Frank James Marshall

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Frank James Marshall

Frank James Marshall (New York, 10 agosto 1877Jersey City, 9 novembre 1944) è stato uno scacchista statunitense.

Cittadino americano che è a lungo vissuto in Canada, a Montreal, Marshall fu uno dei più forti scacchisti americani nella prima metà del XX secolo.

Marshall iniziò a giocare a scacchi all'età di dieci anni e, nel 1890 si segnalava come uno dei più forti giocatori della sua città. Nel 1904 vinse il campionato statunitense ma rifiutò il titolo poiché il campione in carica, il forte Harry Pillsbury, non aveva preso parte alla competizione. Pillsbury morì nel 1906, e Marshall ancora rifiutò il titolo. Nel 1909 sconfisse Jackson Showalter in un match valido per il campionato degli Stati Uniti. Nessuno fu in grado di strappargli il titolo per i successivi ventisei anni fino a quando, nel 1936, vi rinunciò spontaneamente.

Nel 1907, dopo una convincente vittoria nel torneo di Cambridge Springs, lanciò una sfida per il titolo mondiale al campione in carica, il tedesco Emanuel Lasker. La sfida si tenne tra il 26 gennaio e l'8 aprile nelle città di New York, Filadelfia, Washington, Baltimora, Chicago e Memphis. Marshall perse rovinosamente, incappando in ben otto sconfitte e sette patte, senza riuscire a vincere neppure una partita. L'anno precedente Marshall aveva già subito una pesante sconfitta per 8 - 1 (con sette patte) per mano di Siegbert Tarrasch.

Nel 1909 acconsentì a disputare un match contro un giovane cubano chiamato José Raúl Capablanca. Con grande sorpresa di tutti, perse per +1 =14 -8. Dopo questa sconfitta non solo il campione americano non se la prese, ma fece di tutto affinché il giovane talento dell'Avana fosse ammesso al torneo di San Sebastian nel 1911. La competizione all'epoca era un appuntamento periodico che radunava l'élite scacchistica mondiale, ed era aperta solo a giocatori che avessero già riportato vittorie nei tornei maggiori. Come noto Capablanca, accolto tra lo scetticismo generale, vinse il torneo imponendosi con autorevolezza sulla scena dello scacchismo mondiale.

Levitsky-Marshall 1912
a b c d e f g h
8
Chessboard480.svg
f8 torre del nero
g8 re del nero
a7 pedone del nero
b7 pedone del nero
g7 pedone del nero
h7 pedone del nero
e6 pedone del nero
c5 torre del bianco
g5 donna del bianco
d4 cavallo del nero
g3 donna del nero
h3 torre del nero
a2 pedone del bianco
c2 pedone del bianco
f2 pedone del bianco
g2 pedone del bianco
h2 pedone del bianco
f1 torre del bianco
g1 re del bianco
8
7 7
6 6
5 5
4 4
3 3
2 2
1 1
a b c d e f g h
    Posizione dopo 23. ...Dg3!!

Nel torneo di Breslavia del 1912, Marshall giocò una famosa partita contro Stepan Levitsky in cui fece uno straordinario sacrificio di Donna (23. ...Dg3!!), che poteva essere catturata in tre modi diversi. Levitsky, resosi conto che non poteva in alcun modo accettare il sacrificio, abbandonò subito la partita. Si racconta, ma qui si entra nella leggenda, che gli spettatori coprirono la scacchiera con delle monete d'oro dopo il termine della partita.

Levitsky–Marshall, Difesa francese  1. d4 e6 2. e4 d5 3. Cc3 c5 4. Cf3 Cc6 5. exd5 exd5 6. Ae2 Cf6 7. O-O Ae7 8. Ag5 O-O 9. dxc5 Ae6 10. Cd4 Axc5 11. Cxe6 fxe6 12. Ag4 Dd6 13. Ah3 Tae8 14. Dd2 Ab4 15. Axf6 Txf6 16. Tad1 Dc5 17. De2 Axc3 18. bxc3 Dxc3 19. Txd5 Cd4 20. Dh5 Tef8 21. Te5 Th6 22. Dg5 Txh3 23. Tc5 Dg3!!  (0-1).

Parlando dei suoi infelici risultati negli scontri diretti, Marshall scrisse:

« Tutti sanno che ho sempre fatto meglio in torneo che nei matches, e non c'è da meravigliarsene: ho sempre avuto una passione per i volti nuovi, i nuovi luoghi, le novità nelle aperture, per gli attacchi ed i contrattacchi brucianti. Il sinistro compito di logorare l'avversario non mi è mai piaciuto molto »
(Frank Marshall - My fifty years of chess)

Nel 1914 Marshall fu tra i finalisti del grande torneo di San Pietroburgo: in quanto tale lo zar Nicola II lo gratificò con l'assegnazione del titolo di Grande Maestro Internazionale, coniato in quell'occasione.

Negli anni trenta Marshall guidò la squadra statunitense alla vittoria di quattro medaglie d'oro consecutive alle Olimpiadi degli scacchi. Anche se va sottolineato che l'Unione Sovietica non prese parte a quelle competizioni, un simile risultato non si registrò mai più nella storia degli scacchi a stelle e strisce.

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