Francesco Raffaele Curzio

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Francesco Raffaele Curzio

Francesco Raffaele Curzio (Turi, 23 dicembre 1822Firenze, 7 febbraio 1901) è stato un patriota, poeta e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Raffaele Curzio, nacque a Turi, dall'avv. Francesco di Acquaviva, e dalla madre Celeste Giannini. I Curzio appartenevano ad un'antica famiglia acquavivese, dal padre carbonaro ricevette i primi elementi dell'educazione, che non poté fare a meno di insegnare al figlio i sentimenti di amor patrio e di libertà.[1] Francesco completò la sua educazione in Napoli, innamorato dei pensieri mazziniani, passò ben presto dal campo teorico, a quello pratico. Amico fraterno dei democratici più insigni; Carlo Cattaneo, Giovanni La Cecilia, Giovanni Nicotera, Rosolino Pilo partecipò al movimento che doveva portare all'unificazione nazionale. L'unione nazionale, fu l'idea fissa di Francesco Raffaele Curzio.[2] A Napoli, nel 1847, coopera all'organizzazione dei moti anti Borbonici, in pieno accordo con Aurelio Saliceti. In data 7 novembre 1849, con le imputazioni di provocazione a sovvertire la forza del governo, viene condannato in contumacia, a diciannove anni di carcere duro. Nonostante l'esilio mantenne le relazioni con gli amici cospiratori, scrisse articoli su giornali e riviste.[3] Visse tra Genova e la Toscana, Torino e Parigi, svolgendo azioni sovversive.

Il 5 maggio 1860 si imbarcò con la spedizione dei Mille. Animato da uno spiccato fervore combattivo, fu nominato Capitano di Stato Maggiore e strinse una fraterna amicizia con i pugliesi Nicola Mignogna, Giuseppe Fanelli, Vincenzo Carbonelli, Cesare Braico, Filippo Minutilli e Moisé Maldacea. Combatté valorosamente a Calatafimi, a Palermo, dove fu ferito in un'azione insieme a Nino Bixio e a Benedetto Cairoli[4], sull'Aspromonte e al Volturno. Ritornò poi in Patria con Garibaldi e si stabilì a Torino agli ordini del generale Giuseppe Sirtori.

Annullata per motivi di incompatibilità, la nomina di Giuseppe Raffaele Del Drago a deputato al Parlamento del Collegio di Acquaviva delle Fonti, Curzio ne prese il suo posto nel gennaio del 1862.[5] In Parlamento è con i progressisti e si batte per i diritti civili delle popolazioni più diseredate.

Oltre agli impegni parlamentari è poeta prolifico, le sue composizioni sono incentrate sullo stato civile e sociale, si tratta di scritti dallo stile spesso rude ed impetuoso che meritarono le lodi di Francesco De Sanctis ... perché dense di pensiero e ispirazioni profetiche. Gli scritti politici, riscossero il consenso e l'ammirazione di Giovanni Bovio.

Fece parte della Commissione istituita nel dicembre 1861, per redigere il primo elenco dei Mille che sbarcarono a Marsala l'11 maggio 1860. La Commissione era composta dai generali: Vincenzo Giordano Orsini, Francesco Stocco, Giovanni Acerbi, i colonnelli; Giuseppe Dezza, Guglielmo Cenni e Benedetto Cairoli, Giorgio Manin, i maggiori; Luigi Miceli e Antonio Della Palù, i maggiori; Giulio Emanuele De Cretsckmann, Francesco Raffaele Curzio e Davide Cesare Uziel, i capitani; Salvatore Calvino e Achille Argentino. La Commissione rilasciò delle autorizzazioni a fregiarsi della medaglia decretata dal Consiglio civico di Palermo il 21 giugno 1860 per gli sbarcati a Marsala. Un altro Giurì d'onore riesaminò i titoli dei componenti la spedizione e il Ministero della Guerra pubblicò un nuovo Elenco dei Mille di Marsala, nel bollettino n.21, nell'anno 1864, in base al quale furono concesse le pensioni. Sulla base del secondo elenco fu redatto in modo definitivo il documento della Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878.[6]

Nell'elenco ufficiale dei partecipanti all'impresa, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878, lo si trova al numero 346.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Francesco Raffaele Curzio
  2. ^ Francesco Raffaele Curzio, la vita
  3. ^ Rassegna storica del risorgimento, Volume 27
  4. ^ Ferimento di Curzio, Bixio e Cairoli
  5. ^ Archivio storico pugliese, Volumi 1-2
  6. ^ Commissione istituita nel dicembre 1861, per redigere l'elenco dei Mille che sbarcano a Marsala per il documento della Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878
  7. ^ Elenco Garibaldini

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]