gladioli (Whetz.), ingialliscono per poi presentare macchie brunastre, il bulbo può presentare tacche brunastre e poi disseccare (gangrena secca); l'attacco in condizioni ambientali freddo-umide provoca la mummificazione dell'intera pianta, che forma un unico ammasso
  • Virus
    • Male del mosaico - sulle foglie colpite si osservano aree giallastre che col tempo assumono una colorazione biancastra, infine seccano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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