Frank Costello faccia d'angelo
Frank Costello faccia d'angelo (Le Samouraï) è un film del 1967 diretto dal regista francese Jean-Pierre Melville.
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Trama [modifica]
Frank Costello (Jef nella versione originale), solitario killer, uccide, su commissione, il padrone di un night. Si trova così ad essere braccato da ogni parte. La polizia, in particolare l'ispettore (interpretato da François Périer), non crede al suo alibi, meticolosamente preparato, e cerca in ogni modo di intrappolarlo. I mandanti dell'omicidio, temendo che le indagini possano arrivare sino a loro, lo vogliono eliminare. Sarà lui l'arbitro del proprio destino.
Commento [modifica]
Il film segna l'inizio della collaborazione tra Jean-Pierre Melville e Alain Delon che sarebbe continuata con I senza nome (1970) e Notte sulla città (1972), sino alla morte del regista.
È forse uno dei punti più elevati del polar (connubio, alla francese, dei generi poliziesco e noir). In effetti, sin dalla frase che appare all'inizio ("Non esiste solitudine più profonda del samurai, se non quella della tigre nella giungla") e che spiega il titolo originale (Le Samouraï), è evidente l'ispirazione di Melville, da sempre ambasciatore del cinema americano in Francia a quel modello di "killer esistenziale", di cui Renato Venturelli (L'età del noir, 2007) individua il prototipo nel Philip Raven, interpretato da Alan Ladd, in Il fuorilegge di Frank Tuttle, ispirato al romanzo Una pistola in vendita di Graham Greene. ("...non il gangster come esponente della malavita organizzata o comunque come criminale immerso in un preciso quadro sociale, ma assassino solitario che si distacca anche dagli abituali connotati etnici per risolvere il suo tragitto in un personale confronto con la morte").
La tessitura del film è arricchita da riferimenti alla cultura giapponese. Così la sobria e perfezionistica ritualità dei gesti che introducono all'uccisione del gestore del night - ma che rimanda anche al Robert Bresson di Diario di un ladro o di Un condannato a morte è fuggito - o i guanti bianchi indossati da un ineffabile Alain Delon, prima di simulare, con un'arma scarica, l'esecuzione della pianista jazz Valerie e di essere crivellato dai colpi della polizia.
Da segnalare il contributo di Henri Decaë, direttore della fotografia ed esponente di spicco della Nouvelle vague, in questo film notturno, nel pedinamento del protagonista negli oscuri anfratti in cui la tigre cerca di sottrarsi alla caccia dei lupi.
Bibliografia [modifica]
- [1] Valerio Carando, Il clan dei cineasti. L'estetica del noir secondo Jean-Pierre Melville, José Giovanni, Henri Verneuil, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, 2011. ISBN 978-88-7418-741-6
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Frank Costello faccia d'angelo dell'Internet Movie Database