Frans Francken II
Frans Francken II (Anversa, 6 maggio 1581 – Anversa, 6 maggio 1642) è stato un pittore e disegnatore fiammingo particolarmente eclettico[1], appartenente alla Scuola dell'Olanda meridionale[2].
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Biografia [modifica]
Fu il pittore più rappresentativo della famiglia Francken[1]. Figlio di Frans Francken I, fu da questi istruito nell'arte della pittura[2]. Seguì probabilmente ulteriori studi presso lo zio Hieronymus a Parigi[3].
Nel 1605 entrò a far parte della Corporazione di San Luca d'Anversa[1][2][3], divenendone decano nel 1614[1].
Lavorò inizialmente con uno stile simile a quello del padre, ma presto ne elaborò uno suo personale caratterizzato da flessibilità della composizione, brillantezza d'esecuzione, utilizzo di colori caldi ed intensi, rappresentazione di forme aggraziate[1], passando poi con gli anni, dall'uso di impasti spessi a vernici sottili e ad un tocco più libero[3] ed un colorito più chiaro[4] (vedi Il figlio prodigo e Solone e Creso). Inoltre le sue opere erano generalmente di dimensioni inferiori e più affollate di quelle del padre[5].
Pittore eclettico, dipinse quadri a soggetto mitologico, storico, religioso, allegorico, di genere, nature morte di fiori e frutta, ritratti, architetture e "quadri da studiolo" (kunstgalerijen)[2]. Si specializzò infatti in quadri di piccolo e medio formato rappresentanti scene bibliche e numerosi soggetti mitologici e storici, realizzati per la creazione di gallerie d'arte personali[1][3] e addirittura ci restano alcuni suoi quadri rappresentanti queste gallerie stesse, come ad esempio ne le Cabinet d'amateur de Sébastien Leerse, presso il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten ad Anversa, dove l'autore rappresenta Sebastiaan Leerse nella sua galleria d'arte personale[1]. Quest'ultimo soggetto, introdotto proprio dal Francken nella pittura fiamminga, influenzò le opere di Rubens, Jan Brueghel il Vecchio[3] e David Teniers il Giovane[5]. Francken introdusse anche un altro tema nella pittura fiamminga, recante un messaggio moralistico: le cosiddette cucine delle scimmie, allegorie in cui scimmie presentano atteggiamenti umani. Questo soggetto divenne popolare tra i pittori fiamminghi della successiva generazione[3].
Eccelse nelle rappresentazioni a grisaglia, che eseguiva tutt'intorno al quadro principale a colori e che rappresentavano eventi secondari[1] (vedi ad.es. Il pranzo da Simone).
Caratteristico il suo modo di eseguire gli occhi dei personaggi a partire da punti neri nei volti finemente cesellati (vedi Il trionfo d'Anfitrite)[1].
Lavorò in collaborazione con altri artisti, spesso specialisti in paesaggistica ed architettura, inserendo nelle loro opere le figure[3], come ad esempio Abraham Govaerts, Jasper van der Lanen, Daniel Seghers, Andries Daniels[2] e Bartholomeus van Bassen[6].
Fino alla morte del padre, avvenuta nel 1616, era solito firmare le sue opere con De Jonge Frans Francken (Frans Francken il Giovane), successivamente dopo il 1628 circa, quando il figlio Frans iniziò a dipingere, modificò la sua firma in De Oude Frans Francken (Frans Francken il Vecchio), come suo padre[1]. La presenza degli stessi nomi e quindi delle stesse iniziali nelle tre generazioni di pittori della famiglia Francken e la mancanza delle firme o delle iniziali in vari dipinti, rese perciò difficoltosa l'attribuzione delle opere ai vari membri della famiglia[5].
Il suo studio, presso cui lavoravano figli e generi ed altri apprendisti, produsse una gran quantità di opere, tra cui, oltre agli originali, anche copie dei quadri dell'artista[3].
Opere [modifica]
- La crocifissione di Cristo, olio su tavola, 57 × 41 cm, 1606, Kunsthistorisches Museum, Vienna[7]
- Sabba delle streghe, olio su tavola, 56 x 83,5 cm, 1607, Kunsthistorisches Museum, Vienna[8]
- Il figliol prodigo, olio su tavola, 61 × 85 cm, 1600-1620, Rijksmuseum, Amsterdam[9]
- L'idolatria di Re Salomone, olio su tavola, 77,15 x 109,22 cm, 1622, Getty Museum, Los Angeles[10]
- Paesaggio con allegorie dei quattro elementi, olio su tavola, 52,71 x 81,28 cm, 1635, Getty Museum, Los Angeles, figure di Frans Francken II e paesaggio di Jan Brueghel il Giovane[11]
- Galleria d'arte e curiosità, olio su tavola, 86,5 × 120 cm, 1636, Kunsthistorisches Museum, Vienna[12]
- Il pranzo da Simone, olio su tavola, 55 x 83 cm, 1637, Museo di belle arti, Rennes
- Il trionfo di Nettuno ed Anfitrite, olio su tavola, 65 x 90 cm, collezione privata[13]
- Il trionfo di Anfitrite, olio su rame, 30 x 41 cm, Museo del Prado, Madrid[14]
- Sebastiaan Leerse nella sua galleria d'arte personale, olio su tavola, 77 x 114 cm, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Anversa
- Epifania, Rijksmuseum, Amsterdam[4]
- Maria Maddalena e Cristo, Chiesa di Notre Dame, Bruges[4]
- La calunnia di Apelle, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda[4]
- Solone e Creso, olio su rame, 55 x 72,5 cm, Museo del Louvre, Parigi[4][15]
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g h i j I Francken - Enciclopedia online Larousse
- ^ a b c d e Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie
- ^ a b c d e f g h Frans Francken II - The J.Paul Getty Museum
- ^ a b c d e Enciclopedia Treccani online
- ^ a b c The Web Gallery of Art
- ^ Handbook of painting: The German, Flemish, and Dutch schools
- ^ La crocifissione di Cristo
- ^ Sabba
- ^ Il figliol prodigo
- ^ L'idolatria di Salomone
- ^ Paesaggio con allegorie dei quattro elementi
- ^ Galleria d'arte e curiosità
- ^ Il trionfo di Nettuno ed Anfitrite
- ^ Il trionfo di Anfitrite
- ^ Creso mostra a Solone il suo tesoro - Commons
Bibliografia [modifica]
- Emil Kren; Daniel Marx. (EN) "Francken, Frans II" in The Web Gallery of Art. 2011. URL consultato in data 29 ottobre 2011.
- (EN) "Frans Francken II" in The J.Paul Getty Museum - Artists. 2011. URL consultato in data 29 ottobre 2011.
- (NL) "Francken, Frans II" in Rijksbureau voor Kunsthistorische Documentatie. 2011. URL consultato in data 17 ottobre 2011.
- (FR) "I Francken" in Encyclopédie Larousse. 2011. URL consultato in data 29 ottobre 2011.
- "Francken, Frans II" in Enciclopedie on line - Treccani.it. 2010. URL consultato in data 7 novembre 2011.
- Franz Kugler; Gustav Friedrich Waagen, Handbook of painting: The German, Flemish, and Dutch schools (in inglese), Londra, John Murray, 1860, p.246. URL consultato il 22 ottobre 2011.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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