Frati della Beata Gloriosa Vergine Maria

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I Frati della Beata Gloriosa Vergine Maria (in latino Ordo Militiæ Mariæ Gloriosæ), detti anche Frati Gaudenti, costituivano un ordine ospedaliero e militare di origine medievale, soppresso da papa Sisto V verso la fine del XVI secolo.

[modifica] Storia

L'ordine venne fondato nel 1233 a Parma dal frate domenicano Bartolomeo di Breganze: i suoi membri, prevalentemente di estrazione aristocratica, vennero subito soprannominati fratres o miles gaudentes, forse per il loro atteggiamento di lieto entusiasmo religioso o per la loro provenienza nobiliare.

Sorto in un'epoca di gravi lotte civili, aveva lo scopo di assicurare la protezione agli orfani ed alle vedove, di prevenire gli scontri mediando tra le fazioni e di garantire in tal modo il mantenimento della pace cittadina; a queste finalità principali si aggiungeva quella del contrasto all'eresia, tipica della spiritualità domenicana che ispirava i frati dell'ordine.

L'ordine venne approvato da papa Urbano IV (1261-1264) con la bolla Sol ille verus (23 dicembre 1261). Il potefice affidò al francescano Rufino Gorgone il compito di redigere le loro costituzioni: di norma i frati della Gloriosa Vergine sarebbero vissuti in conventi, sottoposti alla regola agostiniana, ma era prevista anche la possibilità che i membri venissero esentati dagli obblighi della vita comune e del celibato (forse l'espressione gaudenti si riferisce, ironicamente, a questo aspetto della vita dei frati). Questo ed altri privilegi, comunque, portarono rapidamente all'abbandono delle originali disciplina e spiritualità da parte dei fratres ed attirarono le critiche dei contemporanei.

Dante (Inf., XXIII, 103-148) pone nella sesta bolgia dell'ottavo cerchio dell'Inferno (tra gli ipocriti) Loderingo degli Andalò e Catalano dei Malavolti, due dei primi gran maestri dei Gaudenti; frate Alberigo dei Manfredi (Inf., XXXIII, 118-150) viene invece posto nella terza zona del nono cerchio (nella Tolomea, fra i traditori degli ospiti).

Papa Sisto V sciolse l'ordine tra il 1586 ed il 1588.

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