Francesco Saverio Caruso

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Francesco Saverio Caruso (Napoli, 25 agosto 1974) è un politico italiano, nonché un rappresentante del movimento no-global del sud Italia. Dopo l'esclusione del Prc alle elezioni 2008, si e' dichiarato "sovversivo a tempo pieno" [1].

Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Francesco Saverio Caruso

Luogo nascita Napoli
Data nascita 25 agosto 1974
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione ricercatore sociale
Partito PRC
Legislatura XV Legislatura
Gruppo Rifondazione Comunista
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Calabria XXIII
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

Membro Commissione XII Affari Sociali

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Proveniente da una agiata famiglia beneventana( il padre era un grosso burocrate delle ferrovie statali), al termine degli studi liceali si iscrive alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Ateneo di Bologna, ma si è laureato presso l'istituto universitario Orientale di Napoli. Di professione dichiarata ricercatore sociale, risultava prima dell'elezione in parlamento nullatenente, con reddito zero[2]. Attualmente è iscritto ad un dottorato di ricerca presso l'Università della Calabria.

Indice

[modifica] Il caso del "36 occupato e autogestito"

Il 21 agosto 1996, la Polizia di Bologna, in collaborazione con gli ispettori della Digos, sgombera la storica sala studio universitaria di Via Zamboni 36. Occupato nel 1991, il 36 era attivo da cinque anni in alcune campagne contro lo spaccio di eroina ed il razzismo.

Lo sgombero del centro sociale si inserisce in un'operazione cittadina che ha riguardato anche i centri di via del Pratello e di via Mascarella, già tentata il 29 marzo dello stesso anno. Nell'ambito di questo tentativo, sette persone si oppongono all'irruzione e alla ripresa filmata, ricevendo l'imputazione per aggressione a un poliziotto e interruzione di pubblico servizio. Tra questi vi è Francesco Caruso, che il 24 febbraio 2003 viene condannato in primo grado a 10 mesi di reclusione. I giudici irrogano ai restanti quattro una condanna di 8 mesi e tre di 30 giorni (con sospensione della pena), nonostante la richiesta di assoluzione del pubblico ministero.

Il 26 maggio 2006 Francesco Caruso e gli altri coimputati vengono prosciolti in appello per sopraggiunta prescrizione del reato, grazie alla concessione delle attenuanti generiche [3] [4].

[modifica] Gli anni dei social forum

Nel 2001 fonda la Rete meridionale del sud ribelle. Nel Marzo dello stesso anno ha partecipato a manifestazioni in occasione di appuntamenti internazionali come quelli di Napoli, in occasione del Global Forum a Palazzo Reale, e del G8 di Genova a luglio dello stesso anno.

Nel 2002 è arrestato su ordine della procura di Cosenza, città dove è attiva la Rete meridionale del sud ribelle, con l'accusa di «sovversione, cospirazione politica ed attentato agli organi costituzionali dello Stato».

[modifica] Carica politica

Nel 2006 viene candidato da Rifondazione Comunista alle elezioni politiche del 2006 suscitando forti dissensi e critiche sia da parte dell'ala moderata dell'Unione, che da parte dei suoi ex-compagni del movimento antagonista e dell'ambiente dei centri sociali: riceve comunque, al termine delle consultazioni, il mandato parlamentare alla Camera. Molte nei mesi successivi le dichiarazione provocatrici. Nell'ottobre del 2007 viene condannato con unanimità dal mondo politico per aver definiti "assassini" Marco Biagi e Tiziano Treu[5]. Fausto Bertinotti definisce poi "poco felice" la mossa di aver candidato Caruso[6]. Perde il mandato alle elezioni politiche del 2008[7]. Annuncia poi sul suo blog l'intenzione di contrastare la "cultura elettoralistica che ha avvelenato la sinistra"[8].

[modifica] La protesta contro i CPT

Il 9 dicembre 2006 Francesco Caruso, insieme alla senatrice Haidi Giuliani, si è barricato all'interno di un centro di permanenza temporanea dell'Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone, per protestare contro la privazione dei diritti dei soggetti detenuti all'interno di queste strutture e per chiedere la chiusura dello stesso CPT.[9]

[modifica] Procedimenti giudiziari

Ha subito una condanna in primo grado, ad un anno e 5 mesi di reclusione, per una rapina legata ad un'iniziativa di autoriduzione ai danni di un supermercato milanese avvenuta nel 1999.[10], assolto poi in appello. Per gli scontri di piazza del 17 marzo 2001[11] è ancora in corso il procedimento penale. Il 3 giugno 2007 è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per una irruzione da parte di un centinaio di manifestanti No-Global all'Ipercoop di Afragola. Il 24 aprile 2008 la Corte d'assise del tribunale di Cosenza lo ha assolto, insieme ad altri 12 no global, dall'accusa di "associazione sovversiva e cospirazione contro lo Stato". In tutti i procedimenti penali cui è sottoposto, Caruso ha scelto di non avvalersi dell'immunità parlamentare.

[modifica] Note

  1. ^ Articolo tratto dal Corriere della Sera
  2. ^ Articolo tratto da Homolaicus.com
  3. ^ Articolo tratto da Basilicata.net
  4. ^ La Corte di Cassazione ha affermato che, riguardo ai casi di prescrizione dovuta alla concessione di attenuanti, «Qualora l'applicazione della causa estintiva della prescrizione del reato sia conseguenza della concessione di attenuanti, la sentenza si caratterizza per un previo riconoscimento di colpevolezza dell'imputato ed è fonte per costui di pregiudizio» (Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 5069 del 21 maggio 1996)
  5. ^ Articolo sul Corriere della Sera
  6. ^ Articolo sul Corriere del Mezzogiorno
  7. ^ Articolo sul Corriere della Sera
  8. ^ Articolo sul blog di Francesco Caruso
  9. ^ Articolo Corriere della Sera
  10. ^ Articolo su Il Giorno
  11. ^ Articolo sul Corriere della Sera

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