Fratture di LeFort

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Frattura di LeFort
SchaedelSchraegLeFort123.png
Fratture di LeFort I (rosso), II (blu) e III (verde)
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 802
ICD-10 (EN) S02.4

Le fratture di LeFort (anche scritto come Le Fort) sono fratture tipiche nei traumi facciali. La frattura di LeFort deve il suo nome al chirurgo francese René Le Fort (1869-1951), che le descrisse agli inizi del ventesimo secolo.[1]

Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione di TC 3D mostrante una frattura LeFort I (la rima di frattura è indicata da una freccia)

La diagnosi viene effettuata sui riscontri dell'esame obiettivo, con conferma data da un esame TC assiale della testa e del collo. Affinché vengano classificate come LeFort, le fratture devono coinvolgere i processi pterigoidei dello sfenoide. Questi sono visibili posteriormente ai seni mascellari in una TC assiale, e inferiormente al bordo orbitale in proiezione coronale. Inoltre, il palato è di solito mobile all'esame obiettivo.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Esistono tre tipi di fratture LeFort:

Frattura di LeFort I Frattura di LeFort I
Frattura di LeFort I
  • Frattura di LeFort I, detta anche bassa o orizzontale, può risultare da una forza diretta verso il basso sul bordo alveolare della mascella. È conosciuta anche come frattura di Guérin, o palato fluttuante, e coinvolge solitamente la porzione inferiore dell'apertura piriforme. La frattura si estende dal setto nasale ai bordi laterali dell'apertura piriforme, si dirige orizzontalmente al di sopra degli apici dentari, incrocia sotto la sutura zigomatico-mascellare e attraversa la sutura sfeno-mascellare fino ad interrompere i processi pterigoidei dello sfenoide.
Frattura di LeFort II Frattura di LeFort II
Frattura di LeFort II
  • Frattura di LeFort II, detta anche media o piramidale, può risultare da un colpo alla mascella media o inferiore, e di solito coinvolge il bordo inferiore dell'orbita. Tale frattura ha una forma piramidale, e si estende dalla radice del naso, al livello, o appena al di sotto, della sutura naso-frontale, attraversa i processi frontali dell'osso mascellare, si dirige quindi lateralmente e verso il basso attraverso le ossa lacrimali e il pavimento inferiore dell'orbita, riaffiora attraverso o in vicinanza del forame infraorbitario ed inferiormente attraverso la parete anteriore del seno mascellare; procede quindi al di sotto dello zigomo, attraverso la fessura pterigomascellare per terminare sui processi pterigoidei dello sfenoide.
Frattura di LeFort III Frattura di LeFort III
Frattura di LeFort III

Segni e Sintomi[modifica | modifica sorgente]

  • LeFort I - leggero gonfiore del labbro superiore, ecchimosi presente nel fornice superiore, sotto gli archi zigomatici, malocclusione, mobilità dentaria. Le fratture a seguito di un impatto possono essere quasi immobili, e si può percepire il caratteristico stridore solamente applicando una pressione sui denti dell'arcata superiore. La percussione dei denti dell'arcata superiore rivela un suono detto a pentola fessa. È presente il segno di Guérin, caratterizzato da ecchimosi nella regione dei vasi palatini maggiori.
  • LeFort III - morbidezza e separazione della sutura zigomatico-frontale, allungamento del volto, depressione dei livelli oculari, enoftalmo, incapacità a mantenere le palpebre aperte, alterazione del piano occlusale.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Allsop D, Kennett K, Skull and facial bone trauma in Nahum AM, Melvin J (a cura di), Accidental injury: Biomechanics and prevention, Berlin, Springer, 2002, pp. 254–258. ISBN 0-387-98820-3. URL consultato il 30 gennaio 2010.

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