Franco Tozzi
| Franco Tozzi | ||
|---|---|---|
| Nazionalità | ||
| Genere | Pop Pop rock |
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| Periodo di attività | 1964 - 1975 e 1995 - in attività | |
| Etichetta | Fonit, Odeon, Kansas, Duck Record | |
| Album pubblicati | 1 | |
| Studio | 1 | |
| Sito web | francotozzi.it | |
Franco Tozzi (Rodi Garganico, 26 marzo 1944) è un cantante italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Nasce il 26 marzo a Rodi Garganico (FG), secondogenito di tre figli, ultimo dei quali il cantautore Umberto. Lascerà ancora bambino la Puglia per trasferirsi con la famiglia a Torino, città dove il padre troverà lavoro come guardia notturna e dove poi nel 1952 nascerà Umberto.
Giovanissimo, negli anni '60, lascerà il posto di lavoro allo stabilimento della Lancia di Chivasso per inseguire il suo sogno musicale insieme a un gruppo di giovani, i Pard's (in cui al basso c'è il futuro session man Mario Scotti).
Un primo riconoscimento giunge nel 1964 quando parteciperà al Festival di Castrocaro con il brano Due case, due finestre, vincendo il prestigioso concorso: grazie al maestro Pier Benito Greco ottiene così un contratto con la Fonit e debutta discograficamente con la canzone presentata a Castrocaro.
L'anno successivo partecipa di diritto al Festival di Sanremo in coppia con Johnny Tillotson con la canzone Non a caso il destino (ci ha fatto incontrare), senza giungere per altro tra le canzoni finaliste. Sempre nel 1965 partecipa a Un disco per l'estate, dove ottenne un secondo posto dietro la gettonatissima all'epoca Orietta Berti, ma sfornando quella che ancora oggi è la sua canzone più famosa, I tuoi occhi verdi, con la quale venderà circa 800.000 copie, grazie inoltre anche allo strepitoso successo che ottiene con essa negli anni '80 nella trasmissione televisiva Una rotonda sul mare condotta da Red Ronnie.
Nel 1966 è di nuovo al Festival di Sanremo in coppia questa volta con Bobby Vinton con la canzone Io non posso crederti, ma anche questa volta non giunge tra i finalisti; in quest'anno partecipa inoltre ad alcune fortunate trasmissioni televisive, nuovamente a Un disco per l'estate con Non vorrei volerti bene e, con la canzone Perdonala, al Festival delle Rose, ottenendo un discreto successo.
Nel 1967, dopo il cambiamento di casa discografica ed il passaggio alla Odeon torna nuovamente a Un disco per l'estate, con la canzone L'ultimo giorno, che però non riscuote successo.
Dopo un 45 giri pubblicato dalla Carisch, passa poi ad incidere con la Kansas, formando il gruppo Franco Tozzi Off Sound in cui alla chitarra vi è il fratello Umberto (che nel 1970, nella canzone Qui, canta la prima strofa, debuttando discograficamente), ma i riscontri non sono positivi.
Umberto lavorerà come chitarrista nello spettacolo live del fratello con il gruppo Il suo primo amore, più o meno continuamente, sino al 1975.
Franco Tozzi è stata probabilmente una figura centrale nella vita artistica dell'illustre fratello, il quale forse ha poi dato prova di una sorta di irriconoscenza. Infatti Umberto, nelle varie interviste rilasciate, non ha mai riconosciuto troppa importanza al fratello maggiore, nonostante esso abbia giocato un ruolo determinante nell'avviare un giovanissimo Umberto alla professione di cantautore, anzi, in un'intervista televisiva, ha dichiarato di non volerne sapere dei consigli del fratello maggiore, la cui carriera, secondo lui, è stata in qualche modo rovinata o compromessa da diversi errori "strategici" da parte sua e delle case discografiche.
Negli ultimi tempi i rapporti fra i due si sono piuttosto risanati ed Umberto nel 1995 ha scritto per il fratello il brano Ecco Perché inserito in un album inciso per la Duck Record; inoltre Franco esegue spesso in concerto le canzoni del fratello, e molte (Tu, Stella stai, Notte rosa) le ha inserite nel disco dal vivo pubblicato nel 1997).
[modifica] Discografia
[modifica] 45 giri
- 1964 - Due case, due finestre/Amo la mia gioventù (Fonit SPF 31161)
- 1965 - Non a caso il destino ci ha farro incontrare/Per questo amore (Fonit SPF 31163)
- 1965 - I tuoi occhi verdi/E allora vai (Fonit SPF 31169)
- 1965 - Nulla troppo bello per te/Ho saputo che/Mi pentirò (Fonit SPF 31178)
- 1966 - Io non posso crederti/Le notti d'argento (Fonit SPF 31181)
- 1966 - Non vorrei volerti bene/Uno come me (Fonit SPF 31189)
- 1966 - Perdonala/I poveri (Fonit SPF 31198)
- 1967 - L'ultimo giorno/Per la gloria (Odeon MSOQ 5371)
- 1968 - Nasce il giorno/Uno zero immenso e assoluto (Carisch VCA 26199)
- 1970 - Qui/Poco fa (Kansas dm 1129; inciso come Franco Tozzi Off Sound)
- 1971 - Ricordi/Il mio amore per Jusy (Kansas dm 1148; inciso come Franco Tozzi Off Sound)
- 1973 - Fiume di metallo/Sassi senza tempo (Kansas dm 1160; inciso come Franco Tozzi Off Sound)
[modifica] CD
- 1995 - Ecco perché... (Duck Record)
- 1997 - Franco Tozzi Live (DV More Record DV 6242)
[modifica] Compilation
- 1967: 14 canzoni di Sanremo 1967 (Fonit Cetra, LPP 84; esegue Cuore matto)
[modifica] Collegamenti esterni
- Franco Tozzi, sito ufficiale su Franco Tozzi
[modifica] Bibliografia
- Umberto Bultrighini - Claudio Scarpa - Gene Guglielmi : libro “Al di qua, al di là del Beat” edito e pubblicato da Carabba Editore a luglio 2011 – 430 pagine. Nel libro un vero racconto personale di 8 pagine raccontato da Claudio Scarpa relativo ad una sua storia da ragazzo, legatissima alla canzone "I tuoi occhi verdi". Il titolo del capitolo: 'Occhi Verdi, un amore fa'. Sottotitolo: 'Come innamorarsi perdutamente agli albori dell'avvento del beat'.
- Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Tozzi, Franco
- Sergio Modugno, A colloquio con i due di Castrocaro, intervista a Franco Tozzi pubblicata su Ciao amici n° 11 di novembre 1964
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