František Ladislav Čelakovský

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František Ladislav Čelakovský

František Ladislav Čelakovský, noto anche con lo pseudonimo (Strakonice, 7 marzo 1799Praga, 5 agosto 1852), è stato un poeta ceco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo percorso di formazione iniziò nel 1812, con il suo ingresso nella scuola media di České Budějovice, e proseguì con studi filosofici presso l'Università di Praga.

A causa di subentrate difficoltà economiche, fu costretto a rientrare a České Budějovice, dove incominciò ad occuparsi dapprima di pubblicistica, poi di traduzioni.

Intorno al 1830 ricevette l'offerta di coordinare la gestione della Libreria slava a San Pietroburgo.

Tre anni dopo diresse un giornale praghese, ma dopo poco fu costretto a rassegnare le dimissioni a causa di alcuni suoi articoli critici nei confronti dei regnanti russi.

Nel 1841 assunse il ruolo di insegnante di Letteratura slava all'Università di Praga, che mantenne fino alla sua morte.

Lavori[modifica | modifica wikitesto]

Fu un appassionato sostenitore della fratellanza di tutte le famiglie slave ed un profondo conoscitore delle varie letterature slave.[1]

Redasse varie raccolte di canti popolari slavi e una collezione di proverbi.

Ma divenne celebre soprattutto per i suoi numerosi volumi di poesie, tra i quali il più apprezzato fu Růže stolistá (I cento petali della rosa), caratterizzati da una mescolanza di temi patriottici, conviviali e di motivi erotici.

Ohlasy písní ruských ("Eco di canti russi") del 1829, venne ispirato dalle byliny, i canti epici tradizionali russi. Le storie, ambientate in uno scenario storico quattrocentesco, quando i Turchi ed i Tartari attaccarono la Russia, narrarono le vicende dei ricchi e dei potenti in lotta fra di loro, per sottomettere il popolo.

Ohlasy písní českých ("Eco di canti cechi") fu invece più che altro una raccolta di poesie d'amore e satiriche. Alcuni di questi libri vennero illustrati da Adolf Kašpar.

Tra le sue pubblicazioni si annoverarono poesie folk morave, slovacche e boeme oltre a canti russi, serbi e lituani.

Le sue traduzioni riguardarono alcuni importanti letterati, quali Johann Wolfgang von Goethe, Walter Scott, e Johann Gottfried Herder.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.187-188

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. Jakubec, Storia della letteratura ceca, Praga, Vol. II, 1960

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