Francesco Sassetti

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Francesco Sassetti, committente ritratto dal Ghirlandaio
Sepolcro di Francesco Sassetti di Giuliano da Sangallo

Francesco Sassetti (Firenze, aprile 14219 marzo 1490) è stato un banchiere e mecenate italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Già ventenne era ad Avignone per curare gli interessi della propria famiglia, socia in affari con Banco dei Medici. Diventato uomo di fiducia di Lorenzo il Magnifico, si vide affidare la direzione dei suoi affari in Francia, con le qualifiche di gestore e procuratore. Amministrò prima la filiale di Ginevra, che venne poi spostata a Lione, dove investì, assieme ai Medici e ad altri soci, una cifra che gli permetteva di partecipare agli utili. Divenne poi direttore generale del Banco mediceo dal 1469 fino alla morte nel 1490. La sua fortuna in affari ebbe un lieve declino nella fase finale della sua vita, quando nel 1488 la filiale di Lione subì una crisi, che venne poi superata grazie al suo forte impegno e a un intervento diretto del Magnifico. Sassetti infatti non aveva controllato strettamente gli amministratori della filiale, i quali avevano compiuto delle frodi provocando una disastrosa perdita, che lo costrinse, nonostante l'età, a lasciare Firenze e recarsi personalmente nella città francese per risolvere la situazione, appoggiato da Lorenzo che non gli negò mai l'amicizia e il sostegno.

Grazie alla frequentazione della corte medicea divenne un uomo colto e raffinato, amico di Marsilio Ficino, Agnolo Poliziano e Bartolomeo Fonzio, oltre che mecenate e collezionista di manoscritti in latino e in volgare. Con la sua oculata e onesta amministrazione accumulò una notevole ricchezza, che reinvestì in case in centro a Firenze e in una villa sulla via Bolognese.

Acquistò nel 1478 in Santa Trinita, la cappella che oggi porta il suo nome e la fece dedicare a san Francesco, suo santo protettore, dopo aver ricevuto il rifiuto di ritrarre il santo francescano nella chiesa dei rivali domenicani in Santa Maria Novella, dove aveva già acquistato il patronato sulla cappella maggiore.

Affidò la decorazione all'artista di maggior fama del momento in città, il Ghirlandaio. Il maestro realizzò il ciclo di affreschi tra il 1483 e il 1486, nonostante gli affreschi siano datati in basso, sotto la figura di Francesco Sassetti e di sua moglie inginocchiati come XXV Decembris MCCCCLXXX, 25 dicembre 1480, una data simbolica della sottoscrizione della commissione con il Sassetti, mentre la pala centrale reca come anno il 1585, su un capitello. Lo stesso Francesco e sua moglie sono ritratti come committenti inginocchiati nella fascia più bassa degli affreschi, mentre le loro tombe si trovano nelle pareti laterali, scolpite da Giuliano da Sangallo. Francesco è inoltre ritratto vicino a Lorenzo il Magnifico nel gruppo di fiorentini della scena dell'Approvazione della regola da parte di Onorio III. Di lui resta anche un bel busto in marmo attribuito a Antonio Rossellino e oggi al Bargello.

Suo rivale fu Giovanni Tornabuoni, altrettanto uomo fidato vicino ai Medici, che gli subentrò nella direzione del Banco dei Medici nel 1484.

Ebbe i figli Galeazzo, Federico, Teodoro I e Cosimo. Teodoro morì verso il 1480, ma di lì a poco Francesco, ormai sessantenne, ebbe un altro figlio che chiamò ancora Teodoro, detto Teodoro II dalla storiografia per distinguerlo dal primo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Siro Innocenti, La Cappella Sassetti a Santa Trinita a Firenze, in AA.VV., Cappelle del Rinascimento a Firenze, Editrice Giusti, Firenze 1998. ISBN 88-8200-017-6

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