Franz Brentano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Franz Brentano

Franz Clemens Honoratus Hermann Brentano (Boppard, 16 gennaio 1838Zurigo, 17 marzo 1917) è stato un filosofo e psicologo tedesco, maestro di Edmund Husserl e Alexius Meinong.

Indice

[modifica] Biografia

Discendente da una famiglia di origine italiana, studiò filosofia alle università di Monaco, Würzburg, Berlino (con Friedrich Adolf Trendelenburg) e Münster. Sviluppò un particolare interesse per Aristotele e la filosofia scolastica. Scrisse la sua dissertazione a Tubinga Sui molteplici significati dell'essere secondo Aristotele. In seguito, Brentano iniziò a studiare teologia entrando al seminario a Monaco e poi Würzburg per prepararsi a diventare un prete cattolico (quale fu ordinato il 6 agosto 1864).

Negli anni 1865 - 1866 scrisse e discusse la sua tesi di abilitazione ed iniziò ad insegnare all'università di Würzburg. I suoi studenti in questo periodo includono tra l'altro Carl Stumpf e Anton Marty.

Tra il 1870 e 1873 Brentano fu coinvolto nella discussione intorno all'infallibilità papale. In quanto contrario a tale dogma, alla fine rinunciò ai suoi voti ed uscì dalla chiesa. In seguito ai suoi stravolgimenti religiosi, anche Stumpf, che stava contemplando una carriera ecclesiastica e studiava al seminario, si distanziò dalla chiesa.

Nel 1874 pubblicò la sua opera più importante: La psicologia dal punto di vista empirico e da quell'anno insegnò all'Università di Vienna. Tra i suoi studenti ci furono Rudolf Steiner, Edmund Husserl, Alexius Meinong, Christian von Ehrenfels, e molti altri (vedi Scuola di Brentano per maggiori dettagli). Mentre iniziava la sua carriera come professore ordinario, fu costretto ad abbandonare il suo posto e la cittadinanza Austriaca nel 1880 per potersi sposare come ex-prete. Gli verrà concesso di tornare all'università solo come Privatdozent, docente normale, fino al 1885.

Dopo il suo ritiro dalla vita accademica, nel 1896 si trasferì in Italia, a Firenze, dove restò fino allo scoppio della prima guerra mondiale, quando si spostò a Zurigo, dove morì nel 1917. La sua permanenza in Italia - fu in stretto contatto con Francesco De Sarlo e in corrispondenza con Giovanni Vailati - sarà di decisiva importanza per gli sviluppi della filosofia e della psicologia agli inizi del '900. Nel 1913 venne tradotta in italiano, a cura di Mario Puglisi, con il titolo La classificazione delle attività psichiche, la seconda parte della sua opera del 1874.

[modifica] Opere e pensiero

[modifica] Intenzionalità

Brentano è soprattutto famoso per aver reintrodotta nella filosofia contemporanea il concetto di intenzionalità, originalmente proveniente dalla filosofia scolastica, nella sua opera Psychologie vom empirischen Standpunkt (Psicologia dal punto di vista empirico). Con l'intenzionalità della coscienza o della mente si intende l'idea che la coscienza sia sempre diretta ad un oggetto, che abbia sempre un contenuto. Brentano definì l'intenzionalità come la caratteristica principale dei fenomeni psichici (o mentali), tramite cui essi possono essere distinti dai fenomeni fisici. Ogni fenomeno mentale, ogni atto psicologico ha un contenuto, è diretto a qualche cosa (l'oggetto intenzionale). Ogni credere, desiderare etc. ha un oggetto: il creduto, il desiderato. Dal concetto di intenzionalità egli arrivò ad affermare l'impossibilità di indagare oggettivamente la realtà psicologica al di fuori della relazione che questa intrattiene con il soggetto esperiente. Perciò i fenomeni psichici, secondo l'autore, possono essere colti solamente attraverso l'indagine sull'esperienza interna immediata, attraverso il metodo fenomenologico.

« Jedes psychische Phänomen ist durch das charakterisirt, was die Scholastiker des Mittelalters die intentionale (auch wohl mentale) Inexistenz eines Gegenstandes genannt haben, und was wir, obwohl mit nicht ganz unzweideutigen Ausdrücken, die Beziehung auf einen Inhalt, die Richtung auf ein Objekt (worunter hier nicht eine Realität zu verstehen ist), oder die immanente Gegenständlichkeit nennen würden. Jedes enthält etwas als Objekt in sich, obwohl nicht jedes in gleicher Weise. In der Vorstellung ist etwas vorgestellt, in dem Urtheile ist etwas anerkannt oder verworfen, in der Liebe geliebt, in dem Hasse gehasst, in dem Begehren begehrt u.s.w. Diese intentionale Inexistenz ist den psychischen Phänomenen ausschiesslich eigenthümlich. Kein physisches Phänomen zeigt etwas Aehnliches. Und somit können wir die psychischen Phänomene definiren, indem wir sagen, sie seien solche Phänomene, welche intentional einen Gegenstand in sich enthalten. »
(Franz Brentano, Psychologie vom empirischen Standpunkt (Leipzig: Duncker & Humblot, 1874), 115-116.)

Tramite le opere di Edmund Husserl, che riprese la nozione da Brentano, l'idea di intenzionalità penetrò nella ricerca contemporanea, sia nella filosofia continentale che nella filosofia analitica. Il pensiero di Brentano fu divulgato in Italia in particolar modo da Francesco De Sarlo.

[modifica] Presentazione

Un altro elemento importante nella filosofia di Brentano è la distinzione tra il modo proprio ed improprio di presentare (Vorstellen). Un esempio preso da Husserl spiega questa distinzione: se uno si trova di fronte ad una casa, uno ha una presentazione propria e diretta di questa casa nell'intuizione (Anschauung), ma se uno la stesse cercando e avesse solo una descrizione (la casa sull angolo tra le strade tale e tale) allora questa descrizione sarebbe una presentazione indiretta e impropria della casa. In altre parole, una presentazione propria è possibile solo quando si ha accesso all'oggetto presentato in maniera diretta, quando è attualmente presente. Una presentazione impropria si ha quando questo non è possibile e bisogna ricorre a maniere indirette, come segni, simboli, descrizioni, etc. i quali costituiscono una presentazione indiretta ed impropria.

[modifica] Opere

  • Von der mannigfachen Bedeutung des Seienden nach Aristoteles Friburgo in Brisgovia (1862).
  • Die Psychologie des Aristoteles insbesondere seine Lehre vom nous poietikós Magonza (1867).
  • Psychologie vom empirischen Standpunkte Lipsia (1874).
  • Über die Gründe der Entmutigung auf philosophischem Gebiete Vienna (1874).
  • Was für ein Philosoph manchmal Epoche macht Vienna/Pest/Lipsia (1876).
  • Vom Ursprung sittlicher Erkenntnis Lipsia (1889).
  • Das Genie Lipsia (1892).
  • Das Schlechte als Gegenstand dichterischer Darstellung Lipsia (1892).
  • Über die Zukunft der Philosophie Vienna (1893).
  • "Meine letzten Wünsche für Österreich" in Neue Freie Presse 2, 5 e 8 dicembre 1894.
  • Die vier Phasen der Philosophie und ihr augenblicklicher Stand Stoccarda (1895).
  • Untersuchungen zur Sinnespsychologie Lipsia (1907).
  • Aristoteles und seine Weltanschauung Lipsia (1911).
  • Aristoteles Lehre vom Ursprung des menschlichen Geistes Lipsia (1911).

[modifica] Traduzioni italiane

  • Sui molteplici significati dell'essere secondo Aristotele. Milano: Vita e Pensiero 1995.
  • La psicologia di Aristotele con particolare riguardo alla sua dottrina del nous poietikos. Con un'appendice sull'operare del Dio aristotelico. Macerata: Quodlibet 2007.
  • La psicologia dal punto di vista empirico. Bari: Laterza 1997. A cura di Liliana Albertazzi. Vol. I; Vol. II: La classificazione dei fenomeni psichici; Vol. III: Coscienza sensibile e coscienza noetica.
  • Sull'origine della conoscenza morale. Brescia: La Scuola 1966.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue