Fratellino e Sorellina

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Illustrazione della fiaba ad opera di Franz Müller-Münster (1867)

Fratellino e Sorellina è una famosa fiaba europea, contenuta nella raccolta Kinder- und Hausmärchen dei fratelli Grimm, dove si trova alla posizione n° 11 con il titolo di Brüderchen und Schwesterchen.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Francobolli della Repubblica Democratica Tedesca in uso nel 1970

Un fratellino e una sorellina, stanchi delle umiliazioni e i soprusi della loro matrigna, decisero un giorno di fuggire di casa e così si ritrovarono a vagare nel bosco. La matrigna, però, che era una strega, si accorse della loro fuga e fece un incantesimo a tutte le sorgenti del bosco, così che appena i due bambini avessero avuto sete si sarebbero recati alle fonti la cui acqua li avrebbe trasformati in belve. Il fratellino era il più assetato, ma ogni volta che si avvicinavano a una sorgente, la sorellina sentiva l'acqua mormorare di non bere perché sarebbero diventati tigre o lupo, finché il fratellino, che non resisteva più, smise di dare ascolto alla sorellina e bevve e fu trasformato in capriolo. La sorellina pianse tanto ma decise di non abbandonarlo mai, così costruì come meglio poté un guinzaglio per non farlo fuggire. Cammina cammina giunsero finalmente a una casetta dove decisero di fermarsi ad abitare, e per qualche tempo condussero una vita felice.

Un giorno per tutto il bosco si sentirono i corni risuonare e i cani latrare: era il re che andava a caccia. Il capriolo cominciò a scalpitare e, siccome aveva mantenuto l'uso della parola, manifestò alla sorellina il desiderio di uscire fuori per andare a vedere, pregandola così a lungo che ella, pur ansiosa, dovette acconsentire ma gli disse di tornar presto e, una volta davanti alla porta, di farsi riconoscere dicendo "Sorellina mia, lasciami entrare!". Il fratellino si divertì tanto: i cacciatori lo inseguirono per tutto il bosco ma non riuscirono mai a prenderlo. Il giorno dopo successe lo stesso, ma i cacciatori riuscirono infine a ferirlo, così che egli se ne andò zoppicando fino alla casetta e fu udito da uno di loro mentre chiedeva alla sorellina di farlo entrare. Il cacciatore raccontò tutto al re, il quale disse che il giorno seguente avrebbero cacciato di nuovo il capriolo, ma senza fargli male, perché questo li conducesse fino alla casetta. E così avvenne. Quando il re vide la fanciulla, se ne innamorò perdutamente e le chiese di sposarlo. La sorellina, sebbene un po' spaventata, finì per acconsentire ma a patto che anche il capriolo potesse vivere con loro al castello. Il re promise e insieme lasciarono la casetta.

Dopo le nozze vissero felici per molti anni, finché la vecchia matrigna non venne a sapere che i due bambini non erano morti nel bosco ma, anzi, erano felici alla corte del re e decise di tramare ancora una volta contro di loro. Si recò al castello e con l'inganno fece rinchiudere la regina, che aveva appena partorito un bel maschietto, e la fece soffocare con il fumo di un gran fuoco. Poi mise al suo posto nel letto la propria figlia naturale (brutta e senza un occhio) a cui diede con la magia il bell'aspetto della regina, ma a cui non poté restituire l'occhio perduto. Quando il re, tornato al castello, seppe di aver avuto un figlio, volle subito andare dalla sua bella regina, ma la strega, travestita da cameriera, fece di tutto per impedirglielo. Quella notte la bambinaia, che dormiva nella stanza del neonato, vide entrare la vera regina che allattò il figlioletto, accarezzò il capriolo e se ne andò via. E così avvenne la notte seguente, finché la bambinaia non raccontò tutto al re, il quale volle restare sveglio per vedere con i suoi occhi. Quando egli la riconobbe, spezzò l'incantesimo ed ella tornò a vivere. La strega e sua figlia furono condannate a morte e così il capriolo poté riprendere sembianze umane.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

  • KHM 11.
  • Sistema di classificazione Aarne-Thompson: tipo 450, Little Brother and Little Sister.

Origini e varianti[modifica | modifica wikitesto]

Alënuška che piange il fratellino Ivanuška, dipinto di Viktor Vasnecov (1881)

La prima opera scritta che riporta la storia di Fratellino e Sorellina, con il titolo di Ninnillo e Nennella, è il Pentamerone di Giambattista Basile.[1] La fiaba ha poi circolato per l'Europa con altri titoli mantenendo però intatta la trama principale. Particolarmente conosciuta è la versione russa, intitolata Sorella Alënuška, Fratello Ivanuška e contenuta nella raccolta Narodnye russkie skazki di Aleksandr Afanas'ev. Qui il fratellino si disseta in una pozza lasciata dall'impronta di uno zoccolo e si trasforma in un'oca anziché in un capriolo. La sorellina, poi, non sposa un re ma un uomo "normale" e nonostante ciò viene comunque raggiunta dalla matrigna che vuole distruggere la sua fortuna. Un'altra differenza risiede nell'inesistenza della figura della figlia naturale della strega. Anche in questa versione, però, il fratellino viene liberato dall'incantesimo solo con la punizione della malvagia matrigna.

Un'altra versione, contenuta nella raccolta dei fratelli Grimm, è L'agnellino e il pesciolino.[2]

La fiaba è stata talvolta confusa con quella di Hansel e Gretel, conosciuta anche con il titolo di Fratellino e Sorellina. I fratelli Grimm cercarono di distinguere le due storie proprio dando loro diversi titoli. La fiaba fu pubblicata nella loro raccolta Fiabe nel 1812 e vi furono apportate alcune modifiche nell'edizione del 1819.

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il motivo della sorella che salva il fratello è presente anche i altre storie, come I dodici fratelli, I sette corvi e I sei cigni. Nell'epoca e nei luoghi in cui la fiaba fu presumibilmente creata, molti uomini venivano chiamati alle armi dai sovrani come soldati mercenari e, di conseguenza, questi lasciavano tutto alle loro sorelle, sulle quali, d'altra parte, potevano esercitare maggior controllo, anche per quanto riguardava il loro matrimonio. Queste storie, dunque, sono state interpretate come il desiderio delle donne del ritorno dei propri fratelli a liberarle da tale controllo.[3]

La moderna psicoanalisi interpreta il rapporto tra fratello e sorella di questa fiaba come metafora della dualità animale e spirituale dell'uomo. Secondo questa analisi, il fratello rappresenterebbe il lato istintivo e la sorella quello razionale.[4] All'inizio della fiaba, infatti, i due fratelli sono ancora bambini e dimostrano chiaramente un'opposizione nelle loro rispettive scelte: il fratellino non riesce a controllare l'impulso di bere alla fonte e viene conseguentemente punito con la trasformazione in capriolo. Si noti, tra l'altro, la simbologia del gesto con cui la sorellina cinge il collo del fratellino con una catena d'oro, che suggerisce il tentativo di dominare il suo lato animale e a cui segue un periodo di relativa felicità in cui i due (quindi i due lati razionale ed istintivo) vivono armoniosamente. In tale contesto, Fratellino e Sorellina può essere visto anche come racconto di formazione.

Un'altra chiave interpretativa si è soffermata sulla fedeltà familiare nelle avversità e nella separazione.[5]

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella serie animata giapponese Le fiabe son fantasia (Gurimu Meisaku Gekijō), 1987, l'episodio 36 è dedicato a Fratellino e Sorellina
  • Nella serie animata tedesca Simsalagrimm, 1999, l'episodio 13 della prima serie è dedicato a Fratellino e Sorellina

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Steven Swann Jones, The Fairy Tale: The Magic Mirror of Imagination, Twayne Publishers, New York, 1995, p. 38, ISBN 0-8057-0950-9.
  2. ^ Heidi Anne Heiner, "Tales Similar to Brother and Sister".
  3. ^ Jack Zipes, The Brothers Grimm: From Enchanted Forests to the Modern World, ISBN 0-312-29380-1, p. 72.
  4. ^ Maria Tatar, The Annotated Brothers Grimm, ISBN 0-393-05848-4, p. 44.
  5. ^ Maria Tatar, The Annotated Brothers Grimm, ISBN 0-393-05848-4, p. 41.

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