Freccia Vallone 2005

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Belgio Freccia Vallone 2005
Edizione 69ª
Data 20 aprile
Partenza Charleroi
Arrivo Huy
Percorso 201,5 km
Tempo 4h44'55"
Media 42,43 km/h
Valida per UCI ProTour 2005
Ordine d'arrivo
Primo Italia Danilo Di Luca
Secondo Lussemburgo Kim Kirchen
Terzo Italia Davide Rebellin
Cronologia
Edizione precedente
Freccia Vallone 2004
Edizione successiva
Freccia Vallone 2006

La Freccia Vallone 2005, sessantanovesima edizione della corsa e valevole come nona prova del circuito UCI ProTour, si svolse il 20 aprile 2005 su un percorso di 201,5 km da Charleroi al muro di Huy e fu vinta dall'italiano Danilo Di Luca.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

La corsa partiva da Charleroi, nella provincia dell'Hainaut, per poi spostarsi verso est e raggiungere Huy, dove i corridori passavano per il primo dei tre giri previsti ed affrontavano, in ognuno di essi, gli 1,3 km del muro di Huy, con pendenze in alcuni tratti maggiori del 15%. Oltre a questo, il percorso attraversava diverse altre piccole salite, tra cui la Côte de Bellaire (km 160), la Côte de Bohissau (km 171,5) e la Côte de Ahin (km 190,5) erano le più impegnative.[1]

Squadre e corridori partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partecipanti alla Freccia Vallone 2005.

Presero parte alla prova le venti squadre con licenza UCI ProTeam. Ammesse tramite l'assegnazione di wild-card furono Landbouwkrediet-Colnago, AG2R Prévoyance, MrBookmaker.com-SportsTech, Chocolade Jacques-T Interim e RAGT Semences.

N. Cod. Squadra
1-8 GST Germania Gerolsteiner
11-18 DVL Belgio Davitamon-Lotto
21-28 RAB Paesi Bassi Rabobank
31-38 FAS Italia Fassa Bortolo
41-48 CSC Danimarca Team CSC
51-58 TMO Germania T-Mobile Team
61-67 PHO Svizzera Phonak Hearing Systems
71-78 QST Belgio Quick Step-Innergetic
81-88 SDV Spagna Saunier Duval-Prodir
91-98 DSC Stati Uniti Discovery Channel
101-108 LIQ Italia Liquigas-Bianchi
111-118 LSW Spagna Liberty Seguros-Würth
121-128 COF Francia Cofidis, le Crédit par Téléphone
N. Cod. Squadra
131-138 C.A Francia Crédit Agricole
141-148 FDJ Francia La Française des Jeux
151-158 LAM Italia Lampre-Caffita
161-168 BTL Francia Bouygues Télécom
171-178 EUS Spagna Euskaltel-Euskadi
181-187 SDM Italia Domina Vacanze
191-198 IBA Spagna Illes Balears-Caisse d'Epargne
201-209 LAN Belgio Landbouwkrediet-Colnago
211-218 A2R Francia AG2R Prévoyance
221-228 MRB Belgio MrBookmaker.com-SportsTech
231-238 JAC Belgio Chocolade Jacques-T Interim
241-248 RAG Francia RAGT Semences

Resoconto degli eventi[modifica | modifica wikitesto]

I primi chilometri furono subito movimentati, con l'attacco di Frédéric Finot (Française des Jeux) dopo 15 km, raggiunto poi da Jef Peeters (Jacques), Kurt Van de Wouwer (MrBookmaker) e Oliver Kaisen (RAGT). Superati i 50 km dalla partenza il vantaggio dei battistrada era di 13 secondi e dal gruppo si staccarono Benoît Poilvet (Crédit Agricole), Davide Bramati (Quick Step) e Jens Voigt (CSC) che raggiunsero i fuggivi formando un gruppetto di sette atleti.

Il gruppo principale lasciò spazio alla fuga e al primo passaggio sul muro di Huy (km 65) il vantaggio dei sette in testa era di 2'45" e salì fino a 3'10" al termine della discesa. Nel tragitto verso il secondo passaggio sul muro di Huy il vantaggio iniziò a calare e, dopo il muro, grazie al lavoro della Liquigas di Danilo Di Luca, coadiuvata da Marco Serpellini, il distacco scese a poco più di un minuto.

Nel gruppo di testa, al passaggio sulla Côte de Pailhe (km 132,5), Voigt riuscì a mantenere il distacco intorno a 1'15" per una decina di chilometri. A 60 km dal traguardo lo stesso tedesco attaccò, solo Peeters riuscì a seguirlo e il vantaggio salì rapidamente a 2 minuti, visto il poco accordo nel gruppo principale. Sulla Côte de Bellaire a 43 km dal traguardo, Voigt attaccò ancora staccando il compagno di fuga con la speranza di affrontare da solo il muro di Huy, con un vantaggio dal gruppo che si attestava ancora a 1'47. Il tentativo di attacco di Rik Verbrugghe (Quick Step), che raggiunse Peeters, fu riassorbito dal gruppo mentre Voigt procedeva a 1'52".

L'inseguimento del tedesco, leader solitario della corsa, iniziò a farsi consistente ai piedi della Côte de Ahin a 12 km dal traguardo, quando Voigt precedeva il gruppo di un solo minuto. Lungo la salita perse molto terreno e il kazako Andrej Kašečkin si lanciò all'inseguimento. In cima alla Côte, Voigt distanziava Kašečkin di 15 secondi e il gruppo di 25". Al passaggio nel comune di Huy, il tedesco aveva già ceduto la testa della corsa a Kašečkin, Chavanel, Pereiro e Pineau, ma i quattro non furono in grado di staccare gli inseguitori prima dell'inizio della salita. Il gruppo si presentò quindi compatto ai piedi del muro di Huy, a 1,3 km dal traguardo, con Di Luca, Freire, Vinokurov, Rebellin, Sinkewitz, Kirchen e Celestino nelle posizioni di testa. A 200 mtri dall'arrivo attaccò Kirchen ma Di Luca riuscì a superarlo e conquistare la sua seconda vittoria in quattro giorni dopo la Amstel Gold Race.[2]

Ordine d'arrivo (Top 10)[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Corridore Squadra Tempo
1 Italia Danilo Di Luca Liquigas 4h44'55"
2 Lussemburgo Kim Kirchen Fassa Bortolo s.t.
3 Italia Davide Rebellin Gerolsteiner s.t.
4 Spagna David Etxebarria Liberty Seguros a 4"
5 Spagna Óscar Freire Rabobank s.t.
6 Spagna Ángel Vicioso Liberty Seguros s.t.
7 Germania Patrik Sinkewitz Quick Step s.t.
8 Spagna Aitor Osa Illes Balears s.t.
9 Australia Cadel Evans Davitamon a 8"
10 Germania Fabian Wegmann Gerolsteiner s.t.

Punteggi UCI[modifica | modifica wikitesto]

Classifica individuale
Pos. Corridore Squadra Punti
1 Italia Danilo Di Luca Liquigas 40
2 Lussemburgo Kim Kirchen Fassa Bortolo 30
3 Italia Davide Rebellin Gerolsteiner 25
4 Spagna David Etxebarria Liberty Seguros 20
5 Spagna Óscar Freire Rabobank 15
6 Spagna Ángel Vicioso Liberty Seg. 11
7 Germania Patrik Sinkewitz Quick Step 7
8 Spagna Aitor Osa Illes Balears 5
9 Australia Cadel Evans Davitamon 3
10 Germania Fabian Wegmann Gerolsteiner 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jeff Jones, Three times a-Huy in cyclingnews.com, 20 aprile 2005. URL consultato il 9-8-2010.
  2. ^ (EN) Hedwig Kröner, Déjà-vu on the Mur de Huy in cyclingnews.com, 20 aprile 2005. URL consultato il 9-8-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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