Francois l'Olonese

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François l'Olonnais nell'edizione inglese del 1684 di Bucanieri d'America

Jean David Nau, meglio noto con il soprannome di François l'Olonnais, in italiano François l'Olonese, (Les Sables-d'Olonne, 1634foce del Rio San Juan, 1671), è stato un pirata nonché criminale e bucaniere francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

François l'Olonese è stato uno dei più noti bucanieri della storia, non solo per via dei suoi successi, ma anche per la sua propensione alla tortura ed uccisione delle sue vittime, che spesso faceva a pezzi personalmente con il suo coltellaccio, anche qualora avesse loro precedentemente promesso, in cambio della resa, la salvezza della vita[1]. La sua impresa più famosa rimane senza dubbio il saccheggio delle città di Maracaibo e Gibraltar in Venezuela, allora noto come Vicereame della Nuova Granada, avvenuto nel 1666.

Durante l'infanzia e l'adolescenza lavorò come servo presso un proprietario terriero sulle coste dell'isola di Martinica. Nel 1653 si trasferì sull'isola di Hispaniola. Qui conobbe un gruppo di bucanieri, e, rimasto impressionato dai loro racconti, iniziò la sua carriera criminale, guadagnandosi l'ammirazione dei compagni e del governatore francese dell'isola di Tortuga, monsieur De La Place, che lo pose subito a capo di un piccolo legno, per combattere la flotta spagnola. La sua azione fu talmente efficace da meritarsi entro breve tempo l'appellativo di “flagello delle navi spagnole”.

Dopo questi successi iniziali, perse la nave durante una tempesta nei pressi dello Yucatan. Con essa andò a fondo anche l'ingente tesoro fino ad allora accumulato. Tornato a Tortuga, ottenne dal governatore dell'isola una nuova nave. Si diresse lungo le coste di Campeche dove subì però un inaspettato rovescio: perse quasi tutto l'equipaggio che venne catturato o ucciso dagli spagnoli, ma, grazie ad un astuto stratagemma, riuscì a salvarsi e fuggì rubando una nave nemica. Nei giorni successivi, al largo delle coste cubane, con due sole canoe ed appena 25 uomini di equipaggio, catturò un vascello spagnolo con 90 marinai a bordo; di questi solo uno ebbe salva la vita: l'Olonese lo spedì dal governatore spagnolo a l'Avana con il messaggio che avrebbe dedicato la sua vita alla pirateria e che non si sarebbe mai fatto catturare vivo.

Nel 1666 tornò all'isola Tortuga, dove, assieme a un altro bucaniere, Michele le Basque ("il Basco"), costituì una piccola armata composta da 8 navi e 650 uomini.
In breve tempo i due compirono incredibili imprese piratesche, eleggendo a loro territorio di caccia il golfo del Venezuela: la più nota fu senza dubbio la cattura del porto di Maracaibo, dove, dopo aver commesso saccheggi e atrocità di ogni tipo, si fecero versare un'enorme quantità di tesori (oro, gioielli, verghe d'argento, cacao, tessuti preziosi) dal governatore locale, come riscatto. Proseguì la sua impresa con la città vicina di Gibraltar sulla costa sud del Lago di Maracaibo. Nonostante il pagamento di 20.000 pesos e di 500 mucche decise di saccheggiare ugualmente la città ottenendo così 260.000 pesetas, gemme, seta e schiavi.

Dopo due anni di simili scorribande aveva accumulato un immenso tesoro: lo sperperò in breve tempo dopo aver concluso il sodalizio con le Basque. Partì nuovamente in cerca di fortuna e ricchezze, deciso a catturare Granada. L'Olonnais torturava le sue vittime con macabra originalità: si dice che una volta squarciò il petto di un prigioniero spagnolo, ne estrasse il cuore e lo mangiò a morsi. Dopo aver depredato alcune navi a sud di Cuba cercò di catturare il porto di Capo Gracias-a-Dios, senza fortuna. Si diresse così verso le coste dell'Honduras dove catturò un numero imprecisato di navi e saccheggiò alcuni villaggi costieri.

Nel 1670 tentò di conquistare Città del Guatemala ma il progetto fallì. Venne sorpreso da una tempesta che fracassò sugli scogli di Pearl-Key l'unica nave rimasta; con i resti costruì una zattera e risalì il fiume San Juan dove però si scontrò con le tribù indigene e il suo equipaggio venne definitivamente sconfitto. L'Olonese morì sulle coste del golfo di Uraba, dove venne catturato da un gruppo di cannibali che lo divorarono assieme ai pochi uomini rimasti a lui fedeli.

Influenza sulla cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Assieme ad Henry Morgan fu inserito nei primi due romanzi di Salgari del ciclo I corsari delle Antille come capo dell'isola Tortue. Nei romanzi salgariani viene chiamato Pietro Nau. Nel film di Sergio Sollima è interpretato da Eddy Fay.
  • Eiichiro Oda, creatore del manga One Piece, ha dichiarato nel quarto tankōbon della serie che il cognome di Roronoa Zoro, uno dei protagonisti, deriva da quello di Nau (in giapponese, l'Olonnais si pronuncia in modo simile a Roronoa).
  • Nel programma televisivo La filibusta, il personaggio dell'Olonese venne recitato da Gianni Magni.
  • Ha ispirato il soggetto per il libro per ragazzi "L'olonese, il terribile pirata"[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bucanieri nei Caraibi, Alexandre Olivier Exquemelin, 2005, EFFEMME
  2. ^ L'olonese, il terribile pirata, L.A. Stone, Bologna, Ed. Giuseppe Malipiero, 1955.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Philip Gosse, Storia della pirateria, Bologna, Odoya 2008, ISBN 978-88-628-8009-1
  • Bucanieri nei Caraibi, Alexandre Olivier Exquemelin, 2005, EFFEMME

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